Lunedì 20 Maggio 2024 - Anno XXII

Vernacoliere: un giornale dalla “lingua lunga”

Incontrare il “livornesaccio” Mario Cardinali, fondatore del mensile satirico apprezzato anche al di fuori della Toscana, è un’esperienza stimolante. Le battute e i giochi di parole si moltiplicano spumeggianti, divertono e fanno riflettere

La Fortezza Vecchia
La Fortezza Vecchia

Nella sala delle Grotte sono invece state esposte le biografie degli autori, mentre nel corridoio della Cannoniera uno spazio è stato dedicato al libero pensiero: uno “stendino” gigante, con carta e penna a disposizione, dove ognuno ha potuto appendere il proprio commento sulla manifestazione.
La festa ha previsto inoltre un cartellone di eventi e spettacoli con artisti satirici: Maria Pia Timo, Alberto Patrucco, Cristiano Militello e Claudio Marmugi, Paolo Magone, Dario Vergassola. Sono state programmate anche serate musicali con Bobo Rondelli, Francesco Fry dei Modena City Ramblers, i Tarantola 31. Il programma ha compreso inoltre una serie di incontri con alcuni dei più noti autori della rivista. La giornata d’apertura e quella di chiusura ha visto spettacoli di cabaret dedicati al  Vernacoliere. Ogni mercoledì sera, poi, hanno trovato spazio anche serate gastronomiche con gli autori, nel ristorante allestito all’interno della Fortezza Vecchia. La manifestazione, organizzata e promossa dall’Agenzia per il Turismo “Costa degli Etruschi”, ha ricevuto il patrocinio della Provincia e del Comune di Livorno.

L’irriverenza salace paga: anche nelle altre regioni

Mario Cardinali nel suo studio
Mario Cardinali nel suo studio

“Il Vernacoliere”, come lo conosciamo oggi, è nato nel 1982 da una formula che affonda le sue radici nel periodico livornese di controinformazione libertaria “Livornocronaca”, settimanale dal 1961 al 1969, quindicinale fino al 1972 e infine mensile con il sottotitolo “Il Vernacoliere”, divenuto tout court “Il Vernacoliere” con la svolta satirica e linguistica del 1982.
Dal 1984 parte la diffusione in tutta la Toscana. Successivamente il periodico attraversa i confini regionali. Attualmente la tiratura media è di quarantaduemila copie a numero, con punte estive di sessantamila, diffuse nelle edicole toscane e in parte di quelle dell’Umbria, della Liguria, dell’Emilia, del Lazio, della Lombardia e del Piemonte. Gli abbonati in Italia e all’estero sono qualche migliaio. La vendita delle copie è l’unica fonte di reddito del “Vernacoliere”, sul quale è totalmente assente la pubblicità per una precisa scelta editoriale.

LEGGI ANCHE  Scorribanda a New York

Ecco il segreto: fusione fra lingua e dialetto

La Fortezza Nuova
La Fortezza Nuova

Dito nell’occhio dei potenti di ogni scuderia, il periodico usa il dialetto, enfatizzandone la tipica ironia popolaresca, anche con il frequente ricorso a termini di ambito sessuale-anatomico cosiddetti “triviali”, ma in realtà connaturati alla sboccata espressività dissacratoria della gente livornese.
Mario Cardinali così descrive i suoi concittadini: “Noi livornesi siamo “a-toscani”, dal carattere libertario, aperti da sempre all’incontro tra culture diverse. Livorno è nata relativamente tardi rispetto alle altre città della regione, soltanto perché i Medici avevano bisogno di un nuovo porto in quanto quello di Pisa si stava interrando. Mentre le altre città toscane vivono ancor oggi di rivalità che risalgono a secoli passati e magari a cruente battaglie (basti pensare ai rapporti tra senesi e fiorentini) noi prendiamo in giro i pisani soltanto perché sono quelli più a portata di mano. Ma il nostro linguaggio è soltanto dissacratorio, non vogliamo offendere nessuno”.

Condividi sui social: