Lunedì 17 Giugno 2024 - Anno XXII

Archeologia a Cipro: secoli di storia e di preziose scoperte

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Alcuni speroni di roccia conficcati nelle acque del Mediterraneo (Petra tou Romiou) indicano il luogo dal quale sarebbe emersa la splendida Afrodite, Venere per il mondo romano. Ma tutta l’isola contiene interessanti vestigia archeologiche

Archeologia a Cipro Tamassos, il Tempio di Apollo
Tamassos, il Tempio di Apollo

Non è dunque un caso che nella Cipro moderna, splendida isola nella quale il sole, la terra e il mare si fondono in un unico richiamo di bellezza e di vitalità, vi sia molto da vedere e da meditare.  In questo “viaggio”, per chi ritiene di recarvisi non solo per godere delle spiagge e dei divertimenti, ma anche per ripercorrere le tracce di una civiltà antichissima, ci limiteremo a segnalare i molti siti archeologici che si trovano ad arco lungo le costa sud dell’isola o nelle zone interne. Archeologia a Cipro tra pietre naturali come quelle di Venere e pietre lavorate, edificate dall’uomo nel corso dei secoli.

Tamassos del rame

Archeologia a Cipro L'accesso alla tomba
L’accesso alla tomba

Quest’area archeologica è situata nella parte centrale di Cipro, a sud-ovest di Nicosia. Tamassos, antica città-stato, sorgeva in una zona ora prossima al villaggio di Politiko. Era una città ricca sia per le miniere di rame che la circondavano, sia per le risorse agricole delle quali disponeva. Risalgono al 1970 i lavori di ricerca avviati dall’Università tedesca di Glessen, per tentare di localizzare due templi che, secondo la tradizione popolare, erano stati dedicati ad Afrodite e ad Apollo. Sono venuti alla luce un complesso di antiche abitazioni e una parte del tempio dedicato ad Afrodite-Astarte. Molto importanti, in un’area prossima agli scavi effettuati, sono tre tombe risalenti al periodo Cipriota-Arcaico (650-600 a.C.). Ne sono sopravvissute solo due; la terza è stata distrutta dagli abitanti della zona alla ricerca di oggetti preziosi. Le due tombe rimaste si trovano in buone condizioni; la prima, più grande, è composta da un dromos (o propylaeum), un particolare tipo di porticato a scalinate, con due camere funerarie, oltre a ventidue scalini d’accesso, undici dei quali ricostruiti.

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Idalion di Khalcanos

Archeologia a Cipro Testa in pietra ritrovata a Idalion
Testa in pietra ritrovata a Idalion

Anche questa era una città-stato. Sorgeva nel luogo dell’odierna Dali, a circa venti chilometri da Nicosia. La leggenda racconta che Idalion venne edificata da un eroe reduce dalla guerra di Troia, tale Khalcanos. Un tempo disponeva di ben quattordici templi, dedicati ad Afrodite, Apollo, Atena e ad altri dei della mitologia greca. I primi scavi risalgono agli anni che vanno dal 1865 al 1876, diretti da Luigi Palma di Cesnola, console americano a Cipro in quel periodo. In un suo libro racconta di aver aperto ben diecimila tombe e di averne trasferito i numerosi oggetti rinvenuti al Metropolitan Museum di New York. Scavi successivi e più recenti (1971) testimoniano come Idalion, a partire dal XII secolo a.C. fosse già abitata, mentre in epoca precedente gli insediamenti risalivano al tardo periodo dell’Età del Bronzo (1600-1050 a.C.). Parte delle mura dell’antica città, riportate alla luce, furono costruite fra il VII e il VI secolo a.C.  La zona presenta resti arcaici, classici, ellenistici, romani, oltre a numerose necropoli.

