Martedì 18 Giugno 2024 - Anno XXII

Montagna prima e dopo la crisi

Il turismo invernale degli italiani supera, con dati incoraggianti, il 2009. Michela Vittoria Brambilla annuncia a Bormio nuovi interventi legislativi per il settore e rilancia il tema della sicurezza

Il ministro Brambilla a Bormio
Il ministro Brambilla a Bormio

Un mercato in sostanziale tenuta, che la crisi economica ha scalfito nel 2009 senza affondare. È il quadro delle vacanze in montagna secondo i dati annunciati sabato 6 febbraio a Bormio, al secondo forum sul turismo invernale, che ha visto la partecipazione di Michela Vittoria Brambilla, ministro per il Turismo. “Direi forse l’unico che abbia saputo superare la pesante crisi che ha sconvolto i mercati per più di un anno e mezzo, senza subire significativi contraccolpi sul versante occupazionale”, ha detto la Brambilla, ragionando sui numeri in percentuale: il calo di presenze nel settore è stato del 3,1 per cento, poco rispetto alla flessione che sui mercati europei sarebbe tra il 10 e il 15 per cento. Il flusso dei turisti nelle destinazioni in quota, in realtà, ha registrato alti e bassi, con numeri in pareggio con il 2008 per il primo trimestre, un calo a partire da primavera, un forte recupero in agosto.

Il richiamo delle Dolomiti

Montagna prima e dopo la crisi

La capacità d’attrazione delle mete alpine non raggiunge il livello di vendite delle altre destinazioni turistiche in Italia: paga meno della spiaggia, ma resta confermata da una cerchia di fedelissimi, che la scelgono per la bellezza dei paesaggi o per praticare escursioni e attività sportive.

I luoghi più amati sono quelli del Nord Est, Trentino Alto Adige in testa; mentre tra oltre confine sono più frequentati Francia e Austria. Le prime previsioni del 2010 mostrano segnali di crescita sulle vacanze programmate, in particolare a febbraio. Il forum di Bormio è stato anche occasione per parlare delle professioni legate alla montagna. Il ministro ha annunciato un disegno di legge che si occuperà delle diverse aree di competenza, tra Stato e Regione, e ha ventilato la definizione di nuove figure di specialisti. Non ultimo il rilancio del tema della sicurezza: “C’è bisogno di un intervento più incisivo attraverso l’educazione della popolazione, canali di informazione martellanti, regolamentazione più rigida, sanzioni”, ha detto la Brambilla. “tutto questo sempre e soltanto nell’interesse della salvaguardia di chi vive e frequenta la montagna”.

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(08/02/10)

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