
In provincia di Potenza, l’abitato di Rotonda sembra voler avvolgere completamente la collina, alta 635 metri, sulla quale è arroccato.
Il viaggio organizzato dall’Agenzia Marmo Melandro Viaggi di Picerno, ci ha condotti in questo piccolo comune, sede del Parco Nazionale del Pollino, dove siamo accolti con tutta la semplicità della gente di montagna.
Il Pollino, però, non è solo natura incontaminata, ma è anche la sua gente!
Primi contatti a Rotonda

Di buon mattino approdiamo nella piccola piazza centrale circondata dagli unici negozi che hanno già alzato le loro saracinesche: tre bar, una macelleria e il fruttivendolo. Non manca chi, seduto davanti alla sua birra, arrotola lentamente la prossima sigaretta e chi chiacchiera pacatamente con i propri paesani, chissà su quale argomento.
Intanto su di noi, nuovi stranieri, si incrociano gli sguardi incuriositi degli astanti; i più audaci tra questi ci pongono la tradizionale domanda: di dove siete? È un refrain, già ascoltato tante volte, utile a spalancare le porte ad una conversazione più fitta anche per numero di partecipanti.

E così che il barbuto ex fotografo Rocco Paolino ci consiglia come inquadrare meglio la foto mentre un’anziana signora si inserisce nel gruppetto per trasmettere, in quella fredda mattinata, il suo personale messaggio cristiano. Non mancherà, subito dopo, la presenza del panettiere per scambiare due chiacchiere prima dell’apertura della sua bottega.
Un nuovo personaggio, infine, ci coglie di sorpresa allorché ci comunica di essere disposto ad accompagnarci nei luoghi più iconici della sua città. Ancora una volta si manifesta la cordialità innata del popolo lucano.
Il tour cittadino

Il borgo di Rotonda, con i suoi tremila abitanti circa, oltre a vantare l’incontaminato territorio circostante, offre interessanti occasioni di visita all’interno del tessuto urbano. La centrale piazza Vittorio Emanuele III, ornata da un murale dedicato al Patrono Sant’Antonio, è da considerare punto di partenza per l’esplorazione.
Accanto al palazzo comunale è posta una curiosa fontana, detta del Faraone, ad ornare il piccolo slargo ove si innalza il simbolo della Festa di Sant’Antonio.

Su un altissimo tronco è innalzata una frondosa cima che, nel mese di giugno, ripropone l’antico rito arboreo del Matrimonio dell’Albero, rievocazione celebrata in diversi comuni della Basilicata.
Percorriamo le strette e irte strade acciottolate lungo le quali si affacciano numerosi portali in pietra, testimoni di un antico benessere.
In particolare, quello al civico 53 di Corso Garibaldi, orna il Palazzo Tancredi noto per aver ospitato l’Eroe dei Due Mondi il 2 settembre 1860.
Ultimo testimone di quest’arte antica è lo scalpellino rotondese Giuseppe Di Consoli che ha abbellito alcuni angoli del borgo con le sue opere; tra queste è la Fontana Monumentale dell’Elefante, ubicata all’angolo tra Corso Garibaldi e via Pietro Nenni.
Rotonda tra archeologia e natura

In pieno centro storico visitiamo il Museo di Storia Naturale del Pollino nel quale è presente il suo personaggio più famoso: Mario. È il nome dato ai resti fossili di un pachiderma occasionalmente rinvenuti da Mario Caldarelli nel 1982 durante lavori nella sua proprietà.
Fu solo l’inizio poiché, riconosciuta l’importanza del ritrovamento, campagne di scavo si susseguirono negli anni successivi. Vennero così portati alla luce lo scheletro quasi completo di un elefante del Pleistocene e di un ippopotamo insieme a fossili di piante e minerali.
Un pannello esplicativo mostra l’evidente grandezza del pachiderma in confronto alle dimensioni dell’uomo.

