Mercoledì 24 Luglio 2024 - Anno XXII

La Corona di Madrid

Madrid

Non solo la splendida capitale spagnola tra le mete del viaggiatore. Nelle immediate vicinanze, nella corona appunto di centri grandi e piccoli che circondano Madrid, si incontrano località ricche di storia e di arte

Madrid Università di Alcala foto di A. Ivanov
Università di Alcala foto di A. Ivanov

Anche nel turismo Ubi maior minor cessat. Si citi ad esempio Madrid. Il viaggiatore che soggiorna nella capitale spagnola raramente ne esce per esplorare le località che la coronano, salvo compiere una visita alla splendida Toledo (che comunque non appartiene alla provincia di Madrid – divenuta Comunidad all’istituzione delle Autonomias postfranchiste – ed è capitale di una delle cinque province e dell’ntera Comunidad della Castilla-La Mancha, un tempo Nueva Castilla).

Gli alibi per evitare una sia pur breve fuga dalla capitale spagnola sono in effetti validi: con tutto quel ben di dio da vivere e godere tra musei, paseos, movida, tapas y bodegas, chi riesce a ritagliarsi altro tempo per una escursione “fuori porta”? Un doveroso tentativo per saperne di più va invece affrontato, perchè Alcalà de Henares, San Lorenzo del Escorial, Aranjuez, Chinchòn, Manzanares el Real, e altre località minori, meritano davvero una visita. Soprattutto da un punto di vista storico e folkloristico.

Perchè Madrid, sia pure affascinante capitale di un ex impero che dettò la storia del mondo, recita il ruolo di parvenu tra le nobili città spagnole, priva com’è (nacque villaggio musulmano nel IX secolo e divenne capitale nel 1561, quasi cinquant’anni dopo l’unificazione della Spagna) del lignaggio della cultura romana, visigota, araba. Ne è prova l’università Complutense, trasferita a Madrid nel 1831 ma fondata ad Alcalà de Henares (la Complutum romana) nel 1498 dal cardinale Cisneros, in pieno fulgore rinascimentale.

Girotondo nella meseta
Madrid Consuegra-il-castello
Consuegra-il-castello

Madrid, Escorial, Valle de los CaidosBeninteso, le località circondanti Madrid non propongono soltanto sbadiglianti visite, noiosi monumenti e banale folklore. Anzi. Grazie a una variata morfologia della meseta – l’altopiano mediamente di 700 metri d’altitudine, occupato dalle due Comunidades della Spagna centrale, la storica Castilla y Leòn, a nord di Madrid, e la donchisciottesca, già citata Castilla/La Mancha, a sud – i panorami e le bellezze naturali non mancano. In meno di un’ora d’auto si spazia dalle pinete della Sierra de Guadarrama ai campi di zafferano (e mulini a vento) di Consuegra, dall’accecante distesa manchega alle colline di vite e ulivo lungo la strada per Valencia.

Tra un colpo di vita notturno e l’ammirazione per uno dei tanti Goya e Tiziano del Prado, un salto in auto nei dintorni di Madrid non stona, anzi. ritempra chi ha dribblato la folla della Gran Via e sopportato il traffico dell’interminabile Paseo della Castellana. Le distanze nella Comunidad sono davvero ragionevoli (si completa una bella gita anche in mezza giornata), le strade sono ottime (in uscita ed entrata le M, 30 e 40 funzionano davvero) e le proposte, quanto a interesse e divertimento, non mancano. Delle escursioni nei dintorni della capitale è la meno frivola, ma doverosa: chi la compie sarà pertanto perdonato se, percorsi i circa 50 kilometri di ritorno dall’Escorial sulla sempre trafficata autopista A6, giunto a Madrid si concederà qualche veniale peccato riparatore nella movida notturna.

In effetti non invitano certamente all’allegria le severe mura volute dal bigotto – ma con imperiale licenza d’adulterio – Filippo II e tanto meno fanno sorridere i 150 metri della granitica croce -alla congiunzione della Vecchia con la Nuova Castiglia- voluta da Franco a sovrastare una basilica, scavata nella montagna, accogliente la tomba del Caudillo e di molti caduti di ambo le parti della Guerra Civil. Ma all’Escorial l’arte, ancorchè un po’ funerea, abbonda tra Monasterio, Panteòn e Biblioteca e pertanto non va assolutamente persa. Mentre nella Valle de Los Caidos – a una dozzina di chilometri da San Lorenzo dell’Escorial –

San Lorenzo de El Escorial
San Lorenzo de El Escorial

l’imponenza della costruzione e il disegno storico di chi la volle, fanno meditare e comunque meritano una visita. Di fronte alle scarne opportunità di shopping (lo sport preferito dal turista in trasferta, massime quello italiano: dicono che sia una reazione alla paura di morire) il visitatore può consolarsi con un almuerzo (seconda colazione) al non costoso ristorante del Golf Club dell’Escorial. E chi è aficionado a los toros ha l’opportunità di visitare, a poca distanza dall’imponente monastero disegnato da Juan de Herrera, una delle poche ganaderias (allevamento) di tori nella Comunidad di Madrid (quella di Baltazar Ibàn). Se poi si passa da quelle parti il 10 agosto, San Lorenzo, dìa de Fiesta, non si perda la corrida nella piccola plaza de toros, immancabilmente piena zeppa, hasta la bandera (gente fino alla sommità delle tribune, dove sventolano le bandiere).

