Mercoledì 19 Dicembre 2018 - Anno XVI
Olivetti City, la rinascita

Olivetti City, la rinascita

Ivrea e Olivetti, una storia esemplare di lavoro e di vita vissuta intensamente, finita per sempre? Niente affatto. La città si è rinnovata, è culturalmente “esplosa”, sempre nel ricordo vivo dei suoi anni d’oro

Ingresso al MAAM, Museo a cielo aperto di Architettura Moderna
Ingresso al MAAM, Museo a cielo aperto di Architettura Moderna

“Ivrea la Bella…” (come Carducci declamava), reagisce.
In pochi decenni la sua azienda simbolo, la ragione per la quale la città era conosciuta nel mondo, è letteralmente sparita. Una scatola vuota, in tempi di economia finanziaria.
E così i suoi valori: sociali, etici, estetici, di intelligenze, rischiavano di svaporare, di perdersi nel fiume della storia industriale italiana.
Olivetti, Camillo e Adriano, la teoria di ingegneri e designer, di intellettuali e sociologi, il lavoro del Canavese, persi in un clic. Sipario abbassato.
E invece, no. La fine della fabbrica-laboratorio ha portato ad un nuovo utilizzo, sperimentale, “in progress”, degli spazi Olivetti.
Per ora c’è un grande museo di architettura all’aperto e le “Officine Culturali ICO” a raccontare e rinnovare l’avventura Olivetti. Una storia che vale la pena di ascoltare.
E poi c’è l’archivio del cinema industriale, il contenitore…

Maam, il Museo degli affetti

Camillo Olivetti
Camillo Olivetti

Maam, si chiama. Desiderio del subconscio per ricordare la “mamma” locale, quella “Camillo Olivetti & C.” che ha dato l’imprinting moderno alla città..
Si tratta del “Museo a cielo aperto di Architettura Moderna” di Ivrea, un percorso di architettura, archeologia industriale, storia economica e psicologica del territorio canavesano. Di più. Un modo per capire, oggi, quello strano fenomeno industriale, intellettuale, sociale che va sotto il nome di Olivetti.
Quando, nel corso degli anni Novanta, è risultato chiaro che l’azienda non sarebbe più stata la forza trainante del Canavese, ci si è interrogati sulla destinazione del suo patrimonio architettonico. Trovando subito una soluzione: un museo nuovo, concettualmente nuovo e una nuova iniziativa chiamata “Officine Culturali ICO”.

Mappa degli edifici legati alla Olivetti
Mappa degli edifici legati alla Olivetti

Il Museo, inaugurato nel 2001, si sviluppa lungo un percorso di due chilometri, lungo via Jervis e le aree circostanti. Qui sorgono gli edifici più rappresentativi della cultura olivettiana: dalle Officine ICO al Palazzo Uffici, dall’Asilo Nido a “Talponia”.
Perché così tanti edifici legati alla Olivetti?
Perché Camillo, il fondatore, aveva le sue idee in fatto di impresa e, oltre a fare prodotti innovativi, che hanno segnato lo sviluppo industriale italiano, ha innovato anche il territorio eporediese e le menti, intervenendo nella città e nella socialità.
E così ha fatto il figlio Adriano, spingendosi ancora più in là nell’immaginare un’armonia del lavoro, una cooperazione al meglio.
Olivetti è sempre stata “prodotto&lavoro”, vale a dire i migliori designer, macchine per scrivere o per calcolare conosciute nel mondo intero, asili e case per i dipendenti.

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