Sabato 22 Febbraio 2025 - Anno XXIII

Compagni di viaggio

Capita. Si parte in compagnia e si torna a casa soli. O viceversa. Può anche succedere che lo spirito viaggi in compagnia e ritorni solitario come quando era partito. Questo perché ad ogni don Chisciotte compete il suo personale Sancho Panza

Chiara Meriani in Marocco
Chiara Meriani in Marocco

Scegliere i giusti compagni di viaggio non è mica facile, così come non è nemmeno facile essere un buon compagno di avventure.
Forse è per questo che i “veri” appassionati viaggiatori preferiscono la sacra solitudine, soltanto spezzata e ammorbidita da qualche incontro inaspettato, dolce o travolgente, simpatico o stimolante; ma soprattutto breve. Un incontro occasionale che regali il piacere dell’amicizia e dell’intimità anche nel bel mezzo della solitudine, quando si è stranieri e per strada non si incontrano facce conosciute.
E’ così che nascono momenti di magica amicizia in viaggio. Basta incrociare lo sguardo con qualcuno e percepire quella voglia di incontro, per trovare un buon compagno di strada.

L’imprevisto della “scelta”
Ombre nel deserto
Ombre nel deserto

“Tra viaggiatori succede; ci si raccontano cose intime, tanto non ci si rivedrà mai più” osserva Paolo Rumiz, nel suo romanzo “E’ Oriente”. Spesso poi gli incontri più intensi si spengono come si sono accesi, lasciando il cuore ricolmo da un lato di piacevoli sensazioni e dall’altro la consapevolezza di una strada nuovamente libera: per una nuova solitudine o per altri futuri incontri.
Chi, come Bruce Chatwin o Herman Hesse, parte per andare alla ricerca di sé stesso, lo fa in solitudine; il viaggio allora è guidato soltanto dalla propria anima e non c’è bisogno di scendere a compromessi con nessuno,  se non con sé stessi, appunto.
Anche Freya Stark, una delle prime grandi viaggiatrici, sceglie di partire da sola, convinta che unicamente muovendosi in solitudine uno straniero possa stabilire un autentico contatto con genti e paesi diversi.
“Se si va con gli altri tutto finisce in parole” scrive Freya Stark in “Una vita nel deserto”. Ma non tutti sono viaggiatori solitari o magari non lo sono sempre; ecco allora che il viaggio in compagnia può essere altrettanto ricco ed intenso; vivere insieme a qualcuno l’esperienza di un viaggio, significa dimezzare il proprio ego, imparare a condividere tutto o quasi, gioire il doppio e soffrire la metà, se il compagno di viaggio è quello giusto. In fondo, anche il cavaliere errante per eccellenza, don Chisciotte, aveva il suo fedele scudiero e compagno d’avventura: Sancho Panza.

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L’incognita del compagno “altro”
Narghilè
Narghilè

Se un giorno ti viene detto: “Parto. Vieni con me?” oppure “Che ne dici, partiamo?”, è sufficiente prestare un po’ d’attenzione a com’è posta la domanda per capire se chi parla cerca una guida, un alter ego, un complice o uno scudiero fedele. Ad ognuno dunque la scelta che gli compete: partire come viaggiatore solitario, come capo branco, come seguace o “apprendista viaggiatore”, tenendo conto che si viaggia meglio da soli che male accompagnati, ma anche che un buon compagno rende le strade in salita più leggere e i ricordi più saporiti.
Eravamo seduti attorno a un tavolo, la sera, con la luce di tante candele e il profumo del “narghilè”. Un gruppetto di amici, o meglio compagni di viaggio, che le strade hanno fatto incontrare e che la vita ha portato a condividere tutto, anche se solo per pochi giorni. Viaggiatori, in potenza o in atto, in mezzo al cammino o in attesa nostalgica di rifare le valigie. Quattro diversi passaporti (Israele, Australia, Italia, Slovenia) e una lingua comune, l’inglese, per dare ognuno la propria risposta alla
domanda di un gioco improvvisato: “per te, com’è il compagno di viaggio ideale?”

Compagni di viaggio. L’alfabeto della “scelta”
Compagni d'avventura
Compagni d’avventura

Tutti lo desiderano “Affidabile”, “Allegro” e “Aperto”, ma non troppo; magari “Amorevole”, quando si può.
“Burlone”, anche, perché è bello stare con qualcuno che ti sa far ridere. “Comprensivo”, “Curioso”, “Calmo” e “Chiaro”: niente stress gratuito o fastidiosi malintesi!
“Dolce” e “Discreto”; deve saper lasciare spazio, il buon compagno di viaggio e non invadere l’intimità altrui.
“Energico”, “Entusiasta”, “Elastico” e bene “Educato”. Doti apprezzabili se accompagnate a un gesto cortese.
“Furbo”, inoltre; magari ti aiuta a non farti fregare! “Fantasioso”, per farti vedere cose che la tua mente non vede. “Fiducioso” e “Felice”; è pesante viaggiare con qualcuno che si lamenta sempre o non sorride mai.

