Tra le colline e il mare della provincia di Ancona, nove comuni svelano il loro volto più autentico. Un itinerario slow tra profumi di mosto, antichi legumi, profumi di pane appena sfornato e misteri medievali.
Quando l’estate cede il passo alle prime arie fresche, le colline dell’entroterra marchigiano cambiano abito. I filari si tingono d’oro e di rosso, l’aria profuma di mosto e i ritmi vacanzieri dell’alta stagione lasciano spazio a un’atmosfera intima e accogliente. È qui, nel cuore della provincia di Ancona, che la Val Mivola — territorio nato dall’unione virtuosa di nove comuni distesi tra i fiumi Misa e Nevola (Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Ostra, Ostra Vetere, Senigallia, Serra de’ Conti e Trecastelli) — offre il meglio di sé.

Unire la costa adriatica di Senigallia alle rocche fortificate dell’interno significa regalarsi un viaggio dal sapore autentico: un susseguirsi di cantine aperte, piazze in festa, tradizioni contadine vive e tavolate conviviali dove riscoprire il valore del tempo.
Arcevia: la Festa dell’Uva e i tesori del “Belvedere delle Marche”
Il viaggio parte dal centro storico di Arcevia, antica Rocca Contrada arrampicata in una posizione panoramica che le è valsa il titolo di “Belvedere delle Marche”. Dal 24 al 27 settembre 2026, il borgo celebra la sua anima agricola e conviviale con la Festa dell’Uva, giunta quest’anno alla sua 70ª edizione.

Tra le manifestazioni più longeve della regione — recentemente insignita del Premio “Evento di Qualità” al Senato della Repubblica —, la festa è una vera e propria immersione nell’arte della vendemmia. Passeggiando tra le architetture medievali ci si imbatte nelle tipiche “Locande del Buon Ristoro”, dove degustare i vitigni locali e i piatti della tradizione arceviese. Da non perdere la sfidante “Vergara in Gara”, un’avvincente competizione tra sfogline per eleggere la miglior tagliatella fatta a mano.

Tra uno spettacolo e un calice di vino, la visita ad Arcevia non può tralasciare la Collegiata di San Medardo, uno straordinario museo diffuso che custodisce capolavori di Luca Signorelli, Giovanni Della Robbia ed Ercole Ramazzani, oltre alle imponenti mura perimetrali con scorci mozzafiato sulla vallata.
Senigallia: profumo di lievito e fascino rinascimentale sulla costa
Dal 9 all’11 ottobre 2026, la scena si sposta sul mare. Senigallia accoglie infatti Pane Nostrum – Salone Nazionale dei Lievitati, un evento che trasforma il Foro Annonario, Piazza Manni e il centro storico nella capitale italiana della panificazione.

L’appuntamento catalizza l’interesse di grandi maestri del settore B2B, ma offre anche un percorso esperienziale unico per il grande pubblico. Tra show cooking, masterclass sulle farine alternative e degustazioni guidate, il cuore pulsante dell’evento è la “Temporary Bakery”, un forno a vista dove assistere dal vivo alla nascita di pani, pizze e dolci artigianali.

L’occasione è perfetta per esplorare Senigallia fuori stagione: dalla celebre Spiaggia di Velluto, romantica e deserta, a una passeggiata sotto i Portici Ercolani che costeggiano il fiume Misa, fino all’imponente Rocca Roveresca, maestoso esempio di architettura militare rinascimentale.
Corinaldo: tra incantesimi di Halloween e mura da primato
Borgo da fiaba racchiuso da una cinta muraria poligonale di quasi un chilometro — tra le meglio conservate dell’Italia centrale —, Corinaldo ad ottobre rivela il suo lato più misterioso e goliardico. Il 24, 25, 30 e 31 ottobre torna infatti la celebre Festa delle Streghe, la storica manifestazione che trasforma i vicoli in un set a cielo aperto illuminato da fiaccole e zucche intagliate.

Tra taverne tipiche, tunnel della paura, laboratori per bambini ed eventi musicali firmati Radio Halloween, la manifestazione culmina con l’elezione di “Miss Strega” e con spettacolari giochi pirotecnici.

Al di là dei giorni di festa, Corinaldo conquista a ogni passo: percorrendo i camminamenti di ronda tra torri e torrioni o salendo la scenografica Scalinata della Piaggia (109 gradini che ne tagliano il centro), ci si imbatte nel leggendario Pozzo della Polenta, fino a raggiungere il Teatro Goldoni e il Santuario di Santa Maria Goretti.
Piticchio e Serra de’ Conti: borghi fortificati e antichi sapori
L’autunno nella Val Mivola prosegue il suo viaggio riscoprendo l’anima contadina dei suoi castelli più intimi.

- La Festa d’Autunno a Piticchio (6-8 novembre 2026): In questo suggestivo castello arceviese cinto da mura quattrocentesche, la tradizione di San Martino prende vita tra le vecchie cantine. Stand gastronomici propongono polenta, cinghiale in umido, baccalà e dolci tipici marchigiani. Oltre al camminamento di ronda percorribile lungo tutto il perimetro, Piticchio riserva una sorpresa culinaria e culturale: il Museo del Giocattolo, con oltre 4.500 pezzi d’epoca in legno, latta e ghisa.

- La Festa della Cicerchia a Serra de’ Conti (27-29 novembre 2026): A chiudere in bellezza la stagione è il festival dedicato a questo legume antico, considerato per secoli la “perla di terra marchigiana”. Per tre giorni, il centro storico illuminato da bracieri e ceri profuma di zuppa di cicerchia servita nella pagnotta, cresce farcite e vino Verdicchio. L’evento è arricchito da botteghe di antichi mestieri e dall’apertura straordinaria del Museo delle Arti Monastiche “Le Stanze del Tempo Sospeso”, un affascinante percorso audioguidato all’interno dell’ex Monastero di Santa Maria Maddalena.

Attraversare la Val Mivola in autunno significa concedersi un’esperienza di viaggio autentica: un itinerario lento che unisce la bellezza del paesaggio collinare marchigiano al valore delle tradizioni gastronomiche che continuano a vivere di generazione in generazione.
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