Lunedì 22 Luglio 2024 - Anno XXII

Il mondo fantastico dei Mackintosh

foto David Mackay — originally posted to Flickr https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4245776

Dall’unione artistica e sentimentale di un uomo e una donna scozzesi ecco esplodere, verso fine Ottocento, primi Novecento, un insieme di opere architettoniche, stilistiche, di design assolutamente innovative, quasi “visionarie”

Charles Rennie Mackintosh e Margaret McDonald
Charles Rennie Mackintosh e Margaret McDonald

Avete mai sentito parlare della “House for an Art Lover”? No? Ebbene, la storia è bella, e vale la pena leggerla. C’era una volta, a Glasgow, un architetto con idee “strane”, Charles Rennie Mackintosh, sposato ad una disegnatrice altrettanto originale, Margaret McDonald.
Nel 1901 una rivista di architettura tedesca lancia un concorso internazionale per una “villa maestosa in stile moderno”.

Charlie e Margaret disegnano un capolavoro, ma lo inviano in ritardo e alla giuria non resta che scartare il progetto, seppure con una segnalazione per la qualità delle idee e dei disegni.
La “Casa per un amante d’arte” resta nel cassetto, come un sogno arrivato nel momento sbagliato. Un altro “visionario”, l’ingegnere Roxburgh, fa vivere quelle carte nel 1989 e la villa viene costruita e aperta nel 1996. Disegni resuscitati, idee di un secolo prima che diventano materia, quando l’architettura e l’arte hanno preso strade ben diverse.

Nel regno di Charles Rennie

House for an Art Lover, la sala della musica
House for an Art Lover, la sala della musica

Eppure, basta entrare nella “House for an Art Lover” per sentire la freschezza del progetto che artigiani e artisti hanno tradotto in maniera perfetta.
La “stanza ovale”, che dell’uovo ha la forma ma anche il colore (del guscio); la “dining room”, dove l’eleganza della sedia è il tessuto connettivo dell’insieme; la “sala della musica”, apoteosi della leggerezza e delle idee “bislacche” del liberty. Tutto si fa fiore, stelo, calice, tralcio, perfino il camino, perfino il pianoforte, metamorfizzato in struttura verticale, in cui la coda si dilata per diventare alta e simmetrica.

Qui si trovano tutti i temi cari a Charles Rennie Mackintosh, dalle forme ai simboli. L’uovo e il bianco (femminilità); i punti colorati presi dalle piume del pavone (vanità); il tema della rosa (donna da svelare); le “long backed chair”, il suo tratto distintivo, che una critica ha descritto come “sedie con più forza e identità di chiunque, nella stanza”.

Opere in stile “Mackintoshiano”

la Mackintosh Church
la Mackintosh Church

Perché si parla di Mackintosh? Perché Glasgow, sua città natale (1868-1928) dove opera la “benemerita” CRM Society, ha festeggiato nel 2006 il suo architetto-designer principe. A marzo, ha riaperto uno dei suoi capolavori, la Mackintosh Church, dopo un attento restauro. Si tratta della chiesa di Queen’s cross, l’unica disegnata dal nostro, in cui la leggerezza del liberty è applicata al “sacro”. Le magnifiche vetrate, i bassorilievi in legno (api e uccelli sull’altare della comunione) le figure in pietra, tutti oggetto di restauro.

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Costruita nel 1897-99, è una chiesa di design, dove gli stilemi sono quelli di Charles Rennie, al di là dei canoni del sacro. Per conseguenza, è la “chiesa mackintoshiana”, così come la Sagrada Familia di Barcellona è la “chiesa gaudiana”: vale a dire la traduzione personalizzata, su misura, dell’espressività cristiana. Un’operazione quasi “blasfema”, nella sua temerarietà.

Sogni e lavori in “doppia coppia”

Willow Tea Room, la sala De Luxe
Willow Tea Room, la sala De Luxe

Ce n’è abbastanza per andare a vedere. Magari cominciando col dire dei “Glasgow’s Four”, il  sodalizio tra due sorelle disegnatrici-sognatrici, Margaret e Frances Mac Donald, e due gentleman anticonformisti, James Herbert McNair e il nostro Charles Rennie Mackintosh. Sodalizio che sfocia nel matrimonio incrociato (Frances-Herbert/Maggie-Charlie), attraversa il periodo più fecondo dei quattro e dona a Glasgow una nuova allure.

Basta pensare alle due “Willow Tea Room” (1902/4, Sauchiehall st. 217 e Buchanan st. 97) e confrontarle con i tradizionali pub. L’ambiente “macho” di questi ultimi e i conseguenti arredi e architettura, sono rivoluzionati a favore di un’architettura di “panna”, light come l’idea che suggeriva il liberty. Al posto della “concretezza” dei mobili tradizionali, la leggerezza di sedie, di specchi, di tavoli e accessori dal design impalpabile.
Basta vedere la sala De Luxe dove svettano le sue sedie, con gli alti schienali punteggiati di cremisi: un bigné alla scozzese. Qui, il tè nelle sue numerose versioni, il latte e le panne, i “browny” e i “caramel cake”, sono l’idea attraverso la quale prende forma lo stile di Mackintosh.

