Mercoledì 8 Dicembre 2021 - Anno XIX
Collezione archeologica del Museo Civico di Lavinium

Collezione archeologica del Museo Civico di Lavinium

La Rotta di Enea tra archeologia e natura

Il viaggio dell’eroe troiano cantato da Virgilio è diventato il 45° itinerario culturale riconosciuto a livello europeo. Il primo nel 1987 è stato il Cammino di Santiago. Il percorso attraversa 5 paesi mediterranei. In Italia interessa 6 Regioni: Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio.

Cammini e itinerari certificati a carattere storico, naturalistico, archeologico coinvolgono sempre più appassionati di tutte le età. Ai lettori di Mondo in Tasca presentiamo un itinerario da poco certificato dal Consiglio d’Europa: la Rotta di Enea. Un itinerario che ripercorre il viaggio dell’eroe troiano cantato da Virgilio. La Rotta di Enea è il 45° itinerario certificato. Il primo è stato il Cammino di Santiago nel 1987. La Rotta di Enea, a differenza degli altri è il primo Itinerario turistico-archeologico-marittimo che parte dalla Turchia e arriva a Roma.

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La cartina mostra la Rotta di Enea

Si parte da Troia attraversando Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia. Il percorso si snoda in 21 tappe principali. Toccati 6 Siti Unesco: Troia, Delo, Butrinto, Monte Etna, Cartagine, Parco del Cilento e Vallo di Diano; 3 Parchi nazionali: Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania e Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in Italia. Ultima tappa è Roma, città simbolo della comunanza mediterranea e dell’Unione Europea a partire dai Trattati di Roma del 1956. In Italia le regioni coinvolte sono: Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Lazio. Ecco in sintesi alcuni luoghi dell’itinerario.

Rotta di Enea: partenza da Troia e arrivo a Lavinuim

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Troia, il cavallo all’ingresso degli scavi

Troia (Ilios) ha festeggiato nel 2018 il ventennale dell’inserimento dell’area nella lista dei Siti Unesco. Uno dei luoghi archeologici più ricchi di fascino legato all’Iliade e alla mitica figura di Omero. Il sito di Troia si è arricchito dalla fine del 2018 di uno museo archeologico che custodisce la maggiore collezione scultorea e iconografica al mondo dei luoghi e dei personaggi mitici dell’Iliade.
Il Parco Nazionale del Monte Ida, meno conosciuto, è ricco di cascate e di vegetazione lussureggiante; un secondo Olimpo dove il padre di Enea, Anchise, ha incontrato Afrodite. A nord di Edremit c’è il sito archeologico di Antandros, dove sono stati rinvenuti una necropoli e una villa romana di epoca imperiale con splendidi mosaici.

L’antica città di Lavinum (oggi Pratica di Mare, Pomezia) è stata oggetto di scavi archeologici negli ultimi decenni del secolo scorso. Gli scavi hanno portato in luce tratti del circuito murario, abitazioni, aree produttive e un grande tempio nel Foro. Scoperti anche due santuari: il primo, dedicato a Minerva, ha restituito straordinari reperti. Tra cui un centinaio di statue in terracotta (note come “fanciulle di Lavinium”), databili fra l’inizio del V e la fine del III sec. a.C.; nel secondo santuario ritrovati tredici altari allineati eretti fra il VI e il IV sec. a.C. tra cui è stata riconosciuta la tomba di Enea.

Siti di maggiore interesse lungo la Rotta di Enea

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Delos, la Terrazza dei Leoni

Delos, Patria del Dio Apollo e della Luce. Dal 1990 l’Unesco ha iscritto Delos nella lista del Patrimonio Mondiale. L’isola è un piccolo lembo di terra roccioso a poche miglia dalle coste occidentali di Mykonos. Secondo la mitologia è stata il luogo di nascita di Apollo e Artemide. Il sito archeologico dal valore inestimabile, secondo per importanza solo a Delfi, copre quasi l’intera isola: dal porto una maestosa via sacra porta al Santuario di Apollo, dove ci sono templi e altari. A nord c’è il lago sacro, con la famosa Terrazza dei Leoni, e l’ “Agorà degli Italiani”, una piazza di mercato dove si vendevano gli schiavi. Alcune delle case mostrano ancora dei magnifici pavimenti a mosaico. L’isola di Delos può essere raggiunta giornalmente da Mykonos e nel periodo estivo anche dalle isole di Tinos e Naxos.

Butrinto e il Parco Nazionale

Rotta di Enea Butrinto

Gli scavi a Butrinto

Butrinto è un’antica città albanese, affacciata sulle acque del Mar Ionio, a pochi chilometri dall’isola di Corfù. Qui Enea incontrò Andromaca. È un vero e proprio museo all’aperto; è stato scoperto alla fine degli anni ’20 dall’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini. L’Unesco lo ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1992. Il sito è racchiuso nel Parco Nazionale di Butrinto, istituito nel 2000. I resti archeologici più antichi datano fra il X e l’VIII secolo a.C.

Castrum Minervae, l’approdo di Enea in Italia

Castro, gli scavi

Castro, gli scavi

In quella che oggi è una piccola cittadina del Salento, Castro, Virgilio nel libro III dell’Eneide colloca il punto di approdo di Enea in Italia. Il MAR, Museo Archeologico di Castro, nasce per far conoscere gli straordinari ritrovamenti fatti nel corso degli scavi che hanno portato alla luce il Santuario di Atena-Minerva. Nucleo centrale di tutto il MAR è la statua in calcare (pietra leccese) di Atena; si conserva il busto che permette di ricostruire una scultura alta più di tre metri, che doveva essere collocata all’interno del tempio.

