Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

Costiera Amalfitana tutta da camminare

Andare a piedi non è più una faccenda che riguarda solo i trekker. Sono sempre di più i nostri connazionali che scelgono i piedi per muoversi, viaggiare, scoprire nuovi itinerari e territori. Dal Monte Bianco al Sulcis e alla Penisola Sorrentina, Fabrizio Ardito ci racconta la sua “Italia a piedi”, Touring Editore

Capri e i faraglioni
Capri e i faraglioni

Per soddisfare le esigenze di camminatori con e senza esperienza, il nuovo libro di Fabrizio Ardito propone una scelta ragionata di sentieri di montagna e tratturi campestri, cammini antichi e itinerari d’oggi ai quattro angoli del Paese. Dalle Alpi Marittime alle Dolomiti, passando per la via Francigena, il Parco d’Abruzzo e la Murgia di Matera, Ardito descrive e racconta 17 zone di grande interesse attraverso altrettanti percorsi adatti a tutti. Particolarmente rivolte ai neofiti, le pagine introduttive offrono consigli tecnici sull’attrezzatura, la cartografia, la preparazione del viaggio e indicazioni pratiche per trascorrere molte giornate all’aria aperta. E siccome camminare – oltre che un esercizio fisico e un piacere – è un’attività che concilia il pensiero e la contemplazione, nel libro si trovano le riflessioni di cinque scrittori che nella loro vita dedicano un posto d’onore all’andare a piedi: Susanna Tamaro, Erri De Luca, Nives Meroi, Enrico Brizzi e Paolo Rumiz. Noi vi diamo un piccolo assaggio del libro proponendo la presentazione del capitolo su “La costiera Amalfitana

Costiera Amalfitana tutta da camminare

Da Castellammare di Stabia, ai piedi del monte Faito e in bella vista sul Vesuvio, che si erge maestoso poco più a nord oltre la pianura, la costa si allunga verso ovest in una rapida successione di falesie calcaree e dirupi di tufo, punteggiata di centri abitati toccati da una strada tortuosa e affascinante che, tra vigne e uliveti, raggiunge quasi l’estrema propaggine del promontorio: punta Campanella, affacciata sulla celeberrima sagoma dell’isola di Capri. È la Penisola Sorrentina, che fa da contraltare al tormentato tratto di costa del versante meridionale. Amata fin dai tempi in cui a frequentarla erano artisti del calibro di Wagner e Goethe oppure stelle del cinema e della finanza, la costiera amalfitana, da Vietri sul Mare, presso Salerno, fino a Positano, è “la costiera” per antonomasia, un connubio strettissimo di mare e montagna, un concentrato di paesaggi tra i più affascinanti del Mediterraneo. L’ossatura della Penisola Sorrentina è costituita dai Monti Lattari, protesi nel mare a separare il golfo di Napoli da quello di Salerno: un allineamenti di cime e creste affilate che parte dal monte Finestra (1145 m.) presso Cava de’ Tirreni, prosegue verso ovest con il monte Cerreto ( 1316 m.), e il monte San Michele (1444 m.), per digradare fino al monte San Costanzo (497 m.), a poca distanza da punta Campanella, l’estremità della penisola. Qusti rilievi sono costituiti da rocce calcaree, sollevate per effetto delle spinte tettoniche dapprima nel Miocene, infine durante il quaternario (gli ultimi 2 milioni di anni). Ne risulta un contesto particolarmente vario: a nord versanti scoscesi e ampi terrazzi su cui si adagiano diversi centri abitati (tra cui le celebri località turistiche di Sorrento e Meta di Sorrento); a sud alte pareti che offrono un paesaggio fatto di strapiombi, canyon e grotte, a cui si sovrappongono arditi terrazzamenti costruiti dall’uomo per coltivare anche gli angoli meno accessibili, che ancora oggi vengono raggiunti solo a piedi o a dorso di mulo. Per effetto del particolare microclima dovuto all’esposizione, oltre alla vite e all’ulivo è qui diffusissima la coltivazione degli agrumi. Quanto alla vegetazione spontanea, sul mare e sui versanti meglio esposti predominano il carrubo e l’olivastro; nella fascia intermedia compaiono il leccio, l’orniello e la roverella e arbusti come il corbezzolo e l’erica; alle quote maggiori abbondano il castagno e l’ontano, ma anche il carpino, il frassino e il faggio. Non è raro assistere a spettacolari fioriture anche in pieno inverno.

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Ravello, una terrazza sul golfo
Ravello, una terrazza sul golfo

Dal 2003 buona parte di questo territorio è tutelata dal Parco Regionale dei Monti Lattari, che ha il difficile compito di coniugare e rendere sostenibile lo sviluppo della costa, ben lanciata nell’industria del turismo, con quello delle zone interne, spesso ignorate. Il centro principale del versante meridionale della penisola è Amalfi, celebre per il suo passato di repubblica marinara, in perenne competizione con le potenti Venezia, Pisa e Genova. Oggi è meta turistica tra le più ambite, sia per la sua posizione sul mare, allo sbocco di una valle verdeggiante, sia per i suoi tesori artistici. Poco distante, affacciato da un balcone a oltre 350 m sul mare, si trova il borgo di Ravello con le splendide villa Cimbrone e villa Rufolo. Non sono però da trascurare anche altri centri: imboccando da Salerno verso ovest la statale 163 Amalfitana si tocca Vietri sul Mare, famosa per le produzioni ceramiche, cui segue un’ininterrotta successione di curve dominate da antiche torri edificate per vegliare sulle coste. Si supera il borgo marinaro di Cetara, abbarbicato alla montagna, e si toccano Maiori, Minori, Atrani e infine Amalfi. Poco oltre, da Vettica Minore, si può salire all’altopiano di Agèrola, dove si trova la frazione Bomerano, punto di partenza del primo itinerario. Da Vettica Minore si può anche proseguire lungo costa per Conca dei Marini (nei cui pressi è la famosa grotta dello Smeraldo); da qui, superato con un ardito ponte il cosiddetto Fiordo di Furore, con il suo suggestivo borgo di pescatori, si giunge a Praiano con la torre Asciola e infine a Positano. La statale prosegue alla volta di Sant’Agata sui Due Golfi e scende sul versante settentrionale della penisola, raggiungendo Termini, punto di partenza del secondo itinerario. Un buon periodo per effettuare escursioni sulla costiera amalfitana è la primavera, ma non è raro trovare giornate miti e limpide anche in pieno inverno, quando il peculiare microclima favorisce fioriture particolarmente suggestive. Studiando in anticipo le previsioni meteorologiche, questo potrebbe essere il periodo ideale. Da non sottovalutare comunque il vento, che specialmente in quota può essere molto forte e abbassare repentinamente la temperatura. Importante dotarsi sempre di calzature adeguate e rifornirsi d’acqua prima di mettersi in cammino.

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