Una casa non facile da vivere 

Decori in stile liberty
Decori in stile liberty

Ci si chiederà se Charlie era proprio quel che disegnava, o se Maggie era quello che sognava. Per verificare, è sufficiente andare a visitare la loro di casa, quella di 6 Florentine Terrace, oggi ricostruita all’interno dell’Hunterian Art Gallery. Una casa dove lei e lui hanno applicato le loro idee, i loro sogni controcorrente e si sono amati profondamente.
La camera da letto color crema, con il baldacchino, le colombe abbozzate che decorano l’armadio, i punti colorati, le rose viste dall’alto (il dedalo dei petali).
Lo studio pieno delle sue sedie, i camini che sembrano schermi, il “rose boudoir” con il tema caro a Maggie, la donna dai lunghi capelli, i lampadari, i tessuti. C’è anche la “camera per ospiti” (1917). Una casa non facile da vivere, perché le idee di lavoro non coincidono sempre con le idee “di vita”.

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Dove è nato il Liberty britannico

Glasgow School of Art' foto Jörg Bittner Unna
Glasgow School of Art’ foto Jörg Bittner Unna

Ma le tappe non si esauriscono con questo elenco. Basta pensare a quelle suggerite dalla CRM Society. Per esempio la Kelvingrove Art Gallery appena riaperta, che ospita una Glasgow Style Gallery, in cui si racconta di Charles Rennie Mackintosh e soci. Molto interessante, perché dà una visione di ampio respiro della questione, dell’ambiente in cui è nato e si è sviluppato il liberty britannico, dei nessi e dei collegamenti con l’arte e l’architettura del tempo. Da vedere anche la sua “Chinese Room” (1911).
La Glasgow School of Art, primo esempio di liberty nel Regno Unito, è considerato il suo capolavoro (1896). La facciata nord, in particolare, con le grandi vetrate che sembrano inferriate, con le scale e la cancellata. Dentro, ampi laboratori-studi dalle ampie vetrate, aule, sale, gallerie, scale, passaggi.

Mackintosh La biblioteca
La biblioteca

La biblioteca, intatta nel mobilio e nell’atmosfera, è uno degli ambienti più ammirati, mentre la sala che raccoglie un vasto campionario delle sue famose sedie, testimonia della passione che ancora oggi circonda Charles Renne.

E la scuola ancora prepara architetti, designer, artisti, che rendono gli ambienti “pulsanti” di attività. Da non perdere i tour guidati da studenti.
Anche la Scotland Street School (Scotland street 225, telefono 0141 4296760) è da visitare.
È diventato un museo scolastico, con le aule da primo Novecento e un’idea di scuola che sembra ricoperta di polvere, ma che coinvolge, come se fosse quello il prototipo di educazione che abbiamo in mente.

Charlie e Maggie, orgoglio di Scozia

Mackintosh La Hill House
La Hill House

La Hill House (Helensburgh, 1902) villa di campagna privata disegnata per l’editore Walter Blackie, nella lista del National Trust, mostra interni e mobilio originali ed è ancora una volta una rassegna dei concetti di architettura e di design della coppia.
La Lighhouse, edificio con torre disegnato nel 1895 per un giornale, è un altro lavoro del nostro e oggi ospita le mostre d’arte e design della città. E, soprattutto, offre il Centro Mackintosh, dove un bel percorso racconta l’avventura umana e professionale di Charlie e Maggie. Vale la pena soffermarsi su questo aspetto, perché ne contestualizza il lavoro, offrendo paralleli e spunti per meglio capirne la portata.

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Acquistabili gli oggetti dei coniugi Mackintosh

House for an Art Lover, la sala da pranzo foto Jean-Pierre Dalbéra France (House for an art lover, Glasgow), CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24672251
House for an Art Lover, la sala da pranzo foto Jean-Pierre Dalbéra France (House for an art lover, Glasgow), CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24672251

Resta da dire che acquistare oggetti (riproduzioni di posate, gioielli, manufatti di design) libri e segnalibri, foto e poster di Mackintosh, è semplice. Alla Willow Tea Room, per esempio, si trovano lampade e altri oggetti, oltre a tovaglie, tazze e servizi da tè; i Musei (Hourse fora n Art Lover, Hunterian, School of Art, Kelvingrove) propongono oggetti su disegno di Mackintosh o ispirati alla sua arte e libri specifici. E anche la riaperta Mackintosh Church ha il suo bel shop dedicato.
Poi c’è la visita facilitata, leggi guidata: il Mackintosh Trail, visite con accompagnatore nei luoghi legati a Mackintosh, tutto in un giorno (Ufficio Turistico).
Se accettate un consiglio, fatelo questo viaggio. Se c’è stato un uomo che ha cambiato la Scozia, che ne ha esplicitato i caratteri recessivi di raffinatezza, dolcezza, delicatezza questo è proprio il buon Charles Rennie. Con Maggie la “visionaria”.

Indirizzi utili

Hunterian Art Gallery

, Hillhead st. 82, tel. 0141 3305431 – www.hunterian.gla.ac.uk

Kelvingrove Art Gallery, Argyle st., tel. 0141 2872699 – www.glasgowmuseums.com

Glasgow School of Art, Renfrew st. 167, tel. 0141 3534524 – www.gsa.ac.uk

Lighhouse, Mitchell lane 11, telefono 0141 2216362 – www.thelighthouse.co.uk

House for an Art Lover – Bellahouston Park, tel. 0141 3534770  www.houseforanartlover.co.uk
CRM Society – tel. 0141 4296760 . www.crmsociety.com

Interessante l’on-line shop www.justmackintosh.com che propone il campionario di CRM.

www.visitscotland.com/it; www.visitbritain.com

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