Giovedì 29 Settembre 2022 - Anno XX
Sri Lanka, sulle orme di Adamo

Sri Lanka, sulle orme di Adamo

Il disastro di beni e vite umane causato dallo tsunami è stato enorme. L’onda anomala ha travolto villaggi, distrutto le coste, inquinato le campagne. Un anno dopo quel fatidico mattino del 26 dicembre, sopravvive in tutti il ricordo

Scene di pesca

Scene di pesca

Un viaggio nello Sri Lanka non sarà mai più, davvero, come una volta, leggero e senza ombre? Oggi purtroppo, e chissà fino a quando, non si può fare a meno di sapere che là dove c’è un enorme spazio vuoto, arato dalle ruspe, sorgeva un villaggio. E’ ancora il momento della ricostruzione in atto; tuttavia, bisogna riconoscere che molto è stato fatto, soprattutto dalle Ong internazionali e specialmente da quelle italiane, con qualche gaffe involontaria negli aiuti, come le improbabili tende da deserto fornite dall’Arabia Saudita e le barche donate dagli olandesi, troppo leggere per queste acque agitate. Qui i pescatori usano andare al largo su canoe legate a un bilanciere, da governare in piedi tanto sono strette (si chiamano “oruva” e ne parlava già Plinio nel primo secolo dopo Cristo) oppure se ne stanno aggrappati a pali piantati nell’acqua delle baie, così pescando.

Un Eden di fauna e flora

Sri Lanka Elefanti al bagno

Elefanti al bagno

E’ questa una delle immagini più ricorrenti e strane di questo Paese, dove gli elefanti non hanno zanne e i pochi che le hanno si chiamano “reali”; ci sono ancora leopardi, benché difficili da vedere e orsi nelle foreste; molti sono i macachi, di due tipi, dal volto chiaro o scuro e poi varani d’acqua e di terra, serpenti, cobra, vipere, pitoni. Abbondano le rarità botaniche, i fiori e le piante crescono in abbondanza, più che altrove, con colori, forme, profumi incredibili; spezie e frutti a non finire: curcuma, ginger, vaniglia, cacao, il “tollobo” che cura la psoriasi, il frutto dell’albero del pane, ananas che i locali usano con miele di foresta per dimagrire, il cardamomo, l’aloe vera, la noce moscata. Nelle piantagioni le piante di teak e di mogano sostituiscono gli eucalipti che assorbono troppa acqua. Nelle foreste e nei parchi, svettano alberi di palissandro, ebano, sandalo, flamboyant e jacaranda.
Per gli appassionati, tre sono gli orti botanici da non perdere: Paradeniya, vicino a Kandy; Hagkala, a sud di Nuwara Eliya e Henarathgoda, nella zona di Colombo.
La salvaguardia dell’ambiente e del ricco patrimonio faunistico poi è affidata in gran parte ai cinque parchi nazionali, gestiti dallo stato e a una ventina di zone di rispetto, chiamate santuari.

Isola “serendib” (piacevoli sorprese)

