Domenica 27 Settembre 2020 - Anno XVIII
Qat, le foglie che incantano

Qat, le foglie che incantano

Dopo i pasti gli yemeniti si rilassano, seduti a gambe incrociate, prendono i rametti di Qat, li lavano e cominciano a staccare le foglioline della cima, le più tenere, mettendosele in bocca

Il famoso caffè di Mokha-

Il panorama di campagna, così come noi lo concepiamo, nello Yemen non esiste. Esistono zone coltivate a tabacco, caffè (celebre il Mokha, che prende il nome dall’antico porto sul Mar Rosso), ma soprattutto abbondano, un po’ dappertutto, le coltivazioni dell’onnipresente, caratterizzante, quasi infestante Qat.

Qat

Le piante di questo alcaloide vivono una quarantina d’anni, all’incirca. Sono alte un paio di metri e nel loro massimo sviluppo possono raggiungere i quattro, cinque metri. La qualità della pianta, ovvero la bontà e la “resa” delle foglie che produce dipende in gran parte dalla scelta del terreno che deve essere protetto dai venti e ben irrigato. Coltivare Qat non è impresa commerciale per tutti. Richiede tempo, controllo, capacità distributive ma anche notevoli mezzi finanziari. E’ un “lavoro” che comincia a rendere dopo alcuni anni, necessari questi per ammortizzare le spese iniziali. Chi commercia il Qat deve renderne conto alle autorità statali che impongono una tassazione; per il resto, vige la regola dello spirito d’iniziativa personale. Se le cose vanno bene, arriva anche il guadagno col quale costruire una bella casa, quasi sempre a ridosso dei campi coltivati, con tanto di fucile a portata di mano per proteggere le piantine dai malintenzionati. Questo perché il Qat è un articolo che costa, una volta immesso sul mercato.

Qat Venditore di Qat

Venditore di Qat

Per gli yemeniti maschi il Qat rappresenta una vera e propria filosofia di vita, oltreché una consolidata abitudine giornaliera. Tutti i suk (mercati) delle principali città (Sana’a, Taiz, Hodeidah, Aden), ma anche quelli dei più piccoli villaggi, hanno un settore che vende il Qat. Dopo i pasti, gli yemeniti si rilassano: seduti dove capita a gambe incrociate, prendono i rametti di Qat, li lavano e cominciano a staccare le foglioline della cima, le più tenere, mettendosele in bocca. La masticazione avviene mentre si chiacchiera con gli amici e lo spoglio dei rami procede spedito verso le foglie più grandi. Ogni tanto un sorso d’acqua o di te per facilitare la salivazione che diviene abbondante e consente di roteare in bocca il bolo che si forma dall’impasto di foglie. Il gonfiore mobile si sposta ora a destra ora a sinistra, fra denti e guancia, arrivando in qualche caso a deformare, letteralmente, il viso di chi mastica.

Piantagione di Qat

Piantagione di Qat

Anche i più disperati fra i poveri non si fanno mancare la piccola “dose” quotidiana; pochi rametti che pagano, mediamente, dai 200 ai 400 Rials (dai due ai quattro Euro, circa). Gli yemeniti sono convinti che il Qat aiuti a vivere meglio. Allevia la fatica, migliora la resa nel lavoro e – particolare per loro della massima importanza – anche quella delle prestazioni sessuali. Masticare Qat, alla lunga, crea problemi a denti e gengive, provoca disturbi renali e gastro-intestinali che indeboliscono l’organismo e portano a un invecchiamento precoce. Che sapore hanno le foglie di Qat? Amarognolo e tutto sommato disgustoso; “legano” e impastano sia la lingua che il palato. Provare per credere! Ma per gli arabi dello Yemen è un segno di irrinunciabile virilità e un modo per alleviare le fatiche e le pene del vivere quotidiano.

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