La rinascita del Design Museum Gent: la capitale delle Fiandre ridefinisce il futuro del viaggio e dell’arte

C’è un momento preciso in cui una città d’arte decide di smettere di essere solo custodia del passato e sceglie di farsi laboratorio del domani. Per Gent, raffinata perla delle Fiandre solcata da canali e intrisa di storia, quel momento ha una data prefissata: il 3 ottobre 2026.

Design Museum Gent, musei Fiandre, viaggio a Gent,

Dopo un imponente intervento di ampliamento e metamorfosi architettonica, riapre finalmente al pubblico il Design Museum Gent. Con i suoi 6.500 metri quadrati complessivi — di cui ben 3.700 interamente dedicati alle esposizioni — si riconferma la più grande e dinamica istituzione del Belgio consacrata alla cultura del progetto, pronta a svelare un patrimonio di oltre 24.000 opere.

Disegnato a sei mani dagli studi di architettura Carmody Groarke, ATAMA e RE-ST, il nuovo volto del museo non è una semplice aggiunta di metri quadri, ma una dichiarazione d’intenti. La nuova struttura s’inserisce come un ponte ideale tra passato e modernità, collegando per la prima volta l’elegante Hotel de Coninck — dimora storica e sede originaria — con la Wing 1992.

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L’intervento abbatte ogni barriera architettonica e restituisce alla città il suo storico cortile interno, trasformato in un rigoglioso giardino urbano attorno a cui ruota l’intero complesso. Cuore pulsante dell’incontro sociale è la Stadskamer, uno spazio pubblico ad accesso gratuito pensato per dibattiti, workshop e momenti di confronto quotidiani. Un’apertura democratica sintetizzata perfettamente nel motto curatoriale della struttura: “Everything is designed. Everything can be redesigned”.

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• 6.500 mq di superficie complessiva

• 3.700 mq dedicati alle aree espositive

• Oltre 24.000 opere in collezione

• 500 capolavori nel nuovo allestimento permanente

Esplorare la collezione permanentemente rinnovata diventa un’esperienza sensoriale e interattiva. Con la nuova piattaforma Searcher, sviluppata da Olivier Van D’Huynslager, l’intelligenza artificiale si mette al servizio del visitatore: mappando l’intero catalogo, l’algoritmo fa emergere connessioni inattese e associazioni libere tra forme, materiali, sfumature cromatiche e documenti storici.

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Per chi ama la progettazione partecipata, il laboratorio CO-LAB (a cura di Siegrid Demyttenaere) si propone come un cantiere aperto permanente in cui creativi, ricercatori e viaggiatori collaborano per trovare soluzioni di design legate alle sfide ambientali e sociali contemporanee.

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In concomitanza con la riapertura, la città si accenderà inoltre con la prima edizione del Design Fest Gent (fino all’11 ottobre 2026), un festival diffuso che porterà mostre, installazioni interattive e workshop tra le vie e i palazzi storici del centro.

Il percorso di visita prende il via con due grandi appuntamenti curatoriali:

  • Collezione. Models from the Past for the Future (03.10.2026 — 31.12.2029)

Curata da Evelien Bracke, la mostra rievoca lo spirito originario del museo (nato nel 1903 come model museum) esponendo circa 500 opere, il 40% delle quali mai viste prima. Icone firmate da maestri del calibro di Alvar Aalto, Charles e Ray Eames, Victor Horta, Ettore Sottsass e Henry van de Velde dialogano con commissioni inedite realizzate da talenti contemporanei come Kana Arioka, OpenStructures e Victor Verhelst.

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  • Public Matter(s): Design e Democrazia (03.10.2026 — 11.04.2027)

Firmata da Amelie Klein e Vera Sacchetti, la grande temporanea pone una domanda provocatoria: il nostro modo di vivere insieme e prendere decisioni è davvero progettato nel migliore dei modi? Tra installazioni e percorsi interattivi — come il Democracy Fitness Trail — la mostra indaga il legame tra oggetti quotidiani, attivismo, diritti civili e sistemi democratici.

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La ripartenza del Design Museum Gent rappresenta l’incipit perfetto per pianificare un weekend alla scoperta di una delle città più affascinanti e vitali delle Fiandre. Antico centro tessile e fiero nodo commerciale adagiato alla confluenza tra i fiumi Schelda e Leie, Gent offre un contrasto irresistibile tra l’esuberanza giovanile della sua università e la solennità delle sue architetture.

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Un itinerario d’autore non può che iniziare dallo scenografico trittico delle tre torri che domina lo skyline cittadino: la Chiesa di San Nicola, il maestoso Belfort (la torre civica con la sua veduta panoramica) e la Cattedrale di San Bavone, che custodisce al suo interno il celebre capolavoro dei fratelli van Eyck, l’Adorazione dell’Agnello Mistico.

Al calar del sole, le storiche facciate medievali e i ponti sui canali si illuminano grazie a un pluripremiato piano di illuminazione sostenibile, ideato da light designer per valorizzare le architetture riducendo l’impatto energetico.

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Al crepuscolo, la città cambia abito e regala un’atmosfera d’altri tempi. Il consiglio è quello di accomodarsi in un dehor affacciato sull’acqua lungo i moli di Graslei e Korenlei per godersi un aperitivo, prima di lasciarsi tentare dalle eccellenze gastronomiche nei tanti bistrot e ristoranti d’avanguardia del centro.

A cena conclusa, concedetevi una passeggiata notturna: Gent vanta un premiato piano di illuminazione artistica ed eco-friendly, studiato appositamente per far risaltare i profili dei monumenti e i riflessi dei canali nel pieno rispetto dell’ambiente. Un sipario di luce che chiude in bellezza un viaggio sospeso tra l’eredità della storia e il design del futuro.

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