Venerdì 14 Giugno 2024 - Anno XXII

Ferrara. La prima volta di Garofalo

Al pittore cinquecentesco è dedicata la mostra monografica che apre la stagione espositiva di Ermitage Italia. Dalla Russia tornano le opere del perduto convento di San Bernardino

Garofalo, San Giacomo Maggiore, dettaglio
Garofalo, San Giacomo Maggiore, dettaglio

Apre nel cuore del centro storico di Ferrara, al castello Estense, la mostra della Fondazione Ermitage Italia dedicata a Garofalo, dal 5 aprile al 6 luglio. Al pittore ferrarese del XVI secolo è dedicata una monografica di circa settanta opere. E’ la prima volta che Garofalo entra da protagonista in una proposta espositiva ed è la prima volta di Ermitage Italia, la Fondazione nata nell’ottobre scorso dopo un accordo italo-russo. La scelta è caduta su un autore non molto noto al largo pubblico, che ha una storia singolare legata all’Ermitage: fu di Garofalo il primo quadro del Rinascimento italiano a entrare nella collezione, nel 1720, una Deposizione erroneamente venduta come opera di Raffaello.
Altre tele dell’artista, il cui nome originale era Benvenuto Tisi, confluirono poi nella raccolta di San Pietroburgo e tornano oggi a Ferrara come il pezzo forte della mostra: sono i dipinti realizzati per il convento di San Bernardino, oggi perduto, le “Nozze di Cana e di Galilea”, “Andata al Calvario” e “l’Allegoria del Vecchio e Nuovo Testamento”, un’opera rimasta arrotolata per circa cinquant’anni e restaurata nel 2007. Viene dal museo delle Belle Arti di Khabarovsk, in Siberia, “La moltiplicazione dei pani e dei pesci”: per via del suo grande formato, il quadro è stato trasportato con un velivolo del ministero delle Emergenze russo. 

Garofalo, volta affrescata del Seminario Vecchio
Garofalo, volta affrescata del Seminario Vecchio

Fra le altre opere esposte al Castello alcune sono di provenienza italiana e ferrarese, molte vengono da musei di Dresda, Berlino, Amsterdam, Colonia, Londra, Budapest, Vienna. Il turista che sia già stato nelle gallerie nazionali europee avrà forse osservato, frettolosamente, il lavoro di questo pittore italiano, in bilico tra la pittura di scuola emiliana di Dosso Dossi e Boccaccio Boccaccino e l’insegnamento di Raffaello.
Le opere di Garofalo vennero a completare il patrimonio di dipinti religiosi in un’età d’oro per Ferrara, la prima metà del Cinquecento, subito dopo l’ampliamento urbanistico della città, l’addizione Erculea, e prima della devoluzione, che consegnò il ducato allo stato pontificio. In Benvenuto Tisi, tra influenze fiamminghe e della pittura veneta del Giorgione, i soggetti sacri vengono resi da una grande sensibilità al colore, una passione per i paesaggi di montagna sullo sfondo – curiosa per un ferrarese – e lo studio cinquecentesco della composizione e della prospettiva. “Solo oggi possiamo constatare il valore dell’opera di Garofalo”, ha detto Tatiana Kustodieva, curatrice della mostra insieme a Mauro Lucco. “E’ vero, Garofalo non è Raffaello, ma che cosa sarebbe la storia dell’arte se tutti i pittori si assomigliassero? Garofalo è un artista con una sua individualità, che mostra comunque i segni del nuovo gusto rinascimentale”.

LEGGI ANCHE  Grande musica in grandiose scenografie
Nella Cattedrale di Ferrara altre opere di Garofalo
Nella Cattedrale di Ferrara altre opere di Garofalo

Per Ferrara, la mostra è l’occasione di vedere di nuovo in città dipinti quasi dimenticati e riproporre itinerari di visita, nelle altre sedi che ospitano opere di Garofalo: la pinacoteca nazionale a palazzo Diamanti, la cattedrale, il palazzo del Seminario, che custodisce documenti dell’epoca e un soffitto decorato secondo il modello della Camera degli Sposi di Mantegna, palazzo Costabili. Non magistrale come Raffaello, certo di minor richiamo per il grande pubblico, Garofalo resta un ulteriore motivo per andare o tornare al castello estense e visitarne le stanze.   
In parallelo, proseguono i lavori della Fondazione: “Con la nascita di Ermitage Italia si rafforza la vocazione culturale della città estense, una vocazione che ha origini antiche e che è alla base del successo consolidato e crescente delle sue iniziative culturali”, ha detto Gaetano Sateriale, sindaco di Ferrara. Michail Piotrovsky, direttore del museo Ermitage e presidente del comitato scientifico italiano, ha annunciato fra i primi obiettivi dell’istituzione progetti di restauro, di ricerca e catalogazione.

Garofalo. Pittore della Ferrara estense.
Ferrara, castello estense, dal 5 aprile al 6 luglio 2008
Orario: tutti i giorni 9.30-19.30
Per informazioni: www.mostragarofalo.it, call center 199 411 120

Per vedere le altre opere di Garofalo in città:
Pinacoteca nazionale, palazzo dei Diamanti, corso I Ercole d’Este 21
Orario: 9-14, giovedì 9-19; domenica e festivi 9-13

Museo archeologico nazionale, via XX Settembre 124
Orario: da martedì a domenica 9-14

Seminario vecchio, via Cairoli 32
Orario, da martedì a domenica 9.30-13 e 15-18.30

Cattedrale, piazza della Cattedrale
Orario: feriali 7.30-12 e 15-18.30, festivi 7.30-12.30 e 15.30-19.30

Condividi sui social: