Domenica 3 Luglio 2022 - Anno XX
Argentina, provincia di Jujuy

Argentina, provincia di Jujuy

Argentina: il mistero della Mappa nella Roccia di Barrancas

Nella provincia di Jujuy, in Argentina, in una zona archeologica semidesertica, a circa 3500 metri d’altezza, si trova una pietra particolare. Una Pietra Mappa, come l’hanno definita gli archeologi, scolpita da abili mani nel periodo preincaico

Argentina, provincia Jujuy

Argentina, provincia Jujuy

In una zona archeologica semidesertica, a circa 3500 metri d’altezza, tra antichissime pitture rupestri e altri segni millenari della storia umana, si trova una pietra particolare, una “Pietra Mappa”, come l’hanno definita gli archeologi che l’hanno studiata. Una roccia carica di fascino, scolpita da abili mani nel lontano periodo preincaico e situata nell’attuale provincia di Jujuy, in Argentina.
Mappa d’atterraggio stellare? Indelebile indicazione di qualche tesoro andino ancora da scoprire? Niente di tutto ciò, almeno secondo una nota archeologa argentina, Ana Fernandez Distel, la quale nel suo Dizionario Archeologico definisce la roccia come una mappa rappresentante “proprietà di terre con bestiame”. La roccia infatti, riporta sulla sua superficie “diciotto bassorilievi di forma quadrangolare nei quali sono state realizzate diverse figure di lama e uomini”, scrive sempre l’archeologa argentina.
La Fernandez però, ad un certo punto della sua descrizione, sembra iniziare a creare un po’ di mistero attorno alla Pietra di Barrancas, scrivendo che “l’angolo superiore destro della roccia presenta una stranezza: in esso è presente una sorta di maniglia, creata tagliando e svuotando il triplo bordo della pietra in modo da formare un cilindro cavo o anello”, aggiungendo infine che “la Pietra risulta essere una vera e propria scultura geroglifica con iscrizioni ideografiche”.

Pietra Mappa mistero archeologico

Barrancas pietra mappa

Pietra di Barrancas

Ma allora, qual è il significato della scultura? Un altro archeologo, il professor Juan Shobinger, riferendosi alla Pietra di Barrancas afferma che “il significato e la funzione della Mappa di Barrancas, scolpita in modo fortemente geometrico con tecnica excisa, si prestano solo a congetture”.
Mistero archeologico accademicamente accertato quindi, quello del senso originario della Mappa nella Roccia. Mappa capace di meravigliare anche i non addetti ai lavori per la sua rarità, bellezza e precisione di realizzazione. E a voler incrementare un po’ il mistero, sembrano essere poco chiare anche l’origine e il senso di quelle due perfette linee curviformi, a forma di spirale o doppia elica, sovrapposte allo schema quadrangolare base.
Tra le ipotesi non ufficiali, c’è chi sostiene che la Pietra sia una sorta di mappa catastale. Ipotesi che però non convince affatto, in quanto è piuttosto noto che nelle comunità indigene del tempo, la proprietà privata non era socialmente contemplata, perché la terra era considerata un bene comune.
E allora, solo per azzardare una prudente conclusione capace di placare la mia curiosità archeologica, sono arrivato ad una interpretazione personale, o meglio, ad una congettura, come direbbe il professor Shobinger.

Profondo legame col popolo dei casabindos e con la terra

pietra mappa Il senso di una mappa su una pietra che riproduce terreni con lama, nella zona archeologica del popolo dei Casabindos, dove uno degli elementi più frequenti rappresentati nelle pitture rupestri è proprio il lama, forse nasce da un significato più ampio. Non così ampio da includere, almeno in questo caso, teorie di antichi astronauti o tesori perduti, ma certamente profondo, come profondo era quel legame intimo che le culture di un tempo avevano con gli animali e con la terra, un legame capace chissà di animare la sensibilità artistica di un uomo o di una donna di centinaia di anni fa, di animarla al punto tale da realizzare un’opera d’arte unica, eccezionale, quasi eterna, che fosse in grado di omaggiare a dovere la terra e il prezioso bestiame. Un’opera che potesse superare la prova del tempo e descrivere attraverso perfetti contorni litici, una mappa tellurica dell’amore che quell’artista ancestrale nutriva per la terra e i lama del suo popolo.

*Stefano Lioni è nato in Sardegna, laurea in Scienze Naturali, dallo scorso anno ha deciso di realizzare il suo sogno: percorrere il continente sudamericano alla scoperta degli sciamani, dei popoli indigeni. Recentemente ha ricevuto dal Governo Andino locale il riconoscimento di Promotore della Cultura Ancestrale. Il suo diario di viaggio sul blog: http://sullaviadeglisciamani.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA