Castelfranco Veneto (TV), amena città dalla cinta muraria medievale, vanta una ricca eredità culturale e storica. Tra i suoi personaggi illustri, oltre al Giorgione, insigne pittore del Rinascimento, spicca l’architetto Francesco Maria Preti, rilevante figura dell’epoca illuminista, nato nel 1701 e scomparso il 23 dicembre 1774.
La città ne celebra il 250° anniversario della morte con una mostra diffusa distribuita in tre prestigiose sedi: il Teatro Accademico, il Museo Casa Giorgione e Palazzo Soranzo Novello.
L’esposizione, intitolata “Studiosi e libertini. Il Settecento nella città di Giorgione. Francesco Maria Preti”, sarà visitabile dal 26 gennaio al 6 aprile 2025, offrendo così ampio spazio per riscoprire e celebrare un periodo che ha avuto un impatto profondo e duraturo sulla storia culturale della città e del Veneto.
La mostra presenta un ricco repertorio di dipinti, disegni, sculture, documenti storici (mappe, lettere, volumi), manufatti in ceramica e argento, strumenti musicali, oggetti liturgici, arredi e costumi dell’epoca.
Castelfranco Veneto, studiosi e libertini del Settecento
Castelfranco Veneto fu nel Settecento un vivace crocevia culturale, dove gli ideali del razionalismo illuminista si fusero con le tradizioni umanistiche del Rinascimento.
In questo crogiolo di idee innovative, emersero influenti personalità di “studiosi e libertini“, pensatori indipendenti e illuminati, capaci di rivoluzionare il pensiero scientifico e filosofico, promuovendo una visione più consapevole e razionale della vita.
Nella mostra diffusa, l’architetto Francesco Maria Preti emerge come anello di congiunzione tra le opere architettoniche da lui progettate e gli oggetti nati dal fervore fisico-scientifico del XVIII secolo.
Le accademie locali, infatti, animate da personalità eminenti come il Preti e altri intellettuali, si trasformarono in centri di studio e divulgazione delle nuove scoperte scientifiche.
L’eredità e le opere di Francesco Maria Preti
L’eredità di questo straordinario fermento intellettuale e culturale è ancora visibile oggi a Castelfranco Veneto in numerosi tesori architettonici e artistici del periodo. Il Duomo progettato dal Preti, le ville venete tra cui Villa Pisani a Stra (VE) e le opere d’arte custodite nei musei locali, testimoniano la vitalità e il raffinato legame tra arti e scienza che caratterizzò il Settecento.
Fedele ai principi illuministi, Preti applicò nel Duomo e nel Teatro la Media Armonica Proporzionale, una regola matematica che garantiva un’acustica ottimale grazie a sofisticati calcoli.
Architetto eclettico e uomo dai mille interessi, Preti fu profondamente attratto da discipline come filosofia, logica, metafisica, morale, fisica e matematica.
Si dedicò inoltre allo studio delle lingue – tra cui il latino e il francese – e a campi come la numismatica, la cosmologia e la letteratura antica e moderna.
Grande amante della musica, suonava il clavicembalo e la spinetta, e si dilettava nella composizione di sonetti e poesie.
Le tre sedi della mostra
Nel Teatro Accademico, progettato da Francesco Maria Preti e fulcro della vita intellettuale del Settecento, sono esposti suoi documenti e progetti in uno spazio scenografico di 48 metri quadrati. Al Museo Casa Giorgione, l’arte dialoga con la storia, evidenziando il legame tra le tradizioni rinascimentali e l’innovazione illuminista, con un focus particolare su ambiti come la matematica e la medicina.
Infine, Palazzo Soranzo Novello accoglie una ricca collezione di manufatti, arredi e costumi del tempo, offrendo uno spaccato della quotidianità e del gusto del XVIII secolo.
Un itinerario immersivo che guida i visitatori alla scoperta del Settecento castellano attraverso un’affascinante unione fra arte, scienza e architettura. Tra le eminenti figure emergono lo scienziato e architetto Giovanni Rizzetti (1675–1751), il matematico Jacopo Riccati (1709–1790) e i fratelli Vincenzo e Giordano Riccati, anch’essi celebri matematici.
La rassegna è promossa dal Comune di Castelfranco Veneto, Assessorato alla Cultura, e dai Musei Civici Castellani, con il contributo della Regione del Veneto, il patrocinio della Provincia di Treviso e da numerosi partner e sostenitori. La curatela è affidata a Danila Dal Pos (in comitato scientifico: Paolo Barbisan, Andrea Bellieni, Stefania Colonna Preti, Fabrizio Malachin, Moira Mascotto e Lavinia Colonna Preti discendente del celebre castellano).
La mostra è arricchita da un catalogo edito da Antiga, che raccoglie saggi e schede di numerosi studiosi d’arte, offrendo un ulteriore strumento per approfondire il contesto culturale e scientifico del Settecento castellano.
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