Sri Lanka Colombo Viharamahadevi Park

Colombo Viharamahadevi Park

Sri Lanka, Terra Splendente, proclamata Repubblica il 22 maggio 1972, era conosciuta come Ceylon e prima ancora come Taprobane da Greci e Romani, e Serendib dai commercianti arabi. Serendib deriva dal sanscrito Sinhaladvipa ed è termine passato nella lingua inglese grazie a Horace Walpole e al suo racconto “The Three Princes of Serendib” (I tre Principi di Serendib).
“Serendipity” significa la facoltà di “fare” (per caso) scoperte felici e inattese.
Ma non sarà più per caso che avverrà il contatto con l’isola: Sri Lanka viveva in gran parte dei benefici del turismo e andarci ora è una scelta anche nei confronti di chi si aspetta una risposta concreta da quel mondo così lontano e sconosciuto, nel quale molti di loro sono emigrati, per lavorare nelle nostre città e nelle nostre case.
Un turismo più consapevole? Forse, ma non certo immotivato altrimenti: l’isola è più che mai splendente, come dice il suo nome e “serendib”, prodiga di piacevoli sorprese.
In un’area relativamente piccola si concentrano paesaggi molto diversi, dalle savane alla foresta vergine, dalle montagne alte più di duemila metri alle spiagge lunghissime e silenziose bordate di palme, libere da infrastrutture, a volte selvagge, con alberghi nascosti nella vegetazione, di lusso e non.
Una terra rigogliosa, ecologicamente integra, un Eden sognato, nonché utopica “Città del Sole”, perché la sua gente non è ancora “toccata” dal consumismo e la spiritualità rappresenta uno dei suoi valori più vivi.

Paese delle tre “t”: tè, tessuti, turismo

Sri Lanka La raccolta del tè

La raccolta del tè

La zona centrale, montuosa e collinare, pari a un sesto di quella totale, trattiene nuvole temporalesche portate dai venti monsonici e riceve così piogge per quasi tutto l’anno. Qui nascono tutti i fiumi del paese e scendono ripidi con salti vertiginosi.
Qui, i versanti delle vallate sono ricoperti da una fitta vegetazione di arbusti di tè, un manto di foglie verdi scintillanti, folto e soffice all’apparenza, in file ordinate nelle quali si aggirano le raccoglitrici “tamil” dai sari colorati e le bocche rosse di “betel”, simili a principesse ricoperte di gioielli.
Il capoluogo della regione, Nuwara Eliya, sembra uscito dalle pagine di un libro dell’era coloniale, tra cottage in mattoni di aspetto vittoriano e vecchi alberghi pieni di trofei di caccia, in attesa di “sahib” inglesi al ritorno dalla partita di golf.
Il tè, i tessuti e il turismo sono le principali entrate di Sri Lanka.
Oggi, l’industria del tè è stabile, in crescita quella dei tessuti grazie a una politica che ha creato zone di libero commercio e favorito gli investimenti stranieri, in netto calo il turismo. Ma la speranza di tutti è che si riprenda: lo si deve a un popolo dolce, tenace e anche sfortunato, mentre si continua a sperare nella fine del folle e ormai ventennale conflitto che contrappone l’esercito cingalese ai guerriglieri tamil.

Caleidoscopio di religioni

Sirigiya rock

Sirigiya rock

Non è una speranza così vana, perché tra una guerra e l’altra, i diversi gruppi hanno avuto anche il tempo di vivere in pace e di mescolarsi, tanto che oggi non è facile distinguere gli appartenenti alle diverse comunità sulla sola base dei tratti somatici.
A dividerli è la religione, ma non solo: convertiti al buddismo dal monaco Mahinda, figlio di Ashoka, l’imperatore indiano cui si deve la diffusione del buddismo in Asia, i cingalesi rappresentano il settantaquattro per cento della popolazione; il secondo gruppo, con il diciotto per cento, è quello dei tamil, indù di origine dravidica, presenti nella parte settentrionale dell’isola da oltre duemila anni; più recente l’arrivo dei tamil senza casta, portati dai coloni inglesi per lavorare nelle piantagioni di tè.
Ci sono poi anche i cristiani, pronipoti dei coloni olandesi e portoghesi, che dei loro antenati hanno mantenuto ormai solo il cognome. e i musulmani, discendenti dei commercianti arabi. Un mix di culture in una terra il cui patrimonio monumentale e archeologico non è vasto, ma tuttavia impressionante: la famosa roccia di Sigiriya, essa sola, vale il viaggio. E poi ci sono le rovine ben conservate dell’ex capitale Polannaruwa, il santuario rupestre e le grotte di Dambulla, abitate da centinaia di statue di Budda, e poi “dagobe”, pagode e “stupa” sparsi ovunque in un paesaggio sempre piacevole.

