Sabato 26 Settembre 2020 - Anno XVIII
Nella regione delle Fiandre per scoprire Leuven

Nella regione delle Fiandre per scoprire Leuven

Mi avevano parlato spesso di Leuven, per noi Lovanio e sempre in termini molto positivi ed ero curioso di capire i motivi di questo entusiasmo. Finalmente siamo riusciti a visitare questa citta del Belgio e ho capito il perché di questa fama positiva

Leuven

Per fare capire dove ci troviamo, siamo nella regione delle Fiandre, nella provincia del Vlaams Brabant, il Brabante fiammingo, a circa una trentina di chilometri a nord-est di Bruxelles. Arrivarci è facilissimo perché l’aeroporto internazionale di Zavendem è solo a un quarto d’ora di treno. La prima impressione mentre il treno sta avvicinandosi alla stazione è quella di una città ordinata, con case basse, spaziosa con molta campagna attorno. Una volta scesi giungiamo in una piazza circolare dominata dal monumento ai soldati belgi che ci fa capire come, purtroppo, Lovanio o Leuven sia stata pesantemente colpita durante le due Guerre Mondiali.

Leuven, perfetta da girare a piedi e in bici

Leuven

La città ha forma circolare, “chiusa” da una sfila di viali che ricalcano l’antico andamento delle mura, proprio al centro c’è l’antica piazza del mercato, il Groote Markt attorno al quale si diramano delle piccole viette. Le dimensioni sono umane. Il diametro massimo è solo di due chilometri, perfetto per girare in a piedi o in bicicletta. Le due ruote sono il mezzo ideale con il quale ci si può facilmente muovere all’esplorazione non solo del centro storico ma anche dei dintorni, infatti ci sono bici dappertutto e, addirittura c’è gente che usa quotidianamente le due ruote per recarsi a Bruxelles su una pista ciclabile lungo il canale che passa per Mechelen un tempo importante via d’acqua per le merci. Visto il regolare congestionamento dell’autostrada, nelle ore di punta, ci si mette meno che andare in macchina.

L’acqua, l’elemento fondamentale

Leuven

L’acqua è fondamentale per Leuven. È stata costruita su un fiumetto, il Dyle che è lungo solo 86 chilometri ma nel suo percorso attraversa numerose città e sbocca nel Rupel che, a sua volta è tributario della Schelda e dì conseguenza ha l’accesso al Mare del Nord. Insomma Lovanio, nel Medioevo, potè nascere e svilupparsi come centro commerciale e produttivo, specialmente tessile. Ma non solo, l’acqua è una materia prima fondamentale per un altro prodotto: la birra. Mentre in città non esiste più una sola filanda, Leuven è la capitale mondiale della birra. 1366 è l’anno di nascita della più antica birreria della città, la Den Hoorn [il corno], che diventerà Artois nel 1708 dopo l’acquisizione da parte del signor Sebastian Artois, mastro birraio e aggiungerà il nome Stella da un tipo di birra creata appositamente per il Natale 1926.

Stella Artois, la storia della birra

Leuven

Stella Artois appartiene a InBev, il gruppo birraio più importante al mondo che ha fabbriche in ogni dove ma il cuore è saldamente ancorato a Leuven. La vecchia fabbrica esisterà ancora per poco tempo sulla sponda del Vaartkom, il porto canale che fino alla fine del XX secolo era il cuore dell’attività produttiva e commerciale di Leuven. I tempi cambiano e al successo è seguito il degrado finché – nel 2007 – si è presa la decisione di riconvertire l’area del Vaartkom in un nuovo quartiere dove si mescolano spazi residenziali, creativi e sociali. I lavori stanno procedendo velocemente e in parte sono già completati. Rimane in piedi solo la vecchia birreria, ormai quasi un rudere, che sarà abbattuta e ne rimarranno solo poche vestigia. La nuova grande fabbrica è stata spostata poco lontano da quella vecchia e occupa una vasta area di fianco alla stazione. È possibile visitare gli enormi impianti e colpisce il fatto che le persone che ci lavorano sono pochissime, impegnate per lo più nel controllo della produzione ormai quasi completamente automatizzata. Il tour finisce, doverosamente, alla birreria, per numerosi assaggi compresi nel prezzo del biglietto d’ingresso.

Produzione casalinga

Leuven

Leuven ospita, come detto, il gruppo birraio più grande al mondo ma anche l’Huisbrouwerij Domus, un microbirrificio all’inizio di Tiensestraat, in pieno centro. Quando si dice dal produttore al consumatore, tutta la birra fabbricata è venduta sul posto nella birreria e nel ristorante annesso. La fabbrica si trova in un edificio apposito collegato al locale da una tubazione. La produzione è minima, sufficiente solamente per il consumo interno e producono solo tre tipi di birra differente, la chiara e la scura, più un’altra prodotta solo occasionalmente. Il fatto di avere una produzione casalinga permette al ristorante di adoperare la birra come ingrediente per le sue ricette, nella carne di manzo o di coniglio stufata, ma anche nei dolci e perfino nel gelato.

Escursioni nei… locali!

Leuven

Tra questi due estremi produttivi Leuven ha un’offerta unica di birre e luoghi dove degustarle. Sicuramente in Belgio non c’è nessun’altra città con un rapporto così alto tra abitanti e locali e anche nel mondo credo che Leuven abbia pochi rivali. Il rapporto con la birra è così stretto che esiste un’agenzia viaggi specializzata nelle escursioni a tema, sia in provincia, sia in città. Ho provato il giro “breve” che comunque visita cinque locali diversi con, ovviamente, cinque assaggi di altrettanti tipi di birre belghe, dalla Lambic, la birra a fermentazione naturale, asprigna e fresca, alla Geuze, ottenuta miscelando due lambic una già invecchiata e una più giovane che causa una fermentazione secondaria in bottiglia. La stessa fermentazione secondaria che troviamo nelle Witbier, birre bianche, speziate e non filtrate. Molto famosa e altrettanto tipica, anche se personalmente non mi piace, è la Kriek, una birra alla ciliega base di Lambic. E poi, come non ricordare le birre d’Abbazia? Un altro esempio è la Groote Markt, uno spiazzo rettangolare grande più o meno come un campo da calcio. Lungo tutta la piazza ci sono due farmacie, una scuola e la sede dell’Università. Tutto il resto sono locali, i cui tavolini si allungano fino a lasciare solo uno stretto spazio per i pedoni, quasi un sentiero. Anche se i locali sono di gestori diversi la piazza nel suo insieme è Il bar più lungo d’Europa, naturalmente sempre affollato.
I clienti migliori dei bar sono gli studenti. Quando papa Martino V, il 9 dicembre 1425, fondò l’Università Cattolica, iniziò la fortuna di Leuven. L’ateneo è internazionalmente riconosciuto di altissimo livello, specialmente nel campo della medicina e della bioingegneria, erede di un’antica tradizione. A molti il nome di Andreas Vesalius dirà poco ma questo grande medico è stato l’autore di “De Humanis Corporis Fabrica”, il primo libro di anatomia uman, pubblicato a Basilea nel 1543. Vesalio fu uno dei più importanti allievi dell’universita di Lovanio e il 500° anniversario della sua nascita sarà celebrato con una grande mostra che si terrà dal 1° ottobre 2014 al 18 gennaio 2015 (Info: www.vesaliusleuven.be).

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