A circa un chilometro dal centro raggiungiamo il Santuario di Santa Maria della Consolazione all’interno del quale hanno sede l’Ente Parco e l’Ecomuseo del Pollino. Quest’ultimo fornisce numerose informazioni sul territorio tramite pannelli con notizie riferite alla cultura arbëreshë delle comunità locali, ai costumi e alla storia del brigantaggio.
Altre sale accolgono un ampio diorama nel quale sono rappresentati numerosi esempi di fauna esistente all’interno del Parco come il lupo, la lontra e il capriolo. Non mancano utili pannelli didattici con i quali il visitatore, osservando solo parte di un tronco o le sue foglie, può cimentarsi nel riconoscere la vegetazione locale.
L’agroalimentare di Rotonda

Come in tutta la Basilicata anche la cucina di questa cittadina utilizza il peperone crusco, soprattutto negli antipasti. Nel territorio, però, si coltivano due eccellenti prodotti DOP: i Fagioli bianchi e la Melanzana rossa. I primi, ricchi di proteine, sono stati sempre presenti nella cucina povera di un tempo per il loro costo accessibile mentre la melanzana, importata dall’Africa, conferisce un tocco di piccante al suo gusto amarognolo.

In paese è possibile seguire sedute di show cooking per diventare abili pizzaioli o per realizzare le laganeddre (tagliolini), da mangiare con i fagioli bianchi.
La bontà di tali prodotti, insieme ad altre specialità locali, può essere testata nei numerosi ristoranti sparsi nel tessuto urbano.
Tra questi Pollino DiVino, una fornitissima vineria unica nel suo genere, abbina la sua ampia scelta di vini nazionali ed esteri ad ottimi formaggi e salumi tipici.
Le Vie dell’Acqua

Dalla conoscenza teorica della natura, ora passiamo alla pratica. La cittadina di Rotonda è circondata da corsi d’acqua che alimentano il fiume Mercure il quale, attraversando l’area calabrese del Parco del Pollino, prenderà il nome di Lao.
Dal centro del paese seguiamo le indicazioni per il Sentiero Paraturo. Dopo un breve tratto di strada asfaltata, imboccando la vecchia mulattiera, scendiamo dolcemente immergendoci in una vegetazione incontaminata. Siamo circondati da alberi di alto fusto con muschi e rigogliose felci nel sottobosco che rivestono e colorano il costone roccioso. Siamo ormai vicini alla meta preannunciata dall’unico rumore percepito dallo scorrere dell’acqua.
Dopo aver superato un ponticello in legno e un’area picnic, ci rimane un ultimo tratto prima di essere di fronte alla Cascata del Demonio: un salto di quindici metri il cui fragore delle acque impetuose diventa la colonna sonora in questa stretta gola! Per tornare al punto di partenza, questo percorso ad anello passa dinanzi alla Fontana I Susu (Di Sopra) affiancata all’Antico Lavatoio Pubblico, ricordo della grande fatica delle donne nel passato.
Ci attende la neve

Nel Parco Nazionale del Pollino si possono, ovviamente, praticare sport invernali. Abbiamo pertanto approfittato della presenza di neve in località Piano Ruggio (1530 m slm), nel comune di Viggianello, per una ciaspolata sull’immacolato, bianco pianoro. Preceduti da due guide locali ci siamo cimentati in questa tranquilla passeggiata accompagnata solo dal rumore del manto nevoso che calpestavamo, passo dopo passo.
In questo silenzio contemplativo abbiamo ricordato Carlo Marsico, incontrato qualche ora prima, il quale da questo ambiente naturale ha ricevuto la forza di combattere un suo malanno. Una resilienza che ritroviamo dinanzi alla lontana visione del pino loricato, l’immortale dinosauro arboreo, simbolo del Parco! Ed è stata quest’ultima scena che, come diceva una giovane collega, resterà in noi come ricordo indelebile!
Info utili
- Agenzia Marmo Melandro Viaggi – Via Marcantonio Vito 56 – Picerno – 0971 991428 – www.marmomelandroviaggi.it
- Viaggi del Milione – 338 2377549 – https://viaggidelmilione.com – markmilione1@gmail.com
Rotonda
- Museo di Storia Naturale del Pollino – Via Roma 12 – 0973 661005
- Ecomuseo del Pollino – SP 28 Calabra 12 – 0973 669311
PHOTO GALLERY ROTONDA PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
















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