Lunedì 24 Giugno 2024 - Anno XXII

Passion Fruit: la colonna sonora dell’estate

Un titolo, un invito: “Passion Fruit” è il secondo album della cantante e attrice tunisino-napoletana M’Barka Ben Taleb. Un’esplosione di energia e vitalità. L’intervista

M'Barka Ben Taleb. Photo by Eugenio Blasio
M’Barka Ben Taleb. Photo by Eugenio Blasio

In vacanza è più facile fare conquiste, se non addirittura innamorarsi. Complici i paesaggi naturali, l’atmosfera rilassante, il clima caldo, il maggior tempo libero e l’essere più inclini a lasciarsi andare e a fare nuove amicizie. Nel qual caso tutto ciò non fosse sufficiente a far scattare la scintilla, o semplicemente  a “rimorchiare”,  una giusta compilation musicale potrebbe rivelarsi il vostro asso nella manica. Allora perché non giocare d’anticipo e mettere in valigia l’album in grado di sedurre e far capitolare anche un cuore di ghiaccio? Se vi sentite aspiranti corteggiatrici non partite senza prima aver ascoltato Passion Fruit, il secondo album della cantante e attrice tunisino-napoletana M’Barka Ben Taleb.

Una sensuale raccolta di notissime cover e preziosi inediti, che vede la tunisina di Napoli non solo giocare con le lingue (francese, italiano, napoletano, arabo), ma anche interpretare con grande sensualità e ironia brani del calibro di “Je t’aime moi non plus”, la canzone scandalo di Serge Gainsbourg e Jane Birkin, qui riproposta in un’inedita versione etnofunck, e di “Storia d’amore”, il celebre successo di Adriano Celentano trasformato in chiave electro-swing con tanto di tip tap e di giungla jazz. Una rilettura al femminile di due brani maschili che per la voce calda e dalla incontenibile carica sensuale della “leonessa magrebina” hanno rappresentato una sfida divertente e interessante, impensabile solo qualche anno prima della sua duplice esperienza sul set con John Turturro, prima nel film dedicato alla canzone napoletana di ieri e di oggi (Passione da cui è nata l’idea dello spettacolo Passione Tour), poi nell’affresco ebraico-newyorkese (Gigolò per caso), che l’ha vista al fianco di Woody Allen, Sharon Stone e altri divi hollywoodiani.

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Napoli dall'alto
Napoli dall’alto

Ci sono incontri – ci racconta M’Barka Ben Taleb – che cambiano un’artista. Dopo il set di ‘Passione’ e il successivo tour, per cui ringrazio ancora John Turturro e Federico Vacalebre, i ciak newyorkesi con Woody Allen, Sharon Stone, sono stati per me più che formativi, confermativi, mi hanno infatti spinta a credere definitivamente nelle mie potenzialità, a cambiare suono, team e staff, ma non me stessa. Le canzoni che canto in questo disco, che siano prese in prestito da divi celeberrimi e strepitosi autori o scritte per me da veri amici, servono per dire chi sono, chi ero, chi sarò”.

Passion Fruit è infatti un disco di svolta, di trasformazione, di orgogliosa accettazione di sé. “Dopo tanti anni trascorsi al fianco dei grandi della canzone napoletana e tanta musica etnica, ho sentito l’esigenza di sposare una musica più moderna e di lavorare a un disco con musiche nostalgiche degli anni ’70 molto orecchiabili mescolando la lingua della mia terra a quelle delle terre che mi hanno accolta (l’Italia e Napoli, la Francia, la Spagna)”.

 

In Passion Fruit c’è un brano che più ti rappresenta?
Tutti mi rappresentano e tutti li ho cantati con grande amore. Questo album l’ho dedico a tutte le donne del mondo. 

 

Perché la scelta delle cover?
Perché è un peccato che i brani del passato finiscano nel dimenticatoio. 

 

Agli interpreti originali credi che piacerebbe questa tua rilettura dei loro pezzi?
Secondo me sì. Penso di averli (ri)fatti bene e sempre nel rispetto della versione originale (nel disco anche Guaglione, Nun te scurda’” degli Almamegretta, la “Vie en rose” e Besame mucho“, ndr).

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Com’è stato lavorare sul set con Woody Allen e Sharon Stone?
Un’esperienza stupenda, anche umanamente. Credimi se ti dico che sono persone normali, semplici che hanno sempre cercato di mettermi a mio agio. Soprattutto Sharon Stone che, sapendo che non conosco l’inglese, mi ha sempre parlato in italiano, che lei sa benissimo. Con me lei si è sempre dimostrata dolce e delicata. Sia lei che Woody Allen sono poi dei grandi lavoratori. 

Passion Fruit: la colonna sonora dell'estate

Ti hanno dato qualche consiglio?
Sharon mi ha fatto i complimenti per la mia musica e mi ha incoraggiato a continuare. Mi ha detto: “I tuoi sacrifici si notano, vai avanti così, non mollare!”.

 

Toglimi una curiosità ma come sei capitata a Napoli?
Vivo a Napoli da quando avevo 28 anni. E la trovo una città meravigliosa, in tutti i sensi. Mi ricorda poi molto la Tunisia, il mio paese d’origine. Nei suoi vicoli e nei napoletani ritrovo molto del mondo arabo.

 

Invita i nostri lettori a venirla a scoprire.
Fatelo subito! Napoli è da vedere assolutamente perché è una città stupenda, ricca di storia, d’arte, di cultura e poi è multietnica. Da vedere poi c’è anche Capri, Ischia, Sorrento, il Vesuvio. Mi spiace che ci siano tanti italiani che non conoscono l’Italia, che è tutta bella. Un Paese come il nostro gli altri se lo sognano.

 

Cosa ti guida nel decidere se cantare un brano in una lingua piuttosto che in un’altra?
La scelta avviene in maniera molto spontanea. Ti posso assicurare che non c’è nulla di studiato a tavolino. Ascolto un brano e decido come farlo a seconda di come me lo sento più mio. “Guaglione“, ad esempio, ho deciso di cantarlo in arabo, in napoletano e francese perché me lo sentivo così. “Storia d’amore” invece non ho voluto cantarla nella mia lingua.

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C’è un momento della giornata più indicato per ascoltare Passion Fruit?
Di giorno, la sera, di notte. Credo sia giusto per qualsiasi momento. Per apprezzarlo fino in fondo consiglio di sentirlo più di una volta. È un disco allegro, bello da portare con sé in vacanza. 

 

Una volta terminata l’intervista, M’Barka Ben Taleb mi ha fatto promettere, in quest’ordine, che avrei ascoltato tutto l’album per intero (per prepararmi all’intervista mi ero limitata ad ascoltare i brani a me già conosciuti, ma ho subito rimediato), che avrei noleggiato il dvd di Passione e Gigolò per caso (fatto!) e che avrei programmato al più presto un viaggio a Napoli (annotato in agenda tra i buoni propositi da rientro dalle ferie estive). A questo punto spero che anche lei mantenga la sua promessa: una volta giunta a Napoli mi farà da guida.

(21/07/2014)

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