Lunedì 4 Marzo 2024 - Anno XXII

Fiere, Fieroni, Fierette, Meeting, Incontri e Saloni Turistici

Tra i “Quaccheri” degli USA Pow Wow, Chicago Il Pow Wow, che si tiene annualmente in differenti città degli States (fui a quelli di New Orleans, Chicago, Las Vegas, Orlando, Miami, San Francisco, Denver) mi fa immediatamente pensare alla mentalità puritana dei Padri Pellegrini tuttora esistente negli USA, nonostante l’invasione di ispano-americani che tra breve vedrà lo spagnolo fare aggio sull’inglese. Mentalità puritana perché nei tanti Pow Wow da me visitati, non ho mai visto (nonostante approfondite e accurate indagini, dietro montagne di dépliants, nelle borse delle banconiste, nei cassetti dello stand) una goccia di alcol che fosse una. Ma … Leggi tutto

Tra i “Quaccheri” degli USA

Pow Wow, Chicago
Pow Wow, Chicago

Il Pow Wow, che si tiene annualmente in differenti città degli States (fui a quelli di New Orleans, Chicago, Las Vegas, Orlando, Miami, San Francisco, Denver) mi fa immediatamente pensare alla mentalità puritana dei Padri Pellegrini tuttora esistente negli USA, nonostante l’invasione di ispano-americani che tra breve vedrà lo spagnolo fare aggio sull’inglese. Mentalità puritana perché nei tanti Pow Wow da me visitati, non ho mai visto (nonostante approfondite e accurate indagini, dietro montagne di dépliants, nelle borse delle banconiste, nei cassetti dello stand) una goccia di alcol che fosse una. Ma perché? Semplice: perché “Non si doveva”(senso di responsabilità) e perché “Satana era in agguato” (biblico precetto religioso più volte udito da John Wayne e Gary Cooper). E fin qui tutto bene, evviva i Padri Pellegrini e la Festa di Ringraziamento con il Tacchino.

Bere in Fiera? Il “paradiso” in Messico!

Invece evviva un corno. Nel senso che – contestualmente alla chiusura del Pow Wow – nei saloni adiacenti la piazza d’armi ospitante la manifestazione, iniziavano festicciole, parties, ricevimenti. Morale, verso le 19.05, al più tardi alle 19.10, tutti i baldi discendenti dei sullodati puritani erano già “ciucchi come la giustizia”, i più duri barcollando, quelli già “in gaìna” sotto il tavolo, duramente provati da sorsi di Jack Daniel’s tipo “tsunami” e da Martini Dry di straordinaria potenza inciuccante.
E io lì, quasi sobrio, a sorridere come un pirla davanti a ‘sta gente che soltanto un paio d’ore prima mi aveva dispensato sguardi schifati non meno che scandalizzati solo perché avevo introdotto e stavo ciucciando una innocente bottiglietta di birra.
Se è solo per questo, molto meglio il Tianguis (per gli indios, il Mercato) dove (ne ricordo uno memorabile ad Acapulco) il Turismo Messicano aveva pensato bene di offrire la inebriante Margarita, facendola sgorgare bella zampillante dai tanti bei beccucci di una generosa fontana dispensatrice. Un paradiso, per di più allietato dai circostanti Mariachis, splendidi esecutori dei motivi del mio amatissimo compositore Agustìn Lara “El Flaco de Oro” (Solamente una vez, Granada, Noche de Ronda, Madrid Madrid Madrid).

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Dal gelo di Berlino al “calore” di Madrid

Fitur all'insegna della cordialità
Fitur all’insegna della cordialità

Caldo tropicale nonostante le Margaritas, gelo della madonna – invece – alla Itb berlinese, capitale delle Fiere & Mercato del Tempo Libero. Ai suoi organizzatori puoi muovere qualunque accusa, salvo quella di non possedere una doppia dose di perfidia. In primo luogo per la disseminazione della Fiera in vari edifici, così obbligando i facenti viaggiare e i potenziali viaggiatori a cuccarsi arie ghiacciate che metterebbero voglia di infilarsi un bel “gipùnìn” anche a un orso polare.
Inoltre, per la scelta delle date (primi di marzo) così frigide da convincere anche le foche dello Zoo di Berlino a disertare gli spazi aperti.
Quanto alla Fitur madrilena, ay ay ay è lì l’America, nel senso che (a parte la divina presenza in almeno il 33,3% degli stand di Jamòn de Pata Negra, Vinos Finos e Birra spillata) il rapporto umano la fa da padrone, domina incontrastato.
Va bene la produttività, evviva l’efficienza, ok i danée (non per nulla la Spagna è la prima potenza mondiale del Turismo).
Ma vuoi mettere una bella rimpatriata con tanto di “abrazos” e pacche sulle spalle?
E se mai l’interlocutore fosse sfiorato dal cattivo gusto di metterla sul business, eccolo impallinato con un bonario invito: “La semana que viene mandame un emilio” (email, per i seriosi, ndr).

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