Crotone: Hera Lacinia

Rotta di Enea Crotone-Hera-Lacinia

Crotone, Hera Lacinia

Il santuario dedicato ad Hera Lacinia era un luogo di culto della colonia greca di Crotone. Noto anche per essere stato frequentato da Pitagora. Il santuario rappresentava un riferimento per la navigazione e un rifugio sicuro. A questo luogo è legata anche la figura di Annibale, che da qui ripartì per fare ritorno a Cartagine. Il grande tempio dorico, edificato intorno al 470 a.C., è l’emblema del Parco Archeologico di Capo Colonna. Nel Parco si trova il Museo Archeologico di Crotone tra i più importanti della Calabria, che conserva parte dei preziosi reperti trovati nel sito e il “tesoro” di Hera Lacinia: un diadema aureo. Inoltre da visitare la splendida fortezza aragonese di Le Castella.

Cartagine

Cartagine

Cartagine

A Cartagine Enea sarà soccorso da Didone e la città è testimone dell’infelice amore. Situata sul lato orientale del lago di Tunisi, secondo una leggenda romana, fu fondata nell’814 a.C. da coloni fenici provenienti da Tiro, guidati da Elissa. L’antichissima e fiorente città punica fu distrutta e poi ricostruita dai Romani e conserva numerosissime testimonianze sia del periodo punico sia della fase romana.

La Rotta di Enea in Sicilia

Segesta

Segesta

La Sicilia ha un ruolo centrale nel viaggio di Enea: dopo la fuga precipitosa dalle isole dei Ciclopi, le navi troiane entrano nel porto di Drepanon (Trapani): qui muore Anchise. L’anno successivo, dopo la sosta a Cartagine, i troiani approdano nuovamente a Drepanon, dove vengono celebrati i giochi in memoria di Anchise. Enea decide di lasciare in Sicilia quanti non vogliono proseguire. Restano anziani, donne e bambini. Per loro viene fondata la città di Acesta (Segesta) e un tempio a Venere Ericina.

Su Trapani domina l’alto colle di Erice: sul sito del santuario di Afrodite sorge oggi il Castello Normanno, a picco sul dirupo, sorretto da un potente muraglione che, secondo la tradizione, fu costruito dal mitico architetto Dedalo. Le rovine di Segesta sorgono tra montagne selvagge e isolate, in un ambiente maestoso e suggestivo. Il teatro risale al IV-III sec. a.C., ma il monumento più noto è il tempio dorico, datato al 430-20 a.C., mai finito.

Rotta di Enea in Campania: Palinuro

Palinuro cenotafio tumulo

Palinuro. Venotafio, tumulo

Palinuro era il mitico nocchiero di Enea caduto in mare vinto dal Dio Sonno mentre portava la flotta di Enea verso le coste italiane. Resta il cenotafio o sepolcro di Palinuro che sorge sulla costa ed è stato dichiarato bene archeologico di eccezionale interesse. Numerose sono le attrazioni naturalistiche e paesaggistiche della Costa degli Infreschi, parte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità. Il territorio cilentano è luogo di origine della Dieta Mediterranea, inserita dall’Unesco nella lista dei beni immateriali.

Cuma, Pozzuoli, Campı Flegrei

Cuma-antro-della-sibilla

Antro della Sibilla

Cuma rappresenta la prima colonia greca non solo della Magna Grecia, ma di tutto il Mediterraneo occidentale. Il monumento più famoso di Cuma è il cosiddetto Antro della Sibilla. Nell’Eneide la Sibilla ha la doppia funzione di veggente e di guida di Enea nell’oltretomba.

Pozzuoli, l’antica Puteoli, fu fondata nel 528 a.C. nell’insenatura occidentale del Golfo di Napoli da greci profughi da Samo. Fu conquistata da Roma nel 338 a.C. La città si può dividere in quattro settori: acropoli, porto, quartiere marittimo e quartieri superiori. In questi ultimi insieme alle residenze più ricche, si trovavano le terme, lo stadio, le cisterne, gli anfiteatri. Il promontorio Rione Terra, recentemente restaurato, si sviluppa su due livelli: una città ipogea di epoca greco-romana e un livello superiore sviluppatosi in epoca moderna fino allo sgombero forzato nel 1970 dovuto al bradisismo.

Il Parco archeologico dei Campi Flegrei custodisce tesori straordinari. Comprende 25 siti archeologici di eccezionale importanza e l’affascinante Parco Marino sommerso di Baia, località prediletta per la villeggiatura della nobiltà romana e poi sede del palatium imperiale. Nel tempo a causa dei fenomeni bradismismici è sprofondata sotto il livello del mare e offre un’ineguagliabile esperienza di archeologia subacquea.

Gaeta

Secondo Virgilio Caieta avrebbe tratto il nome da quello della  nutrice di Enea che fu sepolta in questo luogo. Gaeta fu celebrata in ogni tempo per la varietà dei panorami, la mitezza del clima e la bellezza del paesaggio. In età romana Caieta (Gaeta) era un elegante sobborgo residenziale e porto del municipium della vicina Formiae. Lungo la via Flacca, che collegava i due centri e poi, attraverso Sperlonga e Terracina giungeva a Roma. Le fonti letterarie ricordano qui le residenze di  Scipione Emiliano, Caio Mario, Annia Faustina, Antonino Pio.

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