Dalle antiche miniere di sale al genio di Mozart, fino al design avveniristico dell’Hangar 7: un viaggio alla scoperta dell’anima barocca, green e culturale della perla d’Austria.
Dall’Oro Bianco al barocco dei Vescovi
Il sale ha sempre avuto un posto di rilievo nella cultura umana. Nell’antichità era usato per conservare più a lungo i cibi oltre ad essere utilizzato non solo nelle lavorazioni artigianali ma anche in medicina come disinfettante.
Quest’ampio ventaglio di applicazioni lo rendeva estremamente ricercato tanto da divenire perfino moneta allorché fu utilizzato per compensare i soldati romani: nacque così il salario.

Già dall’Età del Ferro i Celti estraevano il sale dalle miniere site nel territorio di Hallein in Austria. Con l’arrivo dei Romani l’estrazione ebbe termine per riprendere nel XII secolo sotto il dominio dei Principi-Vescovi di Salisburgo. Costoro imposero tasse sul commercio dell’Oro Bianco che, estratto nelle vicine miniere, transitava lungo il Salzach, il fiume che attraversava (e attraversa) la città.
Tali ingenti contributi permisero ai Vescovi di costruire sontuosi palazzi barocchi nel centrostorico di Salzsburg, la splendida città che ci accingiamo a visitare.
A casa di Mozart: dove il mito ebbe inizio

Il primo collegamento mentale con Salisburgo è ovviamente legato a Mozart, il precoce compositore che qui nacque il 27 gennaio 1756 e qui compose le principali opere. Pertanto la nostra prima tappa non può che essere la sua casa natale posta al civico 9 di Getreidegasse in piena Altstadt, la città vecchia.
L’originale fabbricato, risplendente col vivace giallo della sua facciata, è costantemente meta di turisti che affollano l’ingresso per l’immancabile selfie. Sulla destra del portale di accesso sono ancora presenti gli storici tre campanelli con pomelli in legno, utilizzati per selezionare l’interno desiderato, come oggi avviene con i moderni citofoni.

Attraverso le strette scale di questo edificio medievale iniziamo il nostro percorso di visita dal terzo piano, per entrare subito in contatto con l’unico ambiente in cui visse la famiglia Mozart.

La piccola cucina è la sola stanza ad aver conservato l’aspetto originale dell’epoca e lascia chiaramente intendere le difficolta di lavorare in spazi angusti, in particolare con la flebile luce delle candele.
Le altre quattro camere, così come gli ambienti dei piani sottostanti, custodiscono cimeli dell’illustre personaggio come il violino d’infanzia, bottoni dei suoi abiti e un portafogli. Non mancano modellini di scenografie, costumi di scena, ritratti di famiglia e vetrine in cui sono esposti accessori di viaggio, come il contenitore in legno colmo di medicinali.
Tra piazze monumentali e cattedrali d’arte
Raggiungiamo il vicino Alter Markt, abbellito dalla Fontana di San Floriano, sul quale affacciano alcuni tra i negozi più eleganti della città (Prada, Louis Vuitton, ecc.) e l’antico Cafè Tomaselli del 1703. Siamo ormai a due passi dai monumenti cittadini più importanti dove il brusio della folla eterogenea di visitatori riempie l’aria con un sottofondo indistinto di idiomi diversi.

La monumentale Piazza della Residenza, appena raggiunta, è abbellita da una fontana barocca che a malapena si scorge a causa della presenza di allestimenti scenici in corso. Da un lato la statua bronzea de Il Cardinale, opera di Pietro Manzù, sembra sorvegliare i portici attraversando i quali intravediamo l’imponente Duomo dove Mozart fu battezzato e in seguito, come giovane organista, accompagnava le funzioni religiose.
Un’alta colonna mariana occupa centralmente piazza Duomo, ampio spazio spesso destinato ad accogliere eventi teatrali ma anche il mercatino natalizio.
Profumo di pane e tradizioni al cimitero di San Pietro
Ora attraversiamo velocemente Kapitelplatz (nella quale ritorneremo) per visitare Petersfriedhof, il cimitero di San Pietro. È un piccolo prato, inserito sul pendio della collina su cui sorge la Fortezza, dove un antico regolamento permette di seppellire solo i monaci benedettini o i discendenti delle storiche famiglie di Salisburgo. Tra le sepolture più famose troviamo quella di Maria Anna, sorella di Mozart, e quella di Santino Solari, l’architetto italiano al quale si deve la realizzazione del Duomo.