Adam’s Peak, la montagna sacra

Adam’s Peak

Adam’s Peak

Sul Picco di Adamo, a 2224 metri di altitudine, nel centro dell’isola di Sri Lanka, le differenze etniche altrove evidenti, spariscono: la montagna sacra di Sri Lanka è venerata dalle quattro religioni dell’isola e tutti si ritrovano in vetta, in santa pace, davanti all’orma divina.
Per i musulmani è quella di Adamo che proprio qui toccò la terra quando scese dal paradiso terrestre; per gli indù appartiene al dio Shiva, che avrebbe lasciato questa traccia mentre danzava nel corso della Creazione; per i buddisti appartiene all’Illuminato (si sa che il Budda visitò l’isola tre volte); per i cristiani a San Tommaso, l’apostolo che diffuse il cristianesimo nell’India meridionale ma anche ad Adamo, appunto, il primo uomo, qui disceso subito dopo la sua cacciata dal Paradiso. Il Picco di Adamo, che richiama moltitudini di fedeli di ogni credo, appassiona gli studiosi e ha solleticato anche la fantasia di uno scrittore di fantascienza, l’autore di “2001 Odissea nello Spazio”, Arthur C.Clark, che scrisse “Le Fontane del Paradiso” ambientandolo proprio nell’isola.

Nella notte, il cammino verso la “luce”

Sei chilometri di scalini

Sei chilometri di scalini

Da secoli, la misteriosa e famosa cavità a forma di piede in cima allo Sri Pada, oggi coperta da una cappella, incuriosisce i colti e persuade i semplici.
Tra dicembre e marzo, per varie settimane, la grande orma è meta di intensi pellegrinaggi. I fedeli scalano il monte preferibilmente di notte per poter essere in vetta all’alba, quando l’ombra del picco crea un meraviglioso effetto ottico sopra la valle e nella mezza oscurità.
Dall’alto di un grande terrazzamento di trecento metri quadrati, si scorgono le luci lontane di Colombo, Galle, Dondra e Trincomalee addirittura.
Tre sono le strade praticabili per l’ascensione. La più facile, sei chilometri di scalini, con funi cui aggrapparsi e tea-house dove rifocillarsi, parte dal villaggio di Maskeliya, che si raggiunge da Avissawella oppure da Hatton e Balangoda via Pinnawella.
La seconda via ha inizio dalla piantagione di tè di Carney, situata sedici chilometri a nord di Ratnapura.
La terza, di gran lunga la più bella, parte da Kuruwita: per sei ore si cammina fra cascate e panorami di incredibile bellezza.
Le località di partenza sono raggiungibili con i bus statali. Per chi fa il percorso di notte, sono consigliati torce e abiti pesanti per via del freddo intenso; per tutti, scarpe adatte e scorte di frutta; vietato portare alcolici e qualsiasi tipo di carne.

Info: www.srilanka.travel

Dove dormire
Galle Face Hotel,  www.gallefacehotel.com.

Quattro cottage ex British Raj a Bandarawela: Tea Trails, Castlereigh Bungalow,  www.teatrails.com.

Dove mangiare
Oltre che negli ottimi ristoranti degli alberghi, eccone altri:

The Gallery Café

The Gallery Café

Storico: The Gallery Café (annessa galleria d’arte), nella ex casa-studio dell’architetto Geoffrey Bawa, www.paradiseroad.lk

Per gli acquisti
Alto artigianato: nei negozi di Paradise road a Colombo, 213 Dharmapala Mawatha, Alfred House Gardens 2 e 12, e a Negombo, The Beach, Ethukala road.

Trattamenti ayurvedici
A Colombo, Siddhalepa Ayurveda Hospitals
Mount Lavinia, a Negombo,
Ayurveda Pavilions, a Bentota,
Ayurveda Walawa, a Dambulla,
Kandalama Hotel, a Wadduwa,

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