Mercoledì 19 Giugno 2024 - Anno XXII

Zara, la città dalle porte senza serratura

Zara la Penisola

Chi sceglie la Dalmazia per le proprie vacanze deve affrontare la cosiddetta “Magistrala”, una strada tortuosa ma ricca di panorami incantevoli, che collega l’Europa occidentale alle città e alle isole dell’Adriatico orientale

Zara
Zara

L’Unione Europea vuole collegamenti moderni, strade e autostrade che permettano di raggiungere velocemente ogni parte dei territori che la compongono.
Paesi come la Croazia, che anelano ad entrarvi, stanno investendo soprattutto in questo settore. E’ stata inaugurata nei giorni scorsi l’autostrada Fiume-Zagabria e si sta ultimando la Spalato-Zagabria.

Sulle tracce della storia

Zara Porta Terraferma con lo stemma del Leone di San Marco
Porta Terraferma con lo stemma del Leone di San Marco

Nel primo millennio avanti Cristo la Dalmazia fu abitata da popolazioni Illiriche, mentre dalla Sicilia prese le mosse la colonizzazione greca. E’ nel III secolo a.C. che Roma entra nella sua storia con un processo rapido e profondo tanto da dare, pochi secoli dopo, un imperatore come Diocleziano e alla Chiesa romana un santo come San Gerolamo. Da allora la Dalmazia seguì sempre le sorti delle altre regioni d’Italia.
Fu bizantina e poi veneziana. I Dogi, infatti, intrapresero le loro spedizioni dalmate, a cominciare da quella famosa di Pietro II Orseolo nell’anno 1000, che accorse in aiuto delle città dalmate e istriane sottoposte alla pressione dei pirati narentani e dei re croati. Ma non ne fecero una colonia, anzi, la considerarono la spina dorsale dello Stato Veneto: era la grande via di comunicazione che favoriva la ricchezza della Serenissima. Dopo la caduta di Venezia, Napoleone incluse la Dalmazia nel Regno d’Italia, un vincolo che nemmeno l’Austria osò spezzare, pur inglobandola nel suo Impero dopo il Congresso di Vienna. Nel Novecento la Dalmazia fu assegnata alla Jugoslavia monarchica dopo la Grande Guerra (ad eccezione di Zara e Lagosta) e si ebbe un primo esodo della popolazione italiana. Il successivo esodo venne registrato dopo la seconda Guerra Mondiale, quando con l’Istria e Fiume passò alla Jugoslavia di Tito. Le terre “cedute” per decenni divennero motivo di scontro ideologico e politico tra i due Paesi. Ora, nella prospettiva europea, le cose stanno cambiando. Il turismo, l’economia in genere e soprattutto la possibilità di uno sfruttamento congiunto delle risorse petrolifere e di gas metano dell’Adriatico, rappresentano motivo di apertura e di nuove strategie di contatto, che il comune retaggio storico facilita e favorisce.

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Un gioiello dai cento volti

Zara l'Università
Zara l’Università

La Contea di Zara (Zadarska Zupanija), comprende la parte centrale dell’Adriatico Orientale e s’addentra nella zona prima pianeggiante e poi montuosa alle sue spalle, occupando poco più del sei per cento del territorio nazionale. In posizione strategica, Zara, il capoluogo, ha sempre goduto nel corso dei secoli dei privilegi riservati ai luoghi chiave per i contatti sia economici che storico-culturali. E’ una delle tre grandi città della costa adriatica, anche se le altre due, Fiume e Spalato, la superano di gran lunga come numero di abitanti. Zara vanta comunque il pregio di essere città storica e d’arte, universitaria (con seicento anni di tradizione), polo economico, ma soprattutto luogo di grande attrazione turistica. E’ la porta di un arcipelago di circa sedici isole abitate e di centodiciotto isolotti minori, per un totale di cinquecento e ottanta chilometri quadrati di superficie, che sono facilmente raggiungibili via mare, anche dall’Italia. Ancona è a sole cinque ore e mezza di traghetto. Le altre città importanti lungo la costa sono Nona (Nin) e Zaravecchia (Biograd).

