Mercoledì 23 Settembre 2020 - Anno XVIII
Consigli per i problemi di salute del “viaggiare”

Consigli per i problemi di salute del “viaggiare”

Consigli pratici per evitare i piccoli inconvenienti che si riscontrano quando si va in vacanza in paesi esotici esotici.

Consiglio aereo

Non è statisticamente irrilevante il numero di viaggiatori che, in procinto di affrontare un viaggio in Paesi esotici, si preoccupa dell’aspetto “salute”. Qualche rischio c’è sempre, beninteso, ma le elementari norme di buon senso, prudenza e prevenzione, consentono di affrontare qualunque viaggio in assoluta sicurezza, o quasi. In aereo, si sa, l’ambiente è pressurizzato. Questo significa che anche a un’altezza di circa 9/10.000 metri, ci si sente come in montagna, a 1000, 1500 metri d’altitudine. Qualche problema possono averlo le persone affette da malattie cardiovascolari, cronicamente anemiche o con disturbi respiratori. Quelli sani, si adattano alla grande. Nel caso anche loro abbiamo la sensazione di “orecchio otturato”, specie in fase di decollo o atterraggio o quando si verificano i tanto temuti “vuoti d’aria”, sarà sufficiente deglutire, masticare caramelle o chewing-gum, espirare forte a naso e orecchie chiuse, alternativamente. Questi disturbi sono detti barotraumi.

Disturbi da fuso orario

Consigli vignetta

E’ un fastidio del quale molti soffrono. Nelle trasvolate oceaniche in direzione delle Americhe, nei lunghi tragitti verso l’Asia o l’Australia (non l’Africa, partendo dall’Italia, perché le variazioni d’orario sono contenute). Superando molti meridiani e paralleli si verifica un’alterazione dei personali ritmi corporei che dà luogo, in particolare, a una sensazione di stanchezza, difficoltà ad addormentarsi o rimanere svegli in relazione ai nuovi orari. Questo fenomeno è più marcato se ci si sposta verso oriente (Asia, Australia).
I consigli sono un adeguato riposo prima della partenza (almeno un paio di notti di sonno regolare), evitando altresì di consumare pasti pesanti; meglio dimenticare gli alcolici e l’assunzione di tranquillanti o sonniferi.
Nel corso di lunghi viaggi (di sei/sette ore e oltre) è poi buona norma alzarsi dal proprio posto e fare un po’ di movimento (toilette andata e ritorno, ad esempio); se si è costretti a rimanere seduti, un po’ di movimento degli arti aiuterà non poco. Una volta arrivati, per riadattarsi ai ritmi abituali, sarà utile un periodo di riposo più o meno prolungato, commisurato alla differenza dal fuso orario di partenza.

Mal d’aereo, di mare, d’auto, autobus o treno

Nel caso si soffre di mal d’aereo, di mare, d’auto,autobus o treno i disagi sono dovuti alla permanenza più o meno lunga sui mezzi circolanti; viaggi per mare più di altri. In questo caso il consiglio è che si può rimediare stando il più possibile rilassati e ad occhi chiusi o assumendo, prima della partenza, prodotti facilmente reperibili in farmacia. Naturalmente è opportuno evitare ogni abuso per via degli effetti collaterali che ne possono derivare: sonnolenza, calo dell’attenzione ecc.

Poi ci sono le variazioni climatiche.

