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Il corteo storico del Carroccio a Legnano

Castellane, soldati, popolani e cavalli. Nella città lombarda rivive la battaglia del 29 maggio 1176. Una manifestazione antica ma nuova per me

Il corteo storico del Carroccio a Legnano

di Sara Martini

Data: 29 maggio 2011

Dove: Legnano (MI)

 

Domenica 29 maggio lasciamo a casa lo zaino e gli scarponcini, compagni abitudinali delle nostre escursioni in montagna, per una gita urbana. Il consiglio di Gabriele è “scarpe comode e leggere, farà caldo e ci sarà da camminare e da stare a lungo in piedi”. Destinazione: il Carroccio, come si usa dire nell’hinterland milanese, per indicare la sfilata storica che precede il Palio di Legnano.

Non ho mai visto il Carroccio. Nel mio immaginario, come in quello di molti milanesi troppo attaccati a radio cronache e telegiornali, il “carroccio” è il secondo nome con il quale si nominano gli esponenti della Lega. Il legame con la città di Legnano e Alberto da Giussano, il leggendario combattente che contribuì a cacciare Federico Barbarossa, è in realtà in modo molto parziale legato alla politica dei giorni nostri. La ricorrenza che si celebra il 29 maggio è decisamente più antica: ricorda la battaglia di Legnano del 29 maggio 1176.

Per entrare nella città di Legnano il 29 maggio bisogna muoversi per tempo: la sfilata si svolge nel pomeriggio, ma le strade di accesso al centro vengono chiuse sin dalle 11.30. I nostri amici, che abitano in città, ricordano con un sorriso leggero che il corteo, data la stagione primaverile, cade in giornate senza mezze misure: o sotto una pioggia torrenziale e sotto il sole cocente. Per questa domenica ci avviciniamo di più alla seconda opzione: la giornata è serena, calda – anche perché la sfilata si svolge all’incirica fra le tre e le cinque – ma per fortuna la temperatura non è ancora di quelle opprimenti della canicola estiva. La sfilata viene annunciata da messaggi sonori, ma i legnanesi sono già pronti, appostati ai lati del percorso che va dalla chiesa di San Magno allo stadio, dove si terrà, nel tardo pomeriggio, la vera e propria gara di cavalli. Per la gran parte dei legnanesi, il palio si guarda in televisione ma la sfilata è il vero appuntamento pubblico per la città.

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Il corteo storico del Carroccio a Legnano

Il corteo è inframezzato da musica e da artisti di strada. Costante è invece la voce lontana di una signorina che introduce l’arrivo di ciascuna contrada, spiega il tema scelto per la sfilata, riassume il numero di pali vinti, si sofferma sulla fattura degli abiti e sul significato di alcune raffigurazioni. Il Medioevo è epoca lontana e densa di simboli, ma non sono sicura che una lettura di un testo scritto, declamata per strada, abbia risultati duraturi sulla mia memoria.

Chiude la sfilata l’atteso carroccio: è trainato da buoi bianchi e porta l’altare con la croce di Ariberto, tre figuranti in abiti religiosi e sei musici con chiarine. Il carroccio è preceduto dai fanti e seguito dalla compagnia della morte: i cavalieri in costume guidati, come nella battaglia storica, dal capitano Alberto da Giussano.

Abbiamo atteso il carroccio quasi due ore, ora capiamo che il clou della sfilata non stava tanto nella sua fine ma nello sguardo d’insieme. Torno a guardare i volti del pubblico, anche un poco stanchi del pomeriggio sotto il sole e subito pronti a muoversi in ritirata verso le proprie case. Forse il “Carroccio” è la festa di un mito ricostruito, forse ha già visto la sua parabola ascendente e oggi è un’abitudine cristallizzata. Anche i miti ricostruiti, del resto, hanno a volte una grande forza.

(01/06/2011)

Il corteo storico del Carroccio a Legnano

Sono pronta a immortalare il mio primo “carroccio” con la macchina fotografica. Ammetto che, per non essere proprio a corto di informazioni nei confronti dei nostri amici, mi sono documentata con un paio di letture al volo su questo evento. Ho scoperto che corteo e gara di cavalli, in realtà, sono una festa consolidata solo a partire dagli anni Trenta. Non si sa quanto e come la commemorazione della battaglia di Legnano si svolgesse prima ma, oggi, circolano già commenti nostalgici: un tempo, si diceva, le ragazze scelte per impersonare le castellane erano bellissime, oggi sono volti dai lineamenti ordinari.

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Parliamo di tutto questo con i nostri amici mentre inizia il corteo: sfilano le otto contrade di Legnano, – La Flora, Sant’Ambrogio, San Martino, San Domenico, San Bernardino, Legnarello, San Magno, Sant’Erasmo – in abiti medievali, ciascuna accompagnata da gonfalone, gran priore, la castellana e le dame a cavallo, un seguito di armature, giovani e bambini.

Ciascuna contrada evoca secondo un tema prestabilito: la guerra, i cortigiani, la musica e la danza, giochi e popolani, il trionfo per la cattura delle armi, la forza e il lavoro, la nobiltà e il clero, l’astrologia e la caccia.

Il corteo coinvolge 1200 figuranti e la sua organizzazione impegna per tutto l’anno. Gli abiti sono una delle attrazioni più importanti per il corteo che prevede spesso armature ed elmi, tessuti e ricami che riproducono disegni medievali – ispirati a testimonianze storiche – .

Il lento incedere dei cavalli riporta le strade asfaltate della cittadina all’atmosfera dei tempi andati: i figuranti sembrano molto orgogliosi del loro ruolo, il gran priore soprattutto e la castellana, che procede con una mano alzata, l’anello in evidenza e un sorriso da diva ante litteram.

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