Nelle immediate vicinanze del cimitero è presente la Stiftsbäckerei St. Peter, la più antica panetteria della città. Da oltre 700 anni il suo mulino macina la farina di segale per ottenere il tradizionale pane nero cotto nel forno a legna. In attesa che la fila degli acquirenti si esaurisca, è possibile osservare velocemente alcune fasi della lavorazione.
Sulla Fortezza Hohensalzburg: sfarzo barocco e panorami a 360 gradi

Accanto al cimitero è posta la stazione di partenza della funicolare che raggiunge la Fortezza Hohensalzburg posta in cima al colle Festungsberg, alto 542 metri.
Tra gli ambienti più interessanti di questo maniero dell’XI secolo visitiamo la Sala d’Oro posta al terzo piano. Era il salone dei ricevimenti riccamente ornato da un soffitto a cassettoni, sostenuto da quattro colonne a spirale in marmo, decorato con sfere dorate per rendere l’illusione di essere sotto il cielo stellato.
Quest’opera scenografica fu voluta dal principe arcivescovo Leonhard von Keutschach il cui stemma, caratterizzato dal simbolo della rapa, si trova riprodotto in più occasioni.

La stanza attigua, sala da pranzo dell’arcivescovo, era riscaldata dalla monumentale Stufa d’Oro. È ricoperta da formelle di maiolica smaltate e colorate da un verde brillante con figure in rilievo.
Tra le raffigurazioni tridimensionali di santi, imperatori e cavalieri, sporge in un angolo quella del presunto costruttore della stessa stufa.
Prima di lasciare questa residenza non ci resta che raggiungere le terrazze dalle quali si apre un panorama a 360 gradi sulla città di Salisburgo e sulle montagne che la circondano.
Dai set cinematografici di Mirabell alle birre degli Agostiniani

Raggiunto lo Staatsbrücke, il ponte più antico di Salisburgo, tramite la Dreifaltigkeitsgasse dirigiamo verso i giardini che racchiudono, con i loro vivaci colori, il castello di Mirabell.
Le aiuole geometriche, le fontane e le sculture mitologiche che abbelliscono ulteriormente l’intero parco, sono state le scenografie del famoso film musicale “Tutti insieme appassionatamente” (The Sound of Music) del 1965. In una scena del film, in particolare, appaiono i bambini che imitano la posa dei Lottatori, le due sculture poste all’ingresso dei giardini.
Oggi ci è capitato di osservare degli adulti imitare la stessa posa per immortalare se stessi con un selfie: avranno certamente visto il film quand’erano bambini!

Proseguendo nella nostra passeggiata raggiungiamo la Augustiner Bräustübl, il Giardino degli Agostiniani. È una grande area ombreggiata da secolari castagni sotto i quali occupiamo anche noi un tavolino in legno per gustare la birra che qui si produce. Bisognerà pagare solo in contanti per poter prelevare il tradizionale boccale di pietra nel quale sarà versata la bionda, spillata direttamente dalle botti in legno.
Motori, volo e sostenibilità: l’anima contemporanea di Salisburgo
Ora per raggiungere la nostra ultima tappa sarà necessario utilizzare il bus (linea 10 o 27) che in circa mezz’ora ci condurrà all’ingresso del Red Bull Hangar 7.
All’interno dell’avveniristica struttura in vetro ed acciaio sono esposti aerei storici utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale, moderni elicotteri, moto da corsa e auto di Formula 1.

Il comune denominatore di tale collezione oltre alla passione del fondatore di Red Bull, Dietrich Mateschitz, e del pilota Sigi Angerer, può anche essere legato al mito della velocità. Ma gli appassionati dei vari settori spesso non hanno l’opportunità di conoscere più da vicino le loro macchine poiché, essendo perfettamente funzionanti, necessitano di manutenzione che viene effettuata nell’hangar 8, non visitabile.
Per gli amanti del volo comunque c’è sempre la possibilità di provarne l’ebrezza con un giro in elicottero, preventivamente prenotato.

Tutte le visite da noi effettuate sono state agevolate dalla Salzburg Card, acquistabile anche online. Essa permette l’ingresso gratuito su oltre venti siti e sconti per escursioni ed eventi culturali. Da segnalare inoltre l’efficienza del trasporto urbano con bus elettrici e la grande fruibilità di piste ciclabili che rendono Salisburgo, già Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1996, una delle città più green e bike-friendly d’Europa.
Guida pratica e informazioni utili
Prefisso per l’Austria +43
- TSG Tourismus Salzburg GmbH – Auerspergstrasse 6 – 66288987-0 – www.salzburg.info – tourist@salzburg.info
- Casa natale di Mozart – Getreidegasse 9 – 662844313 – apertura giornaliera 09.00-17.30 – museum.service@mozarteum.at
- Petersfriedhof – Cimitero di San Pietro – aperto dalle 06.30 alle 18.00
- Stifsbäckerei St. Peter – Kapitelplatz 8 – lunedì chiuso – 662847898
- Fortezza Hohensalzburg – apertura aprile-novembre 09.00-17.00
- Augustiner Bräustübl – Lindhofstrasse 7 – apertura lunedì-venerdì 15.00-23.00 – www.augustinerbier.at
- Red Bull Hangar 7 – Wilhelm-Spazier-Strasse 7a – 6622197 – apertura giornaliera 09.00-22.00/ domenica e festivi 09.00-17.00 – www.hangar-7.com
Leggi anche: