Martedì 6 Dicembre 2022 - Anno XX
Now, I walk into the wild

Now, I walk into the wild

Continua la nostra corsa nei secoli per ricostruire la Storia del Camminare. Siamo arrivati nel Cinquecento, quando gli aristocratici cominciarono a scoprire il gusto della passeggiata nei corridoi dei palazzi, nei giardini e nella natura tutta. Per approdare al Settecento e alle prime esperienze di viaggio

Le mura delle città aperte al verde

Goethe nella campagna romana, 1787, Francoforte, Städtische Galerie
Goethe nella campagna romana, 1787, Francoforte, Städtische Galerie

Ciò avrebbe finito per democratizzare molte arene, distruggendo pian piano le mura che le circondavano e che le separavano dal mondo borghese. Alla fine del XVIII secolo la classe media cominciò ad acquisire quel gusto del paesaggio che fino allora era stato prerogativa della classe aristocratica. Il giardino era un lusso che solo pochi potevano avere, ma il paesaggio inalterato era virtualmente a disposizione di tutti. Il camminare, che fino a qualche decennio prima veniva considerato un elemento accessorio, alla fine del secolo era diventato una componente vitale delle prime avventure turistiche. (29/03/10)

Gallerie e giardini per camminare

I giardini della Venaria Reale (Torino)
I giardini della Venaria Reale (Torino)

Altro luogo dove si svolgeva la pratica della passeggiata aristocratica erano i giardini. In questo scenario il camminare si univa al gusto per il paesaggio, anche se era ancora abbastanza limitato. Tuttavia, proprio nei giardini si era messa in moto una rivoluzione che avrebbe stravolto la concezione elitaria del camminare. Studiando l’evoluzione del giardino aristocratico si può notare una lenta ma continua evoluzione del gusto per il paesaggio e la natura; dal formale e strutturato, all’informale e naturalistico. Il giardino formale, con i suoi motivi di siepi rasate e di alberi in filari ordinati, aveva proposto la natura come un caos sul quale gli uomini imponevano l’ordine. A mano a mano che il mondo si faceva più sicuro e la residenza aristocratica diveniva più palazzo che fortezza, i giardini passarono dall’essere rigidamente cintati e difesi dall’esterno (considerato ostile) all’essere il più aperti possibile allo spazio circostante. Già i giardini italiani del Rinascimento erano posizionati di preferenza su declivi che offrivano vedute sulla campagna e collegavano perciò il giardino con il mondo circostante. In Inghilterra, con il progredire del XVIII secolo, infine, il giardino diventava sempre meno formale, cominciando a sposare l’idea di un giardino naturalistico con angoli particolari che dovevano essere esplorati a piedi.

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