Una chicca, poi, per chi ama le tradizioni storiche e l’ecologìa, l’aria pura e il senderismo (andar per sentieri): le Cañadas. Si tratta di itinerari, Caminos della transumanza, con tanto di dormitori, corrales (recinti) e botteghe di tosatura, gestiti e regolamentati dalla Mesta, una sorta di corporazione dei pecorai. Le vestigia di queste strade maestre delle greggi che disegnarono la geografia della Spagna dal XIII al XIX secolo sono tuttora evidenti; attraverso Collado Villaba, ad esempio, passava la Cañada Real Segoviana (per chi vuole saperne di più, Libreria de la Comunidad, calle Fortuny 43, Madrid).

Madrid, Aranjuez, Chinchon
MadridChinchòn-Plaza-Mayor
Chinchòn-Plaza-Mayor

Madrid, Alcalà de HenaresUna gita ad Aranjuez, sempre intrigante, diventa eccellente in primavera, quando da Madrid riprende le corse il tren de la fresas (treno delle fragole, servite a bordo), per un festival del dolce frutto non inferiore a quello officiato, con panna, tra i campi da tennis di Wimbledon.
Chi non rinuncia all’auto -e può quindi proseguire per la non distante Chinchòn- percorre 47 kilometri della N IV oggi anche E 5, un tempo chiamata la Carretera de Andalucia, per ritrovarsi in un ben di dio della natura, vitalizzata dal Tago e incastonata da costruzioni neoclassiche, barocche, rococò. Già Sitio Real con Filippo II, Aranjuez deve ai re Borboni (al solito Carlo III, l’illuminato re architetto e ‘sindaco’ di Madrid, i meriti maggiori) gli splendidi giardini ispiratori del noto concerto di Rodrigo.

Raffinato l’artigianato locale per chi non può proprio fare a meno dello shopping: arazzi (Maria del Valle in calle San Isidro 2 e Consuelo Lopez, Gobernados 20) ed ebanisteria (Francisco Puertas, Mar 24). Nella bella stagione e non solo in occasione delle Fiestas tradicionales – San Fernando il 29 maggio e la Feria del Motìn il 5 settembre – Aranjuez propone molte rituali corride culminanti in ricche meriendasLa campesina Chinchòn – l’opposto di Aranjuez – è tanto interessante e divertente quanto poco nota al viaggiatore. Eppure chi la visita non se ne pente.
Affascinante la Plaza Mayor (fotografata durante una corrida, negli anni ’50, ne derivò un poster che costituì una delle prime immagini promozionali del nascente turismo spagnolo), bello il panorama dal castello, interessante il monastero de los Agustinos ora Parador. Ma la vera Chinchòn consiste nella sua semplicità contadina, nella tipicità dei suoi prodotti: l’anice (di cui è la capitale spagnola), la panaderìa (il fornaio della Plaza Mayor propone un curioso pane all’anice), il profumato aglio, il vino forte e deciso.

Madrid La statua di Don Chisciotte e Sancho Panza
La statua di Don Chisciotte e Sancho Panza

Dopo lo shopping nelle tiendas della balconata Plaza (altro che i moderni e frigidi centri commerciali), cena con gridolini di sorpresa entrando nel Mesòn Cuevas del Vino, un ritorno al passato nel ricordo di bandoleros, racconti donchisciotteschi e scenari di bodegas da Carmen. Raggiunta dopo aver superato di una dozzina di chilometri l’aeroporto di Madrid, sulla N II per Barcellona, Alcalà de Henares sorprende piacevolmente. Romana (Complutum), poi araba (basta il nome), rappresentò la coscienza culturale di Madrid con un’università – trasferita nel secolo scorso nella capitale e parzialmente riaperta nella località originaria pochi anni fa – inferiore solo a quella di Salamanca. Il 23 aprile del 1547 Alcalà diede i natali a Miguel Cervantes Saavedra, immortale creatore di Don Chisciotte e Sancho Panza: da alcuni anni – è ormai divenuta una data importante nella vita culturale spagnola – nel giorno anniversario della nascita re Juan Carlos consegna il Premio Cervantes di Letteratura nello splendido Paraninfo dell’università.

Il solo Collegio Mayor di San Ildefonso con la Capilla e il Patio di Santo Tomàs, valgono, come si usa dire, il breve viaggio da Madrid. In più, nello spazio di una modesta passeggiata, Alcalà offre la casa natale di Cervantes (oltre a poter essere originale si ha quantomeno un’esatta visione di come si viveva nel ‘500), il convento de las Bernardas, il palazzo arcivescovile e tanta altra storia di Spagna in palazzi, conventi e seminari. Chi non si accontenta di un minipeccato di gola (Gelateria Dall’Agnese Venezia, Plaza de Cervantes 31) da opporre al misticismo espresso dalle tante chiese e conventi di Alcalà, consulti il ricco menu di piatti tipici dell’Hosteria del Estudiante (l’antica mensa dell’università, unico ristorante non hotel-Parador appartenente alla catena di questi alberghi di Stato); le specialità gastronomiche manchegas intrigano. Non é invece peccato comprare le almendras garrapiñadas (mandorle caramellate) al convento di San Diego. Beninteso vendute dalle monache di clausura attraverso il torno (ruota).

Info: www.spain.info/it/

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