Domenica 26 Maggio 2024 - Anno XXII

Aruba: dove i visitatori diventano “ambasciatori”

Una metamorfosi resa possibile dalle politiche promozionali e dai sistemi di supporto e coinvolgimento messi in atto, nei confronti del moltissimi turisti, dalla Ata (Aruba Tourism Authority). Ce ne parla in questa intervista Myrna Jansen-Feliciano, managing director

Una delle spiagge dell'isola
Una delle spiagge dell’isola

La prima considerazione della signora Jansen-Feliciano, managing director di Aruba Tourism Authority, riguarda proprio Aruba. Sostiene che c’è qualcosa, nella sua isola, che induce gli stranieri a ritornarvi, anno dopo anno. In alcuni casi, precisa, ci sono persone, famiglie, che frequentano Aruba da oltre vent’anni! E non lo fanno per le bellissime spiagge, per il clima caldo e invitante, rinfrescato dagli alisei. Non vengono solo perché la ricettività alberghiera è di livello elevato e le attività possibili, in terra e in mare, sono ampiamente diversificate e tali da accontentare qualunque esigenza…

Myrna Jansen-Feliciano
Myrna Jansen-Feliciano

MondointascaQuali sono, allora, gli “altri” motivi per un così alto grado di affezione?

 

Jansen-Feliciano – In Aruba i visitatori vengono considerati amici e come gente di famiglia. Vi sono gli “Ambasciatori d’Amicizia di Aruba” e i “Visitatori Speciali”.

Per oltre trent’anni, l’Autorità per il Turismo di Aruba (ATA) ha riservato un occhio di riguardo verso coloro che sono giunti nell’isola per più di dieci anni di seguito, nominandoli “Visitatori Speciali”; se i ritorni hanno raggiunto o superato i vent’anni, ecco la qualifica di “Ambasciatori d’Amicizia”.

Solo nel 2007, la Ata, tra le due forme di gratificazione, ha raggiunto il ragguardevole numero di ottocento persone o nuclei familiari. In qualche caso, intere famiglie sono state insignite dei due riconoscimenti: dai nonni, ai loro figli e per completare la “scala” fino ai nipotini!

 

M. Una volta insigniti di tali “onorificenze”, cosa fanno in concreto per mantenerle?

 

J.F. – Si danno da fare, eccome! Sempre secondo le statistiche del 2007, circa il 60% dei visitatori erano già venuti ad Aruba e il 30% di questa percentuale, vi avevano fatto ben più di un singolo viaggio. Molte di queste persone hanno deciso che Aruba avesse tutte le caratteristiche per divenire la loro isola preferita. Amando Aruba, hanno condiviso questo loro amore con parenti, amici, con chiunque hanno avuto l’opportunità di incontrare. Molti hanno creato circoli sia in patria che nell’isola, nei quali incontrarsi e scambiarsi le “novità” di Aruba, anno dopo anno: nuovi ristoranti, alberghi, luoghi di divertimento ecc.; anche on-line, perché la tecnologia dei nostri giorni lo consente. In definitiva, si sentono “orgogliosi” della “loro” isola e la promuovono e difendono come se fosse veramente qualcosa di casa.

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M.C’è un motivo per il quale questi visitatori, in fondo “speciali”, si sentono così legati ad Aruba?


J.F. – Nei contatti avuti dai nostri funzionari con questi “ambasciatori” e sulla scorta di accurate indagini conoscitive, abbiamo scoperto che il motivo primo di questi “ritorni” è dato dalla “gente di Aruba”, dalla loro ospitalità e amicizia. A loro avviso, è questo che fa la differenza. Uno dei caratteri comportamentali di tali “ambasciatori” è dato dal loro attivo e totale coinvolgimento con la comunità arubana. Nell’isola, hanno fondato l’associazione “Amici dei Disabili” e hanno raccolto fondi per i meno fortunati; si sono poi resi disponibili a partecipare attivamente alla vita di Aruba, davvero come fossero dei residenti! L’amicizia che è nata e si è consolidata fra queste persone, che sarebbe riduttivo definire “straniere” e la popolazione locale, è davvero unica. Qui si sentono sicuri e benvenuti e la nostra isola si considera fortunata di essere la loro “casa”.

Una casa speciale per ospiti speciali.

(23/6/09)

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