Lunedì 4 Marzo 2024 - Anno XXII

Salvate il (mappa)mondo

Tra le recenti modifiche della scuola proposte dalla Ministro Mariastella Gelmini c’è anche il ridimensionamento delle ore di geografia

Uomo o macchina?

Un laboratorio di microbiologia
Un laboratorio di microbiologia

Con questo non voglio negare l’importanza delle scienze o della matematica. Assolutamente. Sono però convinto che la formazione di un individuo debba essere la più completa e ampia possibile. Le materie umanistiche servono soprattutto per porre al centro della conoscenza l’essere umano e le sue relazioni evitandone una spersonalizzazione e impedendo il meccanicismo delle relazioni stesse. Il rischio è quello di perdere l’identità umana per affidarsi ciecamente a certezze che sono continuamente messe alla prova (e spesso abrogate) dalle scoperte successive. Di creare, insomma tecnici super specializzati che sanno tutto di un determinato settore ma non sono in grado di leggere una cartina e di trarne conoscenza.

Il celeberrimo Grand Canyon uno dei luoghi turistici più conosciuti del pianeta
Il celeberrimo Grand Canyon uno dei luoghi turistici più conosciuti del pianeta

In questo mondo moderno la tecnologia ha soppiantato la religione e le materie scientifiche sono più considerate di quelle umanistiche. Un esempio è attuale; la recente riforma della scuola secondaria italiana ha diminuito notevolmente le ore dedicate alla geografia, vista come qualcosa di inutile e sorpassato.

Opinione invero discutibile. Se c’è una materia nel curriculum scolastico che è adoperata praticamente quotidianamente da indistintamente tutti è proprio la geografia. Basti solamente pensare alla scelta di dove andare in vacanza. È un’operazione geografica che richiede la conoscenza dei posti, del clima, della valuta, delle abitudini… In poche parole di nozioni di geografia politica, fisica, economica, delle popolazioni. E tutti andiamo in vacanza. Ma la geografia non coinvolge solamente la scelta delle vacanze, serve anche per capire la storia e la società nella quale si vive, per aprire la propria mentalità a luoghi e popolazioni diverse. Nel mio modestissimo caso, come giornalista di viaggi, faccio geografia tutti i giorni ma vi garantisco che non ho mai adoperato praticamente il teorema di Pitagora o il ciclo dell’Acido Piruvico e nemmeno il primo principio della termodinamica (se non quando devo raffreddare il risotto nel piatto). E come me credo un grande numero di voi lettori a meno che non siate degli ingegneri o dei fisiologi o dei fisici.

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I giovani si interessano alla geografia

Il simbolo stesso della geografia: il mappamondo
Il simbolo stesso della geografia: il mappamondo

In questo triste panorama conforta sapere che un’inchiesta condotta dal CTS (Centro Turistico Giovanile) nelle scorse settimane ha rivelato che il 79,6% di un campione di circa 500 giovani tra i 18 e i 30 anni ha risposto NO alla domanda secca: “La geografia è da buttare?”. Inoltre sono quasi 30.000 le adesioni all’appello online dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e della Società Geografica Italiana perché la materia recuperi la sua dignità. (22/02/10)

 

Per firmare l’appello:

www.aiig.it

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