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Sri Lanca, una noce moscata
Sri Lanca, una noce moscata

E poi, “Forte”. Quando si è stanchi e si ha davvero bisogno che qualcuno ci dia una mano.
“Gioviale”, “Giocoso” e “Giusto”: compagno di viaggio o di vita che sia, stare con una persona saggia arricchisce il cuore.
“Homeless”, così non soffre la nostalgia di casa; “Hippy” per chi rimpiange i figli dei fiori, ma soprattutto, il compagno di viaggio ideale, dovrebbe essere un bravo Hitch-Hiker; non tutti sono fortunati nel praticare l’autostop!
“Instancabile”, “Intraprendente”, “Indipendente”, in modo da non pesare sui compagni d’avventura. E c’è chi, per completare la lettera “I”, ha sentenziato: il compagno di viaggio migliore è quello “Immaginario”. Sognare costa poco.

Quante “doti”, deve avere!
Sospesi nell'aria tra le vette dell'Himalaya
Sospesi nell’aria tra le vette dell’Himalaya

Ancora: “Libero” (e qui parlavano i viaggiatori solitari).
“Migratore”, dunque perennemente in movimento; un vero compagno di viaggio che non si fermerà mai.
Per la lettera “N”, dai più intransigenti, è stata scelta la parola “Nessuno”. Ma se c’è, il buon compagno di viaggio deve essere “Ottimista” e, naturalmente, “Onesto”.
L’alfabeto della “compagnia” volge al termine e i “pensierini” arrivano tutti, in fila indiana.
“Profondo”, per belle e lunghe chiacchierate; “Prudente”, per evitare di cacciarsi nei guai, “Paziente” per sopportare a sua volta chi gli è compagno e anche “Presente”; capace cioè di assaporare il momento nella sua pienezza, senza perdersi nei ricordi o nei progetti futuri.
Soltanto “Qualcuno”, dunque, saprà essere un buon compagno con cui condividere un viaggio: una persona “Rilassante” quando serve, “Riservata”, “Rispettosa” e “Responsabile”: di sé stessa, in primo luogo, quindi per gli altri.

Brasile, sulla spiaggia di Caraiva
Brasile, sulla spiaggia di Caraiva

“Silenzioso”, per consentire ad ognuno di ascoltare la voce della propria anima e assaporare segretamente i propri pensieri. Un compagno “Sincero” di cui ci si possa fidare; “Sensibile”, quindi in grado di “capire” le altre persone più con l’istinto che con le parole. “Sognatore”, per permettere alla fantasia di volare e “Saggio”, per rimanere con i piedi per terra quando serve. Nelle difficoltà, capace anche di “Sdrammatizzare”.
“Trasparente”, cioè immediato e facile da interpretare; “Temerario”, giusto per non perdere il gusto dell’avventura e “Trascinatore”, per i momenti nei quali ci si sente un po’ giù.
Un compagno così, per essere perfetto, dovrebbe essere “Umile” quel tanto che basta a non montarsi la testa, nonostante sia davvero un compagno “Virtuoso” e, alla fine dell’elenco, “Zeppo” di risorse!

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Ci vorrebbe un amico…

compagni di viaggio Escursione a cavallo a Pantanal, Brasile
Escursione a cavallo a Pantanal, Brasile

I compagni di viaggio ideali sono gli amici: lo assicura il 46% degli intervistati. Tra di essi la maggioranza ha meno di 25 anni d’età.
La seconda scelta elegge il partner come miglior compagno di viaggio, con il 32,6%. La maggior parte di chi vuol viaggiare in coppia ha un’età compresa tra i 26 e i 35 anni, mentre tra i 35 ed i 45 anni di età il partner perde punti; che coincida, forse, con la crisi del settimo anno?
Crisi passeggera, visto che superati i 46 anni di età, si torna a preferire il viaggio in coppia. Al terzo posto si classifica invece il viaggio solitario: lo sceglie il 10% degli intervistati. Soltanto al quarto posto si piazza il viaggio in famiglia e chi lo sceglie supera, solitamente, i 36 anni di età.
I compagni di viaggio occasionali si collocano al quinto posto, seguiti dai colleghi di lavoro. In coda, con soltanto lo 0,6% delle preferenze, il viaggio in gruppi organizzati.
Un dato conclusivo: la stragrande maggioranza dei viaggiatori (98%) afferma che il ricordo di un viaggio resta impresso nella memoria per sempre: i compagni dunque sono particolarmente importanti, perché rappresentano una sorta di “diario” vivente dell’esperienza, una cassa di risonanza, un’anima privilegiata con cui condividere le avventure prima e i ricordi poi.
Vale dunque la pena di pensarci bene, prima di scegliere il proprio Don Chisciotte con l’inseparabile Sancho Panza.

Nota della Redazione, per i più “curiosi”

Il sondaggio è stato realizzato da Chiara Meriani tra aprile e maggio del 2003, nella provincia di Trieste.
Sono state intervistate 150 persone, delle quali il 56% maschi e il 44% femmine. L’età degli intervistati variava da un minimo di 14 anni a un massimo di 86. L’età maggiormente rappresentata era di 29 anni.

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