
C’è un posto, a Ravenna, dove la luce fa magie da quasi duemila anni. Entra obliqua, colpisce le superfici dorate dei mosaici di San Vitale e Galla Placidia, e trasforma la materia in qualcosa di sospeso tra il reale e il soprannaturale. Ora, a pochi passi da quelle tessere millenarie, il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna – ha inaugurato uno spazio che sembra rispondergli attraverso i secoli: la Galleria Paolo Roversi, aperta dal 21 maggio 2026 con carattere permanente.
Permanente, sì. Non una mostra da vedere “prima che chiuda”, ma un luogo che d’ora in poi entra stabilmente nel percorso culturale della città. E questo cambia il modo di pianificare un viaggio a Ravenna: ai mosaici, a Dante, alle basiliche e alle passeggiate nel centro storico si aggiunge una nuova tappa contemporanea, intima e luminosa.
Chi è Paolo Roversi (e perché importa)

Se il nome non vi dice nulla, probabilmente avete comunque già incrociato il suo sguardo.
Paolo Roversi è nato a Ravenna nel 1947 e, prima di diventare uno dei grandi fotografi della moda internazionale, ha mosso i primi passi nel fotogiornalismo.
Poi Parigi, gli incontri giusti, le riviste, le campagne, lo studio: da lì è nato un linguaggio riconoscibile, capace di portare la fotografia di moda molto oltre la moda.

I suoi scatti – spesso realizzati in pellicola, con lunghe esposizioni e tecniche analogiche quasi ‘alchemiche’ – non documentano la bellezza: la evocano. I volti sembrano emergere dal buio o dissolversi nella luce, come presenze fragili e luminose sospese fuori dal tempo.
Kate Moss, Naomi Campbell, Stella Tennant, Natalia Vodianova, Rihanna, Golshifteh Farahani: sono alcuni dei nomi passati davanti al suo obiettivo. Ma la forza di Roversi sta proprio qui: anche quando fotografa un volto celebre, riesce a togliergli rumore, cronaca, superficie. Lo porta in un’altra dimensione. Più silenziosa, più poetica, più sua.
L’esperienza in galleria

La Galleria Paolo Roversi non è pensata come un semplice contenitore di fotografie. Il percorso richiama lo spazio dello studio fotografico, luogo centrale nella pratica creativa dell’artista, e lo trasforma in un ambiente teatrale e immersivo. Ritratti iconici, fotografie di moda e nature morte si alternano in un itinerario dove la luce guida il visitatore come farebbe un direttore della fotografia sul set.
Non si “visita” soltanto questa galleria: la si attraversa. Ed è una distinzione che fa la differenza.
Il nuovo spazio raccoglie una parte importante dell’universo visivo di Roversi e nasce anche dal forte legame dell’artista con la sua città. Oltre cento fotografie entrano così nel racconto culturale di Ravenna, non come semplice omaggio celebrativo, ma come un ponte tra memoria personale, ricerca artistica e identità del luogo.
Il dialogo con Ravenna: non un caso, una necessità

Il legame tra Roversi e Ravenna non è solo biografico. È estetico, quasi filosofico. Nei suoi lavori si ritrovano le stesse qualità che rendono unici i mosaici bizantini ravennati: la luce che non si limita a illuminare, ma costruisce l’immagine, la attraversa, la trasforma.
In entrambi i casi, sia nelle tessere auree di San Vitale e Galla Placidia sia negli scatti in pellicola del fotografo, c’è un’idea di tempo stratificato. Qualcosa che non appartiene del tutto al presente e non vuole diventare passato. Qualcosa che resta lì, sospeso, a chiedere allo sguardo di rallentare.
Mettere la Galleria Roversi dentro il MAR, a Ravenna, è dunque un gesto curatoriale molto coerente. Per chi organizza un viaggio in città, significa poter costruire un percorso ideale che unisce antico e contemporaneo in modo naturale: dai mosaici patrimonio UNESCO alla fotografia di moda del Novecento e oltre, passando per un’unica, ininterrotta riflessione sulla luce.
Una nuova tappa per scoprire Ravenna

La galleria è anche un buon motivo per tornare a Ravenna, magari per chi pensa di averla già vista. Perché la città dei mosaici non vive soltanto del suo passato straordinario: continua a produrre visioni, a intrecciare linguaggi, a mettere in dialogo epoche lontane.
Il MAR, ospitato nella suggestiva Loggetta Lombardesca, aggiunge così un tassello importante al mosaico culturale ravennate. E la parola “mosaico”, qui, non è scelta a caso. Perché Ravenna è proprio questo: una città fatta di frammenti preziosi, di dettagli che brillano quando la luce li colpisce nel modo giusto.
Con la Galleria Paolo Roversi, quel bagliore arriva fino alla fotografia contemporanea.
Informazioni pratiche
La Galleria Paolo Roversi si trova al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, in via di Roma, 13. L’ingresso alla galleria è compreso nel biglietto del museo.
Orari: martedì-sabato 9.00-18.00; domenica e festivi 10.00-19.00. Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude mezz’ora prima.
Contatti: telefono +39 0544 482477; e-mail info@museocitta.ra.it.
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