I possibili disturbi sono di diversa natura. Provenendo da climi temperati (quello italiano, ad esempio) e recandosi in zone tropicali, non è infrequente avere difficoltà ad acclimatarsi.
Consigli in spiaggiaQuesti disturbi sono provocati non tanto dalle variazioni di temperatura, quanto dalla brusca accelerazione dell’umidità atmosferica, caratteristica dei climi tropicali e sub-tropicali, che impedisce al nostro corpo una regolare sudorazione. E’ un fenomeno che si verifica anche in presenza di temperature non elevatissime (35° C); per via della notevole umidità dell’aria, possono talvolta scatenare gravi effetti. Altri utili consigli riguardano l’esposizione prolungata ai raggi del sole può provocare ustioni della cute, soprattutto a chi è di carnagione chiara. E’ l’effetto dei raggi ultravioletti (UV) che arrivano anche se il cielo è nuvoloso e che vengono potenziati, per riflesso, in montagna dalle superfici innevate o al mare dall’acqua. Altri possibili disturbi sono gli edemi da calore (gonfiore a gambe e piedi); gradi più o meno lievi di disidratazione (senso di sete, secchezza della bocca, pelle asciutta); eritemi o eruzioni cutanee (arrossamenti, presenza di vescicole). Sempre nei climi caldi, è possibile soffrire dei cosiddetti crampi da calore. Sono spasmi muscolari dolorosi che insorgono in genere quando si esercita un’eccessiva attività fisica, cui fanno seguito abbondanti sudorazioni con perdita di liquidi e sali minerali. E’ facilmente evitabile limitandosi a svolgere moderate attività fisiche.
Meno frequente dei crampi ma più serio è il collasso da calore, caratterizzato da un’eccessiva perdita di liquidi dovuta all’abbondante sudorazione. Chi ne è preda avverte un senso di svenimento, la pressione arteriosa si abbassa, scopre di avere la pelle fredda, pallida e umida; solo la temperatura corporea rimane normale e comunque non eccessivamente elevata. Per risolvere la spiacevole situazione è necessario bere acqua minerale o bibite, fare impacchi d’acqua fredda e soprattutto mettersi a riposo in ambiente protetto e ventilato per qualche giorno. Naturalmente, oltre all’aiuto di amici o personale dell’hotel, sarà opportuno rivolgersi a un medico appena possibile. Evenienza abbastanza rara, ma decisamente più grave rispetto alle precedenti, è il colpo di calore. Si caratterizza con arresto della sudorazione e brusco innalzamento della temperatura corporea, fino a raggiungere valori molto elevati. I sintomi non fanno che aggiungere ulteriori preoccupazioni: mal di testa, vertigini, disturbi visivi, stato confusionale sino alla perdita di coscienza; i battiti cardiaci aumentano rapidamente e il respiro si fa affannoso, mentre la pelle diviene calda, rossa, secca, per via della mancanza di sudore. Qui è necessario il ricovero ospedaliero o in struttura sanitaria analoga, non dopo aver attuato tutti gli accorgimenti idonei ad abbassare la temperatura: panni freddi, ghiaccio, immersione in acqua gelata.

 

 

 

 

 

Consigli pratici su come difendersi al meglio

Consigli acqua di cocco

acqua di cocco

Quando possibile, ma in genere nelle vacanze brevi non lo è, sarebbe opportuno un breve periodo di acclimatazione. Poi vi sono alcune norme di comportamento che possono così essere riassunte:
– produrre meno calore, dedicandosi con moderazione alle attività fisiche; niente lunghe partite di tennis, calcetto o pallavolo; jogging limitato. Poi evitare l’alcol o assumerlo con moderazione, mangiando cibi leggeri.

– favorire la dispersione di calore indossando abiti leggeri, di fibra naturale (lino o cotone), evitando quelli sintetici. Soggiornare in ambienti ventilati, mantenere la pelle pulita senza ricorrere a prodotti che limitino la sudorazione.

– evitare di esporsi per lunghi periodi alla luce diretta del sole. Oggi più di un tempo, è il caso di aggiungere, per i possibili danni provocati dal famoso buco d’ozono, presente in particolare nelle aree antartiche e in certe zone dell’America del Sud, in Australia.

– portare sempre cappello, occhiali e usare le creme protettive sulle parti del corpo scoperte.

– prevenire la possibile disidratazione assumendo liquidi; vanno bene tutte le bevande, anche la sola acqua con aggiunta di poco sale o zucchero, oppure arricchita con sali minerali, in vendita in ogni farmacia.

– ricordarsi infine che l’esposizione alla luce solare, quando si stanno assumendo determinati farmaci (ad esempio alcuni antibiotici, antidiabetici, diuretici) può provocare reazioni cutanee di una certa gravità. In questi casi sarà opportuno consultare il proprio medico prima della partenza.

Ci siamo limitati al “viaggio” vero e proprio e alle norme di comportamento una volta giunti a destinazione nel luogo scelto per la “vacanza”. Ma non sono solo questi i fastidi, i disturbi o le malattie che possono insorgere durante il periodo delle ferie. Avremo modo di tornare sull’argomento in futuro.

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