Venerdì 14 Giugno 2024 - Anno XXII

Conflenti, bella come Rio Bo

Nei boschi della piccola Sila, non lontano dal Tirreno, ecco un piccolo paese molto amato dai suoi abitanti. Naturale il riferimento alle “casette dai tetti aguzzi” immortalate da Aldo Palazzeschi. Entrambe le località, profumano di buono; in tutti i sensi

Spaghettoni ruvidi e persone tenere

La fileja, tipica pasta calabrese
La fileja, tipica pasta calabrese

C’è poi la cena a un agriturismo che si chiama la Rosa del Reventino, dove tutte le pietanze sono fatte in casa, a partire dal maiale che viene allevato sul posto, dove tutto è fresco e genuino.

La fileja, tipica pasta calabrese, è superata in bontà solo dagli spaghettoni ruvidi. La peperonata con patate e salsiccia, la migliore che esista (peraltro l’unica che abbia mai digerito in tutta la mia vita), insieme al piatto di fagioli conditi, lo spezzatino con patate e lo stinco. Un tripudio.

Riflettendoci, forse a Conflenti è meglio fermarsi un paio di giorni, per diluire un pochino gli assaggi. Tanto l’aria buona e le possibilità di passeggiate digestive nel bosco non mancano.

Da quando ci sono stata ogni tanto penso alle persone in questo paesino che mi ricorda Rio Bo, a questo piccolo mondo antico e tenero, affettuoso e semplice, che abbiamo tutti perso, che si è staccato da noi perché si è rotta la strada, perché è franata la speranza.

Conflenti tra le colline
Conflenti tra le colline

 

La salita a Conflenti è molto lunga. Si arriva al paese attraverso una strada mezza franata (mancano proprio dei pezzi, caduti a valle per via di un terreno non tanto amico del pellegrino) immersa in boschi senza luci. Qui ci si riconcilia con il buio, e la notte è proprio notte. A Conflenti, che si trova in provincia di Catanzaro, si incontrano personaggi non comuni: Don Adamo, il parroco, Giovanni, il sindaco. Don Adamo aveva cominciato come monaco a San Francesco di Paola e poi ha deciso di predicare nel mondo; ha invitato a Conflenti la figlia di Aldo Moro per celebrare il perdono. Giovanni, eminente cardiologo, è talmente innamorato del suo paese che non finirebbe mai di descrivertelo. C’è la ragazza di diciassette anni che si diverte nei giorni di festa a danzare indossando il casto vestito tradizionale, la quale si alza tutte le mattine alle cinque per andare al liceo; il generoso signor Egidio, appassionato alla fotografia e alle sorti del suo borgo.

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C’è la Madonna della quercia, che è apparsa il 7 giugno 1578, per la quale hanno costruito una chiesetta nuova fiammante, con affreschi, bellissime sedie di legno e con i resti della quercia dietro l’altare.

Rio Bo

Aldo Palazzeschi
Aldo Palazzeschi

Tre casettine
dai tetti aguzzi,
un verde praticello,
un esiguo ruscello: rio Bo,
un vigile cipresso.
Microscopico paese, è vero,
paese da nulla, ma però…
c’è sempre disopra una stella,
una grande, magnifica stella,
che a un dipresso…
occhieggia con la punta del cipresso
di rio Bo.
Una stella innamorata?
Chi sa
se nemmeno ce l’ha
una grande città.

                                  Aldo Palazzeschi

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