Martedì 16 Agosto 2022 - Anno XX
Cinqueterre Monterosso

Cinqueterre Monterosso

L’antica litania dei “Luoghi Comuni”

Di frasi e proverbi della cosiddetta “saggezza popolare”, nei secoli, ne sono stati confezionati un’infinità. In molti casi si tratta solo di banalità. Ecco un piccolo campionario dei luoghi comuni più in voga

Luoghi comuni: in camper si assapora la vera libertà

Luoghi comuni Il camper rende liberi...

Il camper rende liberi…

Avete provato a immedesimarvi nel senso di soffocamento che provoca alla lumaca il pensiero di doversi portare in giro la casa? No? Allora affittate un camper, sempre che possiate permettervelo. Il camper costa quanto lo Sheraton, ma allo Sheraton non siete costretti ogni due giorni a svuotare il gabinetto chimico, il che fanno parecchi punti a favore dell’albergo. Alcuni sostengono che con la casa mobile puoi fermarti a dormire dove vuoi. Certo, in posti dove massacratori e ladri possono comodamente aggredirti con il favore del buio e del silenzio, oppure in Francia o nel parco di Yellowstone. Esclusi questi due unici luoghi al mondo, ovunque il globo si presenta ostile al campeggiatore su quattro ruote; e fa anche molto bene, poiché la sua eliminazione fisica è una liberazione per tutta la famiglia. Il maniaco del camper, secondo accreditati studi genetici, è un unico soggetto per famiglia, ma, per motivi oscuri alle persone mentalmente sane, egli non decide di partire solingo e ramingo, scomparendo all’orizzonte, ma trascina con sé tutti i parenti stretti, adducendo appunto l’ovviamente assurda e delirante scusa della libertà che garantirebbe andare in giro con un molestissimo e scomodissimo parallelepipedo a motore. A parte il fatto che la vera libertà sarebbe quella di andare dove si vuole punto e fine; sarebbe già un inizio l’andare semplicemente in giro senza di lui.

Luoghi comuni

Luoghi comuni: non si può andare sempre in vacanza nello stesso posto

Senza andare a scomodare Jules Verne ed Emilio Salgari, che raccontarono esotiche avventure variopinte senza muoversi dalla biblioteca del proprio avito paesello, ho conosciuto persone di rara saggezza che il massimo viaggio che avevano fatto nella vita era a Pietra Ligure. E tutte le volte che ci andavano, in inverno, pareva che partissero per la Kamchatka viaggiando su una gamba sola, o che andassero alle Fiji con una zattera senza remi. Annibale sulle Alpi al confronto era niente, e l’Anabasi di Senofonte, la famosa marcia dei diecimila, un picnic al parco. Non importa quante cose vedi, ma come le vedi.

Luoghi comuni: la campagna rilassa

fattoriaLa mucca muggisce, il gallo canta, la cicala frinisce, la gallina chioccia, la pecora bela, il maiale grufola, il trattore bufala, la mietitrebbiatrice ringhia, la Mercedes del contadino romba. C’è un macello dell’accidente, senza considerare gli insetti, gli anticrittogamici, il concime.
Meglio starsene in centro città senza rispondere al citofono, allora.

Luoghi comuni: i grandi musei sono dispersivi. Dopo un’ora ti annoi

Louvre, Parigi

Louvre, Parigi

A che scopo educare se stessi all’arte, avvicinarsi ai grandi geni dell’umanità? Molto meglio andare al Museo etnografico della Mola e della Brugola, due stanze di attrezzi da lavoro, piuttosto che al Louvre, quel posto così dispersivo con tutti quei quadri ammucchiati. Se proprio ti tocca, al Louvre sono da preferirsi gli Uffizi, che hanno molte meno sale. La pinacoteca è una lunga barbosa teoria di dipinti di varia dimensione ed età, ma almeno che si capisca cosa c’è disegnato sopra. Da evitarsi le gallerie d’arte moderna, che sono troppo misteriose: tu ti affanni per ore a vedere degli sgorbi inenarrabili ed esci con il mal di testa.
P.S.: Il lato più interessante della National Gallery di Londra è che si entra gratis.

Luoghi comuni: Milano non è una città d’arte

Luoghi comuni Teatro-alla-Scala-Milano

Milano, Teatro alla Scala

Certo che no. L’Ultima Cena è uno snack bar notturno, la Pinacoteca di Brera una risotteria, il Castello Sforzesco, per quanto ci si sforzi, non è dato capire a cosa serva, a parte contenere quella statua di Michelangelo che a ben vedere fa Pietà. Poteva almeno finirla, già che c’era. Il Duomo non è un granché e comunque è inutile spendere i soldi per salirci sopra a vedere la città dall’alto che tanto c’è la nebbia e, in assenza di nebbia, c’è foschia o infine, nei pochi giorni limpidi, c’è la cappa grigia di smog. La Scala è meglio evitarla perché, dalla fama che ha in tutto il mondo, uno immagina un edificio gigantesco e poi quando la vede rischia di restare deluso. Meglio andare a Punto Zero Polo Nord, dove il clima è meno umido e almeno da vedere c’è il ghiaccio.

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