Mercoledì 27 Gennaio 2021 - Anno XIX
L'Isola di Ischia vista dal Mare

L'Isola di Ischia vista dal Mare

Ischia l’isola che trema

Nell’isola plasmata dai vulcani, l’inviata di Mondointasca, su una panchina del porto a Ischia, incontra uno sfollato di Casamicciola. Il suo racconto dopo il terremoto del 21 agosto 2017.

Il muratore che voleva diventare prete

Isola di Ischia scorci

Isola di Ischia, scorci (foto F. Gögele © Mondointasca)

Questo “vociar di cartapesta” sta facendo saltare l’ecosistema turistico e sociale dell’isola ed ora c’è pure tutta la trafila burocratica per ottenere i finanziamenti promessi dal governo da affrontare. Ogni mattina, all’alba, quando io esco dall’albergo per andare a camminare in spiaggia, ‘Antonio’ parte in cerca di una sistemazione. Gli occhiali ancora alzati sulla fronte, è al rientro che gli ricoprono gli occhi. Al momento è in attesa, in uno stato d’animo di concreto realismo: sa bene come vanno le cose. Fino a quando c’è “da faticà”, dice, è certo di mantenere la sua famiglia. Domani, sabato, dovrà lasciare l’albergo, consolare la moglie, rincuorare i figli e trasferirsi nella struttura del clero, lui che avrebbe voluto in gioventù proseguire gli studi e diventare prete!
A volte un terremoto rimette a posto le cose andate storte in passato, quando un padre duro e severo impedì al figlio di realizzare un sogno. Ora ‘Antonio’ tornerà in collegio dai Salesiani, certo: non per studiare o farsi prete, ma come nuovo inizio di una spirale che torna su se stessa e riparte. Intanto anche le fumarole hanno ripreso a fumare.

Ischia: isola delle acque plasmata dai vulcani

Isola di Ischia territorio

Scorci del territorio (foto F. Gögele © Mondointasca)

Comunque la si guardi, sia circumnavigandola in barca, sia risalendo sulla cima del suo monte più alto, a 789 msl, Ischia è un’isola emersa e plasmata dall’attività di sei vulcani. Una geologia talmente complessa e articolata che i terremoti sono realtà naturali, come le fonti d’acqua e le manifestazioni piritiche e fumaiole che caratterizzano questa oasi tirrenica di vegetazione lussureggiante e acque dalle profondità di lapislazzulo.
Narra una leggenda che il monte Epomeo sia uno degli ingressi per l’ipotizzata Terra Cava, una regno sommerso tra mare e rocce, arcano e antico come il fuoco che alimenta il cuore di Ischia e dei suoi abitanti. A guardarla dal mare, la costa è ricca di insenature e piccoli porti, alcuni eleganti e pittoreschi, come Forìo, altri meno visibili e frequentati, come la spiaggia dei pescatori o quella di San Pancrazio. Baie accessibili solo in barca o su ali di gabbiano.

Sentinelle marine a strapiombo sul mare

Isola di Ischia dalla cima del monte Epomeo

Dalla cima del Monte Epomeo (foto F. Gögele © Mondointasca)

A strapiombo sul mare fari e uliveti se ne stanno come sentinelle marine, spremuti dalla salsedine e aggrappati ad una roccia chiara, argillosa di verde e butterata da anfratti. Macchie estese di fico d’india seguono le stratificazioni formate dall’erosione del tempo scendendo fino al mare, unici coloni di intere zone disabitate. Mani rocciose scolpiscono sagome animalesche, dando vita a fantasie marine, profili, grotte di maghi e corpi addormentati a guardare il cielo, ricoperti da secoli e secoli di macchia mediterranea. Qualche casupola sbiadita qua e là, ville elegantissime da sceneggiatura di film.

Ischia: escursione sul Monte Epomeo

I sentieri che portano alla sommità dell’isola, la cima dell’Epomeo, risalgono da ogni versante del monte, rendendo accessibile la conquista panoramica da diversi paesi, a seconda del grado di fatica e del tempo da dedicare alla ricerca di questo possibile ingresso. Seguo le orme degli zoccoli dei satiri e mi trovo a vagar tra vigne basse, eremi e antri di sibille. Muri a secco, terrazzamenti di  pomodori che una mano coltivatrice ha dimenticato di annaffiare da un po’, gechi, roverelle e finocchietto selvatico.

A Fiorìo attraverso il bosco della Falanga

Ischia Bosco della Falanga

Sentieri nel bosco della Falanga (foto F. Gögele © Mondointasca)

La vista sul mare si fa sempre più alta e arrivare in cima è un respiro profondo di totale apertura alare. Se si decide di scendere verso Forìo, si attraversa il bosco della Falanga, un ceduo di castagno e querce, silenzi e presenze rupestri in cui la luce cambia di tono, le foglie custodiscono canti e le orme leggere e solitarie di passanti incantati lasciano tracce di memorie antiche.
A livello del mare tutto torna ondoso e lucente, il traffico della statale porta e riporta i soliti autobus e le vetture dai fianchi rigati per le strette manovre cui la viabilità obbliga. Capisco chiaramente cosa significhi vivere circondati dall’acqua, in una sicurezza marina che l’isola protegge, che culla di notte e rievoca di giorno. Capisco l’alchimia sostanziale per ricreare dal naturale un’armonia in grado da far vivere meglio… e, paradossalmente, è su quest’isola vulcanica di scosse, boati, crolli e  terremoti che ho ritrovato la mia stabilità. (4 – Fine)

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Isole delle acque 1: venire, restare o partire

Isola delle acque 2: storia campana-ischitana

Isola delle acque 3: Ischia istruzioni per l’uso

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