Giovedì 8 Dicembre 2022 - Anno XX
Qatar, tra sabbia e grattacieli

Qatar, tra sabbia e grattacieli

Un “salto” (poche ore d’aereo) per scoprire imprevedibili contrasti: mare, deserto, petrolio, ma anche una capitale orgogliosa della sua “skyline”, dei suoi hotel di lusso e di una “mitica” Tivù

Il Qatar è un Paese di cui in genere si parla poco ma nello stesso tempo se ne parla molto, specie dopo la guerra all’Iraq. Oasi modernissima, irta di grattacieli più che di palme, Doha, la capitale, ha la “skyline” di Hong Kong o di Singapore, piuttosto che quella di una città araba.  Sorta come per magia dalle sabbie piatte e deserte di una propaggine d’Arabia, la patria della mitica “Al Jazeera” – la trasmittente araba che fornisce notizie di prima mano sul terrorismo e su quanto accade in Medio Oriente, in Afghanistan, in Iran – è una piccola metropoli avveniristica, con edifici super moderni, scintillanti di giorno per l’acciaio e i vetri infrangibili e di notte per le luci, profuse generosamente. Luci poco costose, essendo il paese grande produttore di gas e di petrolio. Il Qatar è una penisola a forma di mandorla, allungata nel Golfo Persico, (o “Arabian Gulf”, come si dice più correttamente) con uno sviluppo di cinquecentosessanta chilometri di costa. La superficie totale è di undicimila e cinquecento chilometri quadrati (praticamente poco più dell’Abruzzo); questo piccolo Stato confina con gli Emirati e con l’Arabia Saudita ed è abitato da circa seicentomila persone, la più parte delle quali concentrate nella capitale Doha. Il clima è tipicamente desertico, con estati molto calde, inverni miti e forti escursioni termiche (di notte la temperatura può scendere molto).

Lungo cammino verso l’indipendenza

Qatar Forte di Zubara a 100 km da Doha

Forte di Zubara a 100 km da Doha

Recenti ricerche archeologiche hanno dimostrato che questa terra fu abitata quattromila anni prima di Cristo. Nel V secolo a.C. il greco Erodoto parla degli abitanti del Qatar e delle loro attività di “uomini del mare”. Il Qatar partecipa poi alla conquista islamica, fornendo uomini per le spedizioni navali, mentre si ha notizia dell’alleanza Qatar-Turchia nel XVI secolo d.C. nella cacciata dei Portoghesi dai territori. Fatto questo che determina l’inizio di una dominazione ottomana durata quattro secoli. In seguito riprendono il potere gli sceicchi locali, riportando il piccolo emirato a una semi-indipendenza sotto il protettorato britannico (1916), custodia che finisce il 3 settembre 1971, anno in cui viene dichiarata ufficialmente l’indipendenza del Paese. Oggi il Qatar fa parte di quella schiera di piccoli stati arabi votati, per la loro ricchezza petrolifera e di gas naturali, ad essere annoverati tra i più influenti nella politica mondiale. La posizione filo-americana nelle recenti vicende mediorientali, ha guadagnato al Qatar la fiducia dei Paesi occidentali più determinati nella “normalizzazione” dell’Iraq; non va infatti dimenticato che il Qatar ospita una importante base aerea americana, praticamente invisibile e della quale nessuno parla, ma che esiste, comodo ponte di lancio verso l’inquieto Medio Oriente.

Qatar Sceicchi, petrolio, finanza, cammelli e falconi

Qatar L'Emiro Sheikh Hamad

L’Emiro Sheikh Hamad

L’attuale famiglia reale reggente fa capo all’Emiro, Sheikh Hamad bin-Khalifa Al-Thani, capostipite della tribù-famiglia più potente del Paese – gli Al Thani – che dalla metà del secolo XIX hanno in mano le sorti del Qatar. L’economia del paese vede in primo luogo la produzione di gas e di petrolio; in questi ultimi anni grande sviluppo hanno avuto le attività finanziarie, commerciali, bancarie e assicurative: Il Qatar è aperto agli investimenti stranieri, con alcuni ovvii limiti.
Poco lo spazio per l’agricoltura, date le condizioni climatiche e le peculiarità del suolo. Qualche eccezione: allevamenti di capre, pecore, cammelli, falconi. Tutto quello che è “vegetale” viene invece importato, dai paesi più ricchi dal punto di vista agricolo, come l’India, l’Iran, il Sudafrica, il Libano ecc.

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