Sabato 20 Luglio 2024 - Anno XXII

Olimpiadi 2024: se Roma dice no, Sibari è pronta a candidarsi

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Nel 2024 i Giochi Olimpici compiono 2800 anni. Se il primo cittadino di Roma di no, il sindaco di Cosenza è pronto a candidare Sibari per festeggiare i giochi della Magna Grecia.

Sibari bandiera-olimpica

Le Olimpiadi del 2024 continuano a suscitare polemiche e scontri politici. Il sindaco di Roma Virginia Raggi, presa dai tanti problemi della città e dalla composizione della sua Giunta, non si è ancora pronunciata. Il direttorio del Movimento 5 Stelle però ha già detto “No grazie” alle Olimpiadi. E nel frattempo nascono proposte alternative. Proposta o provocazione è quella lanciata da Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e vicepresidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Dice Occhiuto: “Le Olimpiadi sono notoriamente un momento di pace, condivisione, storia e opportunità di sviluppo. Nel 2024 si celebreranno i 2.800 anni dalla prima edizione dei giochi a Olimpia, nell’antica Grecia. Se Roma dice no, propongo al Comitato Olimpico e al governo Italiano il coraggio di indicare Sibari (all’epoca la più grande metropoli del Mediterraneo) e chiamarli Giochi della Magna Grecia”.
L’idea del sindaco di Cosenza è quella di collegare tutta la Magna Grecia: Sibari e la sua immensa area diventerebbero villaggio olimpico, sede delle competizioni di nuoto, tuffi, pallanuoto, lotta greco-romana, tennis, boxe. L’atletica potrebbe svolgersi in Sicilia. Canoa, canottaggio, sport di squadra a Napoli, il resto in Puglia e Basilicata.

Olimpiadi a Sibari per ammodernare il Sud del Paese

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Scavi archeologici a Sibari

Si tratterebbe della vera rivoluzione per il Sud, con investimenti molto importanti sui trasporti e le infrastrutture, che significherebbero linee ferroviarie veloci fino a Palermo, Catania e Agrigento. Una nuova strada statale 106, quella che va da Taranto a Reggio Calabria, linee regionali rimesse in funzione e almeno ventimila posti letto turistici in più. Significherebbe mettere in rete i porti di Taranto e Gioia Tauro con Napoli e ciò aiuterebbe a riportare la rotta merci mondiale nel Mediterraneo italiano. Mario Occhiuto è anche convinto che attraverso l’indotto che porta il progetto si potrebbe realizzare il ponte sullo Stretto con un project financing potenzialmente a costo zero. “Le credenziali storiche di questa operazione sono insuperabili, perché le Olimpiadi sono nate da noi e qui si trovano le loro tracce della storia. Occorre crederci subito, avendo a disposizione tredici mesi prima dell’assegnazione. Un impegno del governo e del premier Renzi legittimerebbe il Meridione a uscire dal torpore e darebbe un nuovo spunto di crescita all’Italia e a tutta l’Europa, sulla scorta di quanto accaduto in Catalogna nel 1992. Decidiamo immediatamente, con un progetto comune ingaggiando come testimonial Parmenide, Pitagora, Empedocle, Archimede. I 2.800 anni dalla prima edizione, così facendo, verrebbero celebrati nella culla della cultura classica mondiale”.

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