Città d’acqua e di natanti

Zara Il-Ponte-pedonaleZara ha una lunga e interessante storia legata a doppio filo all’Italia (ancor oggi l’italiano è una lingua in uso tra i locali) come testimoniano gli avvenimenti dei secoli. Fu prima città romana e poi divenne nell’VIII secolo capitale della Dalmazia bizantina. Nel Medioevo fu un libero Comune che lottò abilmente per la propria indipendenza. Passò definitivamente sotto Venezia nel 1409 dopo una lunga contesa con gli Ungheresi. A Zara risiedeva il provveditore generale della Dalmazia. Annessa nel 1918 all’Italia ne farà parte quale capoluogo di provincia fino al 1945. Zara oggi conta novantamila abitanti. Costruita su una penisola, è una nave che viene dal mare e vive di mare. Vi sono attraccati a grappolo battelli, navi, traghetti di linea, cargo commerciali, motoscafi e yacht. Un ponte, solo pedonale, collega il nuovo quartiere commerciale con il centro storico racchiuso da possenti mura. Era città ricca perché porto franco sino alla Seconda Guerra Mondiale; centro di smistamento delle merci, vivace, piena di navi, marinai e commercianti. Ma era anche la città delle porte senza serrature. “L’orologiaio – scrive Fulvio AnzellottiZara Imbarcazioni nel suo libro dedicato a Zara – chiudeva la porta col metro perché il vento non la spalancasse” e se, al rientro dalla pausa, scopriva che mancava qualcosa, già sapeva ch’era stato qualcuno venuto da fuori, con l’ultimo piroscafo attraccato in porto. Risalire al colpevole era un gioco da ragazzi. Il canale che la divide dalle prime isole del suo arcipelago è un andirivieni di imbarcazioni che assicurano i collegamenti durante tutto l’anno. I traghetti fanno la spola con le isole provviste di strade, le motonavi raggiungono quelle più selvagge non ancora invase dalle quattroruote. Il canale è la via dei pescatori e dei diportisti, in un continuo intreccio reso sempre nuovo dalle stagioni, dal vento e dalle condizioni del tempo.

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All’interno del capoluogo dalmata

Zara La piazza dei cinque pozzi
La piazza dei cinque pozzi

Per entrare nel centro storico di Zara si possono scegliere diverse porte. Una di queste è Porta Marina, costruita nel 1573 dopo la battaglia di Lepanto, con i simboli che ricordano i sei secoli di presenza veneziana in città. Sul porticciolo di Fossa s’apre, invece, quello che è considerato uno dei monumenti più belli legati alla presenza della Serenissima: la Porta di Terraferma del 1543, progettata da Michele Sanmicheli, noto architetto veneziano.
Splendidamente decorata, era la porta più importante della città. Sulla pietra principale dell’arco centrale è stata scolpita la figura di San Grisogono a cavallo, che è ancor oggi lo stemma comunale. Proseguendo si arriva alla Torre del Capitano che sovrasta la piazza con i cinque pozzi che permettevano alla città di resistere agli assedi.
Durante l’estate, in questo spazio si organizzano spettacoli teatrali e concerti. Da qui si accede al parco realizzato nella metà del XIX secolo dal generale Welden, botanico appassionato, che ha raccolto lungo i bastioni Grimani piante rare, creando così il primo parco di questo genere in Dalmazia.

Vita calma scandita dal tempo

Zara Chiesa di San Donato
Chiesa di San Donato

Su tutto regna un ritmo lento, i tempi della vacanza qui sono la quotidianità e ben si sposano con la cordialità e la simpatia della gente. Strade e piazze sono invase da bar, caffetterie, ristoranti. Ombrelloni, comode poltroncine di vimini accolgono, ad ogni ora del giorno, una popolazione che ama dedicare tempo all’incontro, alla confidenza, al rito del caffè. La piazza che si apre sulle rive di Zara è quella del Foro, quasi un parco giochi per bambini e ragazzi che scorrazzano in bici o sui pattini, indisturbati. Negli anni Trenta, demoliti alcuni caseggiati, qui è venuto alla luce il lastricato originale della città romana, le colonne ornamentali, una delle quali nel Medioevo aveva funzione di berlina. Il resto l’hanno fatto le bombe durante la Seconda Guerra Mondiale che hanno letteralmente raso al suolo il centro storico. Rimosse le macerie, venne scoperta la parte centrale. Fu così possibile definire le reali dimensioni del Foro del I secolo a.C. E sul Foro domina la chiesa di San Donato, emblema della città.

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