Venerdì 7 Ottobre 2022 - Anno XX
Turisti stranieri in Italia, cosa resta sul territorio

Turisti stranieri in Italia, cosa resta sul territorio

Solo il 60% di quanto un turista straniero spende per un viaggio nello Stivale resta poi da noi sotto forma di guadagno. Il restante 40% va a remunerare la filiera estera. I risultati della ricerca del Ciset in collaborazione con Confturismo

Quanto spendono i turisti stranieri con le proprie carte PostePay, MasterCard, American Express e simili per il loro viaggio in Italia? Se arrivano con un tour organizzato, molto poco, considerato che solo il 60% di quanto un turista straniero spende per visitare il nostro paese resta sul territorio (il restante 40% finisce infatti col remunerare la filiera estera). Il dato emerge da una ricerca condotta dal Ciset (Centro internazionale di Studi sull’Economia Turistica) dell’Università Cà Foscari in collaborazione con Confturismo, un’indagine realizzata col duplice intento di valutare l’incidenza del turismo organizzato sul Pil turistico nazionale e individuare quali elementi della filiera turistica italiana rischiano di passare sotto l’egemonia di aziende estere. In pratica si tratta di capire se le carte di credito fanno girare l’economia italiana oppure no. Da una prima fase è emerso che a un maggior livello di organizzazione generale fa spesso seguito un ritorno economico più elevato per il paese prescelto come meta, ragion per cui più è distante il paese di provenienza per il turista più l’organizzazione incide sul flusso totale.

Ricavi bassi per la nostra economia

Un altro interessante punto messo in evidenza dal rapporto riguarda la tipologia di turisti che decide di optare per un viaggio organizzato, con la maggioranza assoluta che preferisce pacchetti organizzati meticolosamente. Questo elemento appare in particolare degno di nota, considerato che contribuisce a sfatare il mito del turista che viene in Italia all’insegna del motto “mordi e fuggi”. A pesare negativamente sul trend rilevato a proposito dell’Italia anche il disposto di alcune normative europee che consentono a molti operatori esteri presenti sul territorio italiano di offrire tutta una serie di servizi; su tutti l’esempio delle guide turistiche, che possono accompagnare il gruppo direttamente in Italia e che da sole costituiscono dal 5 al 15% del costo netto dei servizi. A fornire una spiegazione riguardo il trend messo in luce dal rapporto Mara Manente, direttore del Ciset: “Secondo gli operatori intervistati nell’ambito dello studio, la quota di ricavo a favore dell’Italia si sta riducendo per una serie di criticità, a partire dal ‘fattore web’: gli operatori online possono giocare su mark up più risicati con effetti di abbassamento generalizzato del profitto”.

(02/10/2013)

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