Sabato 24 Febbraio 2024 - Anno XXII

Turismo: la Lombardia fa da sé

Il turismo non è solo “cosa nostra” ma è competenza regionale. Obiettivo qualità, collaborazione con il Sottosegretario Brambilla e rifiuto della centralizzazione sono i temi dell’intervista a Pier Gianni Prosperini, assessore al Turismo della Lombardia

Pier Gianni Prosperini
Pier Gianni Prosperini

Può piacere o meno, si possono approvare le sue posizioni o rifiutarle ma di certo Pier Gianni Prosperini, Assessore con delega anche al turismo della Regione Lombardia è un personaggio.
Abbiamo affrontato la sua dialettica veemente domandandogli delle prospettive del turismo in una regione che ha sempre più importanza nel panorama internazionale. Lo abbiamo intervistato in una calda mattinata di metà luglio nel suo luminoso (fortunatamente refrigerato) ufficio presso la Regione Lombardia. Lo spazio è grande e adatto all’imponenza del personaggio. Dappertutto i suoi cimeli che ricordano le sue tante passioni: attrezzi per la ginnastica, la spada da Ufficiale Medico dell’Esercito, riviste dedicate alle arti marziali e al pugilato, bandiere, una grande scrivania piena di documenti… Insomma, un luogo vissuto che testimonia il suo carattere multiforme.
Assessore Prosperini, sembra che il nuovo Governo voglia centralizzare alcuni aspetti della politica turistica…
La centralizzazione pensano di farla… Ci sarà un coordinamento ma per la centralizzazione devono cambiare la Costituzione. Per il momento di centralizzazione non se ne parla. Non abbiamo niente da imparare da nessuno, siamo assolutamente capaci di fare il nostro lavoro. Certo, se ci dessero solo un po’ di soldi indietro rispetto a quelli che gli diamo… La centralizzazione non farebbe altro che fare tutto per gli altri e niente per Milano, gliela lasciamo. Se invece, come ha detto il Sottosegretario Brambilla, si fa un coordinamento, ben volentieri!
Avete già avuto incontri su questo argomento?
No, sono cose che hanno detto a livello romano, noi vedremo i risultati. Ricordo che il turismo è materia completamente delle Regioni con una Legge Costituzionale. E’ stata centralizzata per 60 anni con i risultati disastrosi che abbiamo visto. Vorrei sapere come mai gli stessi che hanno portato il turismo allo sfascio sarebbero gli stessi che adesso dovrebbero portarlo alle stelle. Non mi sembra possibile. 

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Camera degli Sposi di Mantegna a Mantova
Camera degli Sposi di Mantegna a Mantova

Ci vorrebbe una conciliazione…
…La conciliazione è un bel coordinamento. Il Sottosegretario Brambilla è assolutamente in grado di fare questo coordinamento ma sicuramente le specificità rimangono. Noi abbiamo i laghi alpini e la Sicilia le tonnare, allora? Questo è il governo del Federalismo e ci vengono a riproporre un’altra volta la centralità… Probabilmente chi propone il Ministero, a qualsiasi livello, non ha capito bene in che governo sia. Non possono mettere il Federalismo tra i punti focali e poi riproporre la centralità. Possono proporre un coordinamento, ben venga, purché venga cancellata la burocrazia ministeriale, quella che ha portato il turismo allo sfascio in cui è.
Avete già cominciato ad avere incontri con gli operatori locali dopo l’insediamento del nuovo governo?
Questa è la Lombardia! I workshop, come li chiamano adesso, sono all’ordine del giorno. La Regione Lombardia è saldamente nelle mani del Centrodestra e continua la politica che abbiamo iniziato tre anni fa. Speriamo che sotto la saggia guida del Sottosegretario Brambilla (come sembrerebbe) i rapporti continuino a essere ottimali e in un clima di grande collaborazione. Poi, detto fra di noi, non è che cambia governo e qui cambiano le cose… La Lombardia è la Lombardia, proseguiamo sulla nostra strada. Il turismo, inoltre, è sopra ai partiti. Prescinde e trascende. Una delle persone con cui vado d’accordissimo è l’assessore Pasi dell’Emilia Romagna che è più a sinistra di Rifondazione Comunista, eppure sul piano del turismo siamo in perfetta sintonia.
Quante risorse vengono investite dalla Regione per la promozione?
Per la promozione solo circa 3 milioni e mezzo di Euro che sono assolutamente insufficienti se si pensa che il Veneto ne investe venti…

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Lago di Como
Lago di Como

Per che cosa vengono investiti questi soldi?
Noi
organizziamo degli educational per operatori stranieri di grande
prestigio e di grandi numeri, partecipiamo a molti workshop, fiere e
facciamo comunicazione, soprattutto in televisione.
Come giudicherebbe la situazione del turismo in Lombardia?
Beh, mentre in tutta Italia siamo andati indietro, in Lombardia siamo cresciuti di un 6%, quindi la giudico in netta ripresa. Non ancora sufficiente, però, per giungere ai livelli a cui vogliamo arrivare. Stiamo appunto cercando di fare una grande propaganda all’interno della regione Lombardia perché il cittadino lombardo è il cittadino che in Italia più si sposta. Il turista che viene in Lombardia è il turista con più cultura, con più censo, con più capacità di spesa con più esigenze. La Lombardia non può competere con il turismo a basso prezzo perché perderebbe. Facciamo la lotta sul turismo di qualità. Di grande qualità. Non possiamo far altro. Non ci sono alternative, noi non possiamo offrire un turismo di massa. Un weekend a Desenzano costa 500 euro. Una settimana a Sharm-el Sheik ne costa 450! Ergo, abbiamo già perso. Allora cosa fai? Per proporre Desenzano a 500 Euro devo dare il massimo della qualità. I nostri partner privilegiati sono innanzitutto la Russia, la Germania, gli Stati Uniti d’America e l’Inghilterra.
Con l’arrivo delle compagnie low-cost c’è stato un aumento di domanda turistica?
Il turismo low-cost non porta grandi benefici. Chi arriva con il low cost al 60% scende a Bergamo, va con il pulmino all’outlet, riempe 5 sportoni con roba Made in Italy e poi torna indietro, li rivende al suo Paese e ci guadagna. Il tutto a 50 euro. Questo è il primo passo del turismo, come stanno facendo i cinesi e come hanno fatto i russi. Il secondo passo, invece, è come stanno facendo i russi facoltosi che vengono e cominciano a interessarsi a quello che hanno intorno. Non è più sufficiente comprare all’outlet vestiti o accessori con scritto “Made in Italy”. Ma sono cose che si fanno a piccoli passi.
Quali sono le destinazioni lombarde che hanno avuto il maggiore incremento?
Milano come sempre la fa da padrone. Le province che hanno veramente avuto un incremento sono: Brescia, Como e Mantova.

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