Lunedì 26 Ottobre 2020 - Anno XVIII
“Identità Golose”

“Identità Golose”

Si è svolta a A Milano la terza edizione del Congresso italiano di Cucina d’Autore. Circa una sessantina gli interpreti internazionali che si sono confrontati su innovazione e creatività in cucina

Ferran Adrià e Paolo Marchi
Ferran Adrià e Paolo Marchi

Si è conclusa il 31 gennaio scorso la tre giorni dedicata al congresso italiano di cucina d’autore pensato, voluto e organizzato da Paolo Marchi, giornalista e gastronomo, nonché da Claudio Ceroni, imprenditore della comunicazione. L’evento ha avuto luogo nella ormai consueta sede di Palazzo Mezzanotte, luogo in cui la creatività è stata posta al centro, e dove i protagonisti assoluti della gola – italiani ed esteri – si sono incontrati per presentare a colleghi ed esperti le loro proposte, idee e tecniche, ma anche i ricordi, il territorio e le tradizioni che in loro e attorno a loro vivono. Un giorno di benvenuto e tre di lavori, tra Sala delle Grida e Sala Blu, sono serviti a sviluppare temi come quelli legati al mondo del pane, della pasta e dei lieviti. Ma anche alle problematiche che investono l’utilizzo della carne in alta cucina e a ciò che riguarda la salute, le diete, gli animali, gli uomini. Due giornate espressamente dedicate al mondo del mare e a quello dei pesci di acqua dolce, a quanto pare niente affatto cugini poveri. Su questi e tanti altri temi si sono dunque confrontati i 56 Chef (44 “salati” e 12 “dolci”) provenienti da otto nazioni (Italia, Danimarca, Francia, Giappone, Norvegia, Spagna, Stati Uniti e Svezia) con esperienze gastronomiche assolutamente diverse ma con il comune intento di confrontarsi, informare e arricchire la cultura dei colleghi, come ha affermato Paolo Marchi. Qualche nome? Solo per citarne alcuni, l’Italia ha avuto la voce di Davide Scabin, Ciccio Sultano e Paolo Lopriore, il Giappone quella di Yasuhiro Sasajima, e per la Spagna sono intervenuti Ferran Adrià e Quique Dacosta.  

Per scoprire anche i segreti dell’ereditarietà del “gene” culinario,
cinque grandi famiglie di interpreti della cucina d’autore sono salite
sul palco per celebrare sia il tema della memoria, sia lo sviluppo nel
tempo di progetti che coinvolgono una famiglia e non solo la singola
persona. Dunque cinque coppie di “padri, madri e figli” di ogni età
hanno sfilato unite non solo da vincoli di sangue, ma anche di
vocazione, con i genitori bravi a dare fiducia ai figli e questi a
re-inventare quanto ricevuto in eredità. Non solo lavori a Palazzo
Mezzanotte: i più golosi hanno potuto infatti partecipare anche al
Fuori Congresso, gustando in 26 ristoranti, tra i migliori di Milano,
uno speciale menu ispirato alla creatività e alla passione di cui
Identità Golose si è fatta portavoce. L’idea del congresso è nata da
Paolo Marchi per conferire dignità assoluta alla figura del cuoco e di
quanti attorno a lui contribuiscono a fare della cucina una realtà di
estrema, ma non sempre compresa, grandezza. L’obiettivo della
manifestazione è quello di continuare a contribuire anche in futuro a
definire l’identità della cucina italiana, in realtà delle cucine
italiane, mirando all’affermazione delle proprie originalità.
L’appuntamento è stato sicuramente anche un tributo verso realtà
straniere che vanno rispettate e studiate, se non fatte proprie nei
loro aspetti più felici, consapevoli tuttavia che l’Italia a tavola è
una protagonista che non ha nulla da invidiare agli altri leader.

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