Domenica 15 Settembre 2019 - Anno XVII
Le Marche a Milano fanno incontrare musica, cibo e arte

Le Marche a Milano fanno incontrare musica, cibo e arte

Presentata a Milano la ventiseiesima edizione del Festival, “Tipicità”, in programma a Fermo dal 3 al 5 marzo 2018. Tipicità culinarie accompagnate da un piacevolissimo show di arie rossiniane. Visita a Palazzo Marino per ammirare la “Sacra Conversazione”, dipinto di Tiziano del 1520

Tipicità Fermo 2018Se dico all’Angelo Serri e all’Alberto Monachesi (notoriamente marchigiani sennò mica avrebbero messo su Tipicità) che Rossini era “rumagnòl” (per la precisione, di Lugo) va a finire che quelli non mi invitano più ad happenings con sbafatina officiati, oltretutto in amene locations (ho appena ascoltato i tanti politici lardellanti la manifestazione di promozione delle Marche, organizzata al milanese Piccolo Teatro da Angelo & Alberto, e a furia di inglesismi non so più scrivere nell’italica lingua del marchigiano Leopardi).
Tipicità omaggio-a-RossiniPerché, d’accordo, il (forse) più grande Genio della musica lirica italiana, nacque, sì a Pesaro, ma, e ripeto, ma, il suo babbo (così si dice colà) e sua madre erano di Lugo (beninteso quella di Romagna) e lì fu, per certo, concepito, me l’hanno garantito burdèl storicamente ben informati. Ad ogni buon conto questo incipit, anzi, ouverture, rossiniana può non essere casuale per il semplice motivo che la (molto ben riuscita) manifestazione di “ Tipicità ” ha avuto (quasi ‘a risarcimento’ delle tante, ma vanno capiti, elucubrazioni microfonate dei politici, e vabbè, senza di loro sarebbe anarchia, e qualche marchetta devono pur farla) come highlight un piacevolissimo show (due eccellenti cantanti e maestro al pianoforte) di arie rossiniane.

Fermo Forum Tipicità 2018

Tipicità gastronomicheDopodiché, ça va san dire, esibita tanto deliziosa cultura (musicale), “ Tipicità ” non poteva, business is business, che fare la rèclame alla sua, prossima, 26ma edizione, beninteso, noblesse oblige, al Fermo Forum, tra le dolci colline marchigiane, dal 3 al 5 marzo 2018. Ma, da quel che ho capito, a “Tipicità” non si parlerà, si fa per dire, soltanto di Lu Magnare (ancorché chi scrive goda come un matto a innaffiare il sullodato insaccato con la spumeggiante Vernaccia di Serrapetrona). No, l’Angelo Serri ha infatti precisato che a Fermo (n.b. chi vi andasse dedichi almeno un paio d’ore alla Biblioteca, ne uscirà sbalordito e oltretutto un po’ meno incazzato coi Papi, che, in effetti, nelle Marche qualcosa di buono la fecero) si faranno conoscere (anche) altri dettagli, nel senso di altre cose, e vicende, non solo mangerecce, epperò “Tipiche” delle Marche. Perché sappiamo tutti delle tante altre Eccellenze inventate da ‘sti marchigiani tipo la moda, l’istruzione (vedi Camerino), i traffici (in quel di Ancona) e, last but not least, l’artigianato (ebbene sì! il bel cappello di paglia colà donatomi si è ormai logorato eppertanto … a Montappone voglio tornar…).

A palazzo Marino per ammirare un dipinto di Tiziano

Tipicità Marche Fermo 2018Ma, culturalmente parlando, al marchigiano happening milanese spetta pure un ulteriore merito (quanto, invece, al Pappare, ultima, breve parentesi, un bel basìn vada a Donna Rosa – ahimè non presente – con le sue paradisiache Olive all’ascolana , che, come diceva, quand’erano ancora permesse, un’antica rèclame sull’autostrada To – Mi, Valgono il viaggio). Sto per congedarmi da “ Tipicità ” (nel senso dell’Angelo Serri e dell’Alberto Monachesi) e scopro che un gruppetto di acculturati ospiti di “ Tipicità ” sta partendo per palazzo Marino (ispanico edificio di famiglia della manzoniana Monaca di Monza, adesso, ameni scherzi della storia, residenza del sìndic, le cui grida, però, sono sempre meno ascoltate da una città che pensa solo ai danèe).

Tipicità Pala-Sacra-Conversazione-di-Tiziano

La Pala della “Sacra Conversazione” di Tiziano e sposta a Palazzo Marino

Mi accodo fiducioso e con gioia scopro che (invece di andar lì a sentire l’ennesimo politico, ancora un po’ e si diventa tutti anarchici…) si va ad ammirare (sì, finalmente anch’io a una sorta di vèrnissage, inaugurazione l’indomani) un meraviglioso – è dir poco – dipinto di Tiziano, del 1520, la “Sacra Conversazione” (milanesi, popol mio, non perdetevela). Una gita in Milano (dal Piccolo Teatro a Palazzo Marino) sponsorizzata dalle Marche per andare a vedere un’opera del venexian Tiziano (tant’è che ai piedi della madonna si ammirano san Marco e i palazzo Ducale)? Eh, sì, perché questo meraviglioso, non meno che ‘vasto’, dipinto è stato g.c. dalla pinacoteca ‘Francesco Podesti” di Ancona. Ma che balossi (e ‘tipici’) sono mai, ‘sti marchigiani…
Nel tornare a casa, in Porta ‘Romana’ scopro che al Palazzo Reale hanno appena inaugurato una mostra dedicata alle inquietanti foto di James Nachtwey. Inquietanti è dir poco. Perché Nachtwey, copio dal dèpliant gentilmente omaggiato, “Da sempre fotografa il dolore, l’ingiustizia, la violenza, la morte”. Eppur, a vedere ‘sta tristissima dimostrazione di quanto, almeno al qui scrivente, l’Uomo ‘faccia pena’, bisogna andare e vederla.
Info: www.tipicita.it/

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