Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

Il “buono” della vacanza

Saranno disponibili dal 20 gennaio i ticket-vacanza per chi appartiene a una fascia di reddito medio-bassa. I buoni copriranno dal 20 al 45% delle spese di un viaggio (dall’alloggio al museo), per ora solamente in Italia e nelle strutture convenzionate

Fac simile del buono
Fac simile del buono

“Anche chi ha un piccolo reddito merita una grande vacanza”. Suona così il motto pubblicitario, e l’auspicio, dell’iniziativa appena varata dal Ministero del Turismo, quella dei “Buoni Vacanza“, l’ultimo atto della legge di riforma del turismo che risale al 2001.

I buoni, in tagli da 5 e 20 euro, sono spendibili negli alberghi e nei ristoranti ma anche per i trasporti, i noleggi, le attività culturali, i prodotti tipici. Solo a livello di alloggio sono 800 le strutture aderenti, delle quali 600 alberghi e il resto campeggi, bed&breakfast e ostelli distribuiti su tutto il territorio italiano che hanno concordato con il ministero tariffe particolari.

I buoni vacanza coprono una percentuale delle spese variabile dal 20 al 30 fino al 45%, secondo il numero di componenti del nucleo familiare e del reddito.

Come fare la richiesta

Il "buono" della vacanza

Il meccanismo è abbastanza semplice e parte dal web: dal 20 gennaio si apriranno le prenotazioni sul sito internet dedicato www.buonivacanze.it, una volta compilato il form con i dati anagrafici e sul reddito, si riceverà un codice di prenotazione e due moduli di richiesta precompilati. Da quel momento si hanno a disposizione 10 giorni per recarsi in uno degli sportelli del Gruppo Intesa Sanpaolo per consegnare i moduli, ordinare i buoni (che saranno inviati a domicilio) e pagare la quota residua. Scaduti i 10 giorni la prenotazione sarà annullata. Sul sito Internet un’apposita tabella indica la percentuale del contributo statale coperta dal buono, così, per esempio, per una famiglia di tre persone con un reddito da 20 a 25mila euro la spesa massima turistica richiesta e calcolabile ai fini del contributo è di 1.020 euro e il contributo statale è pari al 30%: il che significa buoni per un valore di 306 euro e altri 714 euro a carico del richiedente.

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Verso un turismo sociale?

Il ministro Brambilla
Il ministro Brambilla

L’idea va nella direzione di “facilitare l’accesso al turismo a una fascia sempre più ampia di cittadini italiani”, ha spiegato il ministro Michela Vittoria Brambilla. Insomma, un passo verso il turismo sociale, quello che permette di viaggiare anche alle fasce più deboli: giovani, famiglie, anziani, secondo i principi della Dichiarazione di Montrèal del 1996 rilasciata dall’Assemblea Generale del BITS (Bureau International du Tourisme Sociale). “Questo tipo di turismo”, ha aggiunto Brambilla, “lotta contro le disuguaglianze e le esclusioni a danno dei meno abbienti, crea lavoro e sviluppo locale garantendo un flusso costante di clienti”, tracciando “una strada per favorire la destagionalizzazione del settore che soffre di una notevole flessione della domanda nei periodi di bassa stagione”.

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