Venerdì 14 Giugno 2024 - Anno XXII

La Marcia di Radetzky

La Marcia di Radetzky di Joseph Roth, Adelphi SuperPocketMagnifica descrizione e patetica elegìa funebre della Mitteleuropa, per gli storici gli ultimi fasti dell’Austria Felix, per i politici l’Impero Austro–Ungarico dissolto dalla Prima Guerra mondiale. Per i romantici un modo di vivere, per la cultura irripetibile espressione artistica, musicale, letteraria. Mitteleuropa alias gli epigoni di 800 anni di gloria degli Absburgo, un casato di origine alsaziana che in seguito alle lotte per il Sacro Romano Impero Germanico divenne padrona dell’Austria, giunse a dominare l’Europa e inventò una gioconda politica espansionistica mediante annessioni non ottenute dalle guerre bensì dai matrimoni. Ne La Marcia … Leggi tutto

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La Marcia di Radetzky
di Joseph Roth,
Adelphi SuperPocket

Magnifica descrizione e patetica elegìa funebre della Mitteleuropa, per gli storici gli ultimi fasti dell’Austria Felix, per i politici l’Impero Austro–Ungarico dissolto dalla Prima Guerra mondiale. Per i romantici un modo di vivere, per la cultura irripetibile espressione artistica, musicale, letteraria.
Mitteleuropa
alias gli epigoni di 800 anni di gloria degli Absburgo, un casato di origine alsaziana che in seguito alle lotte per il Sacro Romano Impero Germanico
divenne padrona dell’Austria, giunse a dominare l’Europa e inventò una gioconda
politica espansionistica mediante annessioni non ottenute dalle guerre bensì
dai matrimoni.
Ne La Marcia di Radetsky è raccontata la saga di una famiglia, una storia coinvolgente tre generazioni in uno spazio temporale che va dalla Battaglia di Solferino (1859) alla prima Guerra Mondiale.
Un giovane sottotenente di fanteria di umili origini contadine (Sipolje, un piccolo centro della Slovenia) salva la vita di Sua Maestà Imperiale Francesco Giuseppe e viene ricompensato con una promozione sul campo e un titolo nobiliare, divenendo Joseph Trotta von Sipolje.
Suo nipote, Carl Joseph, barone von Trotta, sarà uno dei primi caduti della Grande Guerra (1914-1918). Incorniciato tra le vicende di nonno e nipote (e – meno drammatiche – del rispettivo figlio e padre, Franz, rigoroso capitano distrettuale di un’anonima località della provincia austroungarica) Joseph Roth dipinge in un grandioso affresco storico l’agonia di uno Stato sovranazionale che per secoli aveva mantenuto gli equilibri e la pace nel cuore dell’Europa.
Minato dal “canchero” del nazionalismo, esportato da quel casinista che fu Napoleone, l’antico Impero Asburgico sparirà con il suo vecchio imperatore non senza, però, regalare alla Storia e alla cultura l’eleganza del Biedermeier, le musiche di Strauss, l’arte di Klimt e della Secessione, la perfetta ed efficiente amministrazione statale, la nascente scienza di Freud.
Ai miei amati popoli…!, si rivolgeva benignamente Francesco Giuseppe: e i popoli (una dozzina o più,
oltretutto praticanti tre religioni) convivevano pacificamente, fin quando scoppiò la Grande Guerra,
dopodiché si impataccarono improbabili Stati fino alle recenti, edificanti pulizie etniche.
Per chi ama viaggiare in posti e luoghi descritti nelle vicende umane o nella fiction storica, La Marcia
di Radetsky
è generosa di ispirazioni.
Le frequenti visite dei tre Von Trotta nella Dolce Vienna sono raccontate con abbondanza di citazioni di luoghi e locali della romantica capitale austriaca.
Ancor più dettagliata e completa è la descrizione di quell’angolo di mondo chiamato Galizia (indicabile sommariamente tra Cracovia e Kiev – al centro Leopoli o Lemberg o Lvov – a quel tempo terra di confine con l’impero russo).
Roth vi nacque (Brody, 1894, morì a 45 anni a Parigi) all’interno di una comunità ebraico-chassidica, imbevendosi di quella cultura yiddish che le vicende storiche obbligarono a emigrare a New York.
La caserma e la vita di guarnigione sostenuta dal sottotenente Carl Joseph Trotta Von Sipolje fa insistentemente ricordare Il Deserto dei Tartari.
La Galizia è tornata recentemente agli onori della cronaca per le vicende politiche dell’Ucraina: ne costituisce infatti la parte occidentale, quella pro-Europa.

gp.bo
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