Ipogeo di Santa Maria in Stelle: il tesoro sotterraneo della Valpantena

Verona, conosciuta nel mondo come la città dell’amore tragico di Romeo e Giulietta e dell’Arena, palcoscenico di spettacoli internazionali, custodisce tesori nascosti che affondano le loro radici in un passato lontanissimo.

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Tra i tanti luoghi antichi che costellano Verona e la sua provincia, ce n’è uno che si trova in Valpantena, a pochi chilometri dal centro della città scaligera. È Santa Maria in Stelle, piccolo paese di circa duemila abitanti, dove dietro l’apparente quiete del paesaggio si nasconde una storia sorprendente.

Qui si trova l’Ipogeo: un luogo sotterraneo che conserva una memoria storica intrisa di fede, immagini e, soprattutto, acqua, eterna fonte di vita. Oggi l’Ipogeo, comunemente conosciuto come “il Pantheon”, è un sito archeologico e un luogo di culto cristiano unico nel suo genere.

Il termine deriva dal greco antico hypó (“sotto”) e gê (“terra”): letteralmente, dunque, significa “sotto terra”. Ed è proprio qui che comincia la storia più affascinante. L’Ipogeo di Santa Maria in Stelle, infatti, non è semplicemente un ambiente sotterraneo, ma una struttura che nel corso dei secoli ha conosciuto funzioni, trasformazioni e interpretazioni diverse. Per comprenderla bisogna tornare indietro nel tempo, quando queste colline appartenevano al mondo romano e l’acqua aveva un ruolo fondamentale nella vita del territorio.

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Del resto i Romani ne conoscevano l’importanza e furono maestri nel creare sistemi per raccoglierla, convogliarla e distribuirla. Gli acquedotti, ancora oggi visibili in molte parti d’Italia, testimoniano proprio quella capacità. Mentre gli acquedotti romani sono spesso riconoscibili per le grandi arcate che attraversano i paesaggi, a Santa Maria in Stelle l’antica opera idraulica si trova invece nel sottosuolo.

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Qui l’acqua diventa parte integrante della storia dell’Ipogeo, dove sono custoditi affreschi sulle pareti e sulle volte con figure sacre e decorazioni che testimoniano la funzione religiosa che il luogo ha assunto nel corso dei secoli.

Nato come acquedotto romano, l’Ipogeo fu successivamente trasformato in ninfeo, luogo sacro dedicato al culto delle acque, e poi in fonte battesimale, diventando nei secoli anche luogo di culto e meta di pellegrinaggio.

Le tracce della presenza romana sembrano lasciare un segno anche nel nome del paese. L’origine del toponimo Santa Maria in Stelle non è del tutto certa: una delle interpretazioni lo collega alle stelle raffigurate nella volta dell’antico ambiente ipogeo; un’altra fa risalire “Stelle” agli antichi cippi funerari, le steli, che testimoniano la presenza romana nella zona. Due ipotesi diverse, entrambe capaci di aggiungere un tassello al passato di questo piccolo centro della Valpantena.

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Per cogliere davvero la storia di queste immagini bisogna trovarsi davanti a loro, nel silenzio dell’Ipogeo, lasciandosi accompagnare dalla voce della guida.

La visita avviene solo su prenotazione e con accompagnamento guidato. Un modo per entrare nel sottosuolo e scoprire, passo dopo passo, ciò che l’acqua, le pietre e gli affreschi hanno custodito nel tempo.

Informazioni e prenotazioni: www.ipogeostelle.it

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