Venerdì 19 Luglio 2024 - Anno XXII

La Purga

La Purga di Sofi Oksanen, Guanda, pagine 396, 17,50 euro” width=”200″ height=”300″>La Purga di Sofi Oksanen, Guanda, pagine 396, 17,50 euro Un testo che sta riscuotendo un enorme successo non solo in Europa è il romanzo La Purga di Sofi Oksanen, edito in Italia da Guanda. La scrittrice è nata nel 1977 in Finlandia, da padre finlandese e madre estone. Il suo romanzo d’esordio del 2003, Stalin lehmät [Le mucche di Stalin], è stato finalista al premio Runeberg, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari finlandesi, nel 2005 ha pubblicato il romanzo Baby Jane. La purga inizialmente era un’opera teatrale rappresentata … Leggi tutto

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di Sofi Oksanen, Guanda, pagine 396, 17,50 euro
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La Purga
di Sofi Oksanen, Guanda, pagine 396, 17,50 euro

Un testo che sta riscuotendo un enorme successo non solo in Europa è il romanzo La Purga di Sofi Oksanen, edito in Italia da Guanda. La scrittrice è nata nel 1977 in Finlandia, da padre finlandese e madre estone. Il suo romanzo d’esordio del 2003, Stalin lehmät [Le mucche di Stalin], è stato finalista al premio Runeberg, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari finlandesi, nel 2005 ha pubblicato il romanzo Baby Jane.

La purga inizialmente era un’opera teatrale rappresentata con grande successo al Teatro Nazionale di Helsinki; ha già vinto prestigiosi premi: Nordic Council Literature Prize, Finlandia, Runeberg, Premio Kristiina per opere sulle donne, e i premi francesi Le Prix du Roman Fnac e Femina. I diritti del libro sono stati acquistati in 36 paesi e ne sono state vendute complessivamente finora oltre 400mila copie di cui 165mila in Finlandia, dove è in testa nella classifica dei libri più letti. La traduzione del titolo non rende giustizia al romanzo. In finlandese “puhdistus” significa piuttosto “pulizia”, “depurazione”.

I due temi della violenza sulle donne e del tradimento costituiscono il filo conduttore del romanzo. La violenza subita da parte degli uomini, quella che ti fa riconoscere una sorella in una sconosciuta, accomuna le protagoniste Aliide e Zara, prima ancora che il legame di parentela. Lo stupro sul corpo di una donna diventa poi metafora per lo stupro di una nazione. Così come il tradimento a livello personale raffigura pure quello politico da parte delle grandi potenze nei confronti di piccoli stati pedine di una specie di gioco di scacchi. Il romanzo di Sofi Oksanen si snoda in maniera irregolare tra passato e presente. Tra un lontano 1936, quando l’Estonia era ancora una nazione libera e le due sorelle Ingel e Aliide Truu si erano innamorate dello stesso uomo e il presente del 1992, epoca confusa del post-comunismo, quando vengono alla luce le violenze commesse dal regime per lasciare il passo, però, alle nuove violenze della mafia russa. In mezzo la guerra. Prima l’invasione dei sovietici, poi l’arrivo dei nazisti e dopo ancora, definitivamente, l’occupazione russa che costringe Hans Pekk (marito di Ingel, amato anche da Aliide, patriota nonché tedesco del Baltico) a nascondersi.

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In tutto questo, nella lontanissima Vladivostock, dove le temperature scendono a livelli impensabili sotto lo zero, la giovane e ingenua Zara si lascia lusingare dai sogni di ricchezza e dal lavoro facile che si può trovare in Occidente e parte per la Germania. Porta con sé una foto che ritrae la nonna Ingel da giovane, con sua sorella Aliide. Finirà tra le grinfie di Paša (ex agente del KGB), a infoltire la sua squadra di schiave-prostitute. Fino ad avere un soprassalto di volontà e di forza per scappare, con quella foto nascosta, e in mente il nome di un paese, una sola indicazione per riconoscere la casa, molti salici bianchi e un grosso macigno vicino all’ingresso. (Gianfranco Nitti)

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