Domenica 19 Gennaio 2020 - Anno XVIII
Feltre, la Venezia dei monti

Feltre, la Venezia dei monti

Gioiello rinascimentale la cui bellezza regge il paragone con molte città italiane famose per il loro impianto urbanistico, per la sontuosità di chiese e palazzi, per i notevoli contributi artistici

Feltre Teatro-della-Sena

Teatro della Sena

Nell’anno 1404, dopo decenni di saccheggi e soprusi, i feltrini e i bellunesi decidono di sottomettersi a Venezia. E’ vero che i veneziani dominavano i mari, ma non per questo trascuravano l’entroterra per scopi difensivi; ecco quindi giustificate le conquiste di città, borghi e territori e il completo gradimento di decisioni, come quella di Feltre, favorevoli ai disegni della Serenissima. Scelta pagata però a caro prezzo dalla cittadina posta ai piedi dello storico massiccio del Grappa; nel 1510 infatti Massimiliano I° d’Asburgo distrugge l’intero borgo e ai messi della Repubblica, inviati per constatare i danni, non resta che spedire i loro rapporti a Venezia ponendo, vicino alla data, la frase ex cineribus Feltri o addirittura ex Feltro destructo. Dal 1512 e nel giro di pochissimi anni Feltre viene tuttavia interamente riedificata, divenendo quel riconosciuto gioiello rinascimentale la cui bellezza

Feltre Il palio Foto di-E. Lo Bascio

Il palio Foto di-E. Lo Bascio

regge senza sforzo il paragone con le molte città italiane famose per il loro impianto urbanistico, per la sontuosità di chiese e palazzi, per i notevoli contributi artistici che le rendono preziose. Da qualunque Porta si acceda al centro storico di Feltre (Imperiale, Oria, Pusterla), l’impatto con i bellissimi palazzi in stile veneziano – alcuni dei quali ancor oggi splendidamente decorati malgrado le ingiurie del tempo – avvince e commuove. Se i moderni feltrini decidessero di vivere la loro città in costumi rinascimentali (e il Palio ogni anno realizza questo sogno), l’effetto sarebbe a dir poco naturale. Non una casa, una piazza, un vicolo, un androne, una scalinata paiono fuori posto. Se a ciò si aggiungono le gradevoli pennellate di verde che ingentiliscono le vecchie pietre e quasi ne trascolorano l’essenza primitiva col muschio e le edere, davvero non è possibile non sentirsi completamente avvolti e coinvolti da quest’atmosfera sospesa, rapiti da questi silenzi così estranei all’orgia di decibel che giornalmente siamo costretti a digerire.

Le “cose” belle da vedere

PFeltre aPalazzo Muffoni Foto-T. Rossi

Palazzo Muffoni Foto-T. Rossi

Casa Crico, per esempio, affrescata con scene bibliche da Lorenzo Luzzo (1474-1526), testimone della scuola del Giorgione e del Raffaello. Oppure Palazzo Bellati Villabruna, una delle più belle dimore patrizie della città, che gareggia per splendore e imponenza con altri noti palazzi: Casa Cantoni, Casa Franceschini, Casa Muffoni. Interessante è anche Casa Aldovini Mezzanotte che presenta affreschi con scenografie romane sulla facciata principale e greche su quella orientale. Da Porta Imperiale la via Mezzaterra, vena portante della città “vecia” o alta, si inerpica sul Colle delle Capre sino a Piazza Maggiore, cuore di Feltre. Qui domina il Palazzo della Ragione che risale alla prima metà del Cinquecento ed è stato edificato su disegno del Palladio. Accanto troviamo il Palazzo Pretorio, sede del Municipio, abbellito da una splendida loggia; dalla Sala della Giunta e da quella del Sindaco si può

Feltre Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

ammirare un panorama insolito di Feltre, caratterizzato dai tetti rossi delle case meno famose, ma non per questo meno suggestive.
Una visita particolare merita poi il Teatro della Senna, ospitato al piano superiore del Palazzo della Ragione e originariamente destinato ad altri usi. Dal 1648 al 1769 diviene teatro e sede di un’intensa vita artistica; anche Carlo Goldoni vi metterà in scena le sue prime commedie. Dopo le trasformazioni e i restauri dovuti al veneziano Gustavo Antonio Selva nella prima metà dell’Ottocento e a quelli di pochi anni fa, il teatro (cinquecento posti e settanta piccoli palchi decorati) è oggi il fulcro della vita culturale della città. Dal Castello di Alboino, che domina la Feltre vecchia, l’occhio spazia sulla città bassa che conserva altri monumenti di rilievo:

Feltre Scalette Vecchie

Scalette Vecchie

oltre Porta Oria, ecco la Chiesa di Ognissanti che custodisce un dipinto del Tintoretto. Per mezzo di una scalinata coperta (Scalette Vecchie), si può raggiungere Porta Pusterla, dalla quale si vedono il Battistero o Chiesa di San Lorenzo, ricca di un grande porticato del Seicento e la Cattedrale, edificio gotico, che conserva opere del Tintoretto, del Dal Pozzo e di altri artisti

Feltre Castello Alboino

Castello Alboino

minori. Infine, con gli occhi pieni dei colori di Feltre, ecco l’ultimo gioiello a soli quattro chilometri dal centro cittadino: il Santuario di San Vittore, un edificio di stile romanico con influenze bizantine, specie nei marmi decorativi. I feltrini dicono che entrare nel fantastico chiostro del convento “è già un po’ pregare” e non hanno dubbi nell’ascrivere il merito delle bellezze di Feltre all’affetto, alla lungimiranza e alla protezione del “Paròn Grando”.

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