Mercoledì 22 Maggio 2024 - Anno XXII

Certe Afriche

Portarsi il mondo sulle spalle, ecco un buon esercizio per contribuire ad alleviare il peso ad altri. È quello che ci insegnano la stragrande maggioranza degli Africani che, forse, riusciranno fra non molto ad affrontare questa antica fatica a loro esclusivo beneficio

Non conosco l’Africa nelle sue profondità, e nemmeno in superficie. Non l’ho mai percepita come qualcosa che appartenga o sia in qualche modo assimilabile alla mia natura, né mai ci ho messo piede. Non mi sono mai piaciuti i libri di fotografie. Tutte cose che mi accomunano a molti.

Africa Pescatori sulla spiaggia di Nouakchott, in Mauritania
Pescatori sulla spiaggia di Nouakchott in Mauritania

Poi per caso mi è capitato tra le mani un volume che si intitola “Certe Afriche, storie e geografie di un amore”, di Mauro Querci. Prima di guardare, mi sono chiesta cosa mai siano una storia e una geografia che necessitano del plurale, ma sfogliando le pagine ne ho compreso facilmente il motivo. Lo richiede l’ampiezza degli spazi e dello sguardo delle persone. L’amore per un luogo: ecco qualcosa di comprensibile, di chiaro come il sole. Altra cosa in grado di accomunare i più. Che quello qui descritto sia un grande amore lo si comprende fin dalla prima immagine, una foto di pescatori sulla spiaggia di Nouakchott, in Mauritania. C’è un uomo di spalle con la maglietta di Alex Del Piero. È quella della nostra nazionale di calcio, azzurra. Molti di noi devono aver condiviso con lui gli stessi sogni, una volta o l’altra.

Continente contenuto

Africa La copertina del volume
La copertina del volume

Il deserto color ocra e il cielo azzurro, un ghepardo seduto nel Serengeti. Tanto deserto, davvero tanto, bambini diretti a una scuola che ancora non si vede. Sarà in fondo a quella vasta pianura brulla? Tutto sembra fermo, come gli ippopotami a mollo nel Luangwa, fiume mai sentito che scopro essere nello Zambia. L’idea che mi faccio è che questo continente abbia dentro di sé un’energia smisurata che è come trattenuta. Un continente contenuto, vale a dire che si contiene, ma la cui forza compressa può esplodere da un momento all’altro. Un continente sofferente, prosciugato, disidratato, e insieme lussureggiante, con la segreta speranza di poter lussureggiare davvero, ma stavolta per se stesso e non per l’altrui vantaggio. Tutti, e sottolineo tutti, i proventi del libro vanno a “cefaonlus”, che alla gente che ha fame insegna a coltivare la terra e molto altro ancora (www.cefaonlus.it). Perché, vi chiederete, dovremmo farci carico del dramma dell’Africa quando abbiamo già i nostri problemi e potremmo limitarci ad andare a rilassarci nei resort, ignorando tutto il resto? La risposta dipende da voi, ma un buon suggerimento a riguardo sta proprio alla fine di questo libro: perché viaggiare leggero, quando porteresti con te il mondo?

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(28/02/2011)

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