Archeolo gia a Cipro: Kition dei Micenei

Archeologia a Cipro La moschea di Hala Sultan
La moschea di Hala Sultan

Le rovine dell’antica Kition sono collocate sotto le fondamenta della moderna Larnaca. Kition, sino a non molto tempo fa, veniva considerata una colonia fenicia; i Fenici vennero a Cipro a datare dal IX secolo a.C. In base a successivi scavi effettuati, si è appurato che Kition venne fondata dai Micenei all’inizio del XIII secolo a.C., per poi essere abbandonata e subito dopo ricostruita dagli Achei.
La zona archeologica più interessante è quella detta di Kathari, in prossimità dell’attuale cimitero anglicano, nella quale sono stati rinvenuti templi e antichi resti di laboratori che servivano per la fusione del rame. Nei dintorni sono poi state scoperte mura, disposte in doppia fila, formate da giganteschi blocchi di pietra, in tutto simili a quelli delle mura micenee. Distrutta da un terremoto, Kirion venne riedificata all’inizio dell’Età del Ferro.
In un’altra zona di Larnaca sono state portate alla luce numerose abitazioni e ricche tombe del tardo periodo del Bronzo. Le tombe contenevano preziosi oggetti di culto in ceramica, risalenti al XIII secolo a.C., oltre a oggetti in oro, bronzo, avorio, alabastro e argilla. Gli scavi di Kition proseguono oggigiorno in località Pamboulla e in prossimità della moschea di Hala Sultan, prossima al Lago Salato e all’aeroporto internazionale della città.

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Choirokotia preistorica

Archeologia a Cipro Resti delle case circolari in pietra a Choirokatia
Resti delle case circolari in pietra a Choirokatia

Sulla direttrice Nicosia-Limassol sorge il più importante sito del periodo Preistorico e dell’inizio del Neolitico, quando ancora non si faceva uso di stoviglie in ceramica. Dagli scavi eseguiti attorno agli anni Trenta del secolo scorso, si è scoperto che gli antichi abitanti di Khirokitia (variante grafica di Choirokoitia) appartenevano a una comunità ben organizzata e sviluppata. Le case erano circolari, fatte di pietra e mattoni di fango, simili ad alveari (tholoi). I morti venivano seppelliti, in posizione ricurva,  sotto il pavimento. Conoscevano varie arti: tessevano, producevano oggetti con il calcare, addomesticavano gli animali, coltivavano la terra e non era loro sconosciuta la pietra focaia, la corniola e la pietra ossidiana. Cesellavano infine idoli da adorare e scodelle e vasi per i riti propiziatori. Gli oggetti rinvenuti a Choirokoitia hanno messo in evidenza l’estrema abilità degli antichi abitanti che erano dotati di capacità artistiche (recipienti con rilievi e decorazioni, figurine in pietra, collane ed altri ornamenti, stoviglie in smalto rosso lucido ecc.). Tra gli strumenti recuperati dagli scavi, vi sono poi mortai, asce, puntali di frecce, mazze, rudimentali macinini a mano, lame di falci, morse ecc.; una prova ulteriore del sofisticato livello culturale degli abitanti di questo antico villaggio.

Amathous “vetustissima”

Archeologia a Cipro La zona archeologica di Amathous
La zona archeologica di Amathous

I resti dell’antica città sono prospicienti il mare, a circa cinque chilometri da Limassol. Il nome pare provenga da Amathos, nipote di Ercole, e Amathusa, madre di Cinyras. Lo storico romano Tacito l’aveva definita “vetustissima” e dagli scavi effettuati si è potuto datare gli oggetti ritrovati (utensili e offerte funebri) come risalenti all’inizio del X secolo a.C. Purtroppo, come altri siti ciprioti e prima che gli stessi venissero organizzati con campagne di scavo ufficiali, anche Amathous è stata depredata dei tesori che possedeva. L’esempio più clamoroso è dato da una famosa giara in calcare del VI secolo a.C., munita di quattro manici a forma di archetti con raffigurato un toro e delle decorazioni di palme nane, oggi conservata al Louvre di Parigi. La giara, un metro e ottantacinque centimetri di altezza e due metri e venti di diametro, è unica nel suo genere e si ritiene possa essere stata trafugata dall’Acropoli di Amathous.
Oggi gli scavi proseguono, affidati a una equipe francese della Scuola di Archeologia di Atene. Sono state riportate alla luce antiche costruzioni prossime alle mura della città, vestigia del tempio di Afrodite risalenti al periodo arcaico e alla fine del primo periodo bizantino. Sempre in quest’area vi sono le costruzioni dell’agorà, risalenti ai tempi della dominazione romana; parte degli oggetti rinvenuti sono conservati nel museo di Limassol. Amathous, fiorente città portuale sino alla fine del primo periodo bizantino, venne distrutta da predatori arabi durante la metà del VII secolo d.C.; le monete ritrovate nella zona riportano le effigi degli antichi re di Amathous.

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