Martedì 21 Maggio 2024 - Anno XXII

Garibaldi futuro duce delle Camicie Rosse

Prosegue e si conclude il “ricordo” dell’Eroe dei Due Mondi. Nelle puntate precedenti abbiamo visto Garibaldi sbarcare a Rio (1835) e procurarsi da vivere commerciando. Nel sud del paese i Gaùchos si ribellano all’imperatore Pedro II e il Peppino nazionale corre in loro aiuto. L’incontro con Anita è amore a prima vista e impegno nella lotta per l’indipendenza del Rio Grande del Sud

Moderni Garibaldini
Moderni Garibaldini

Dal trono in Rio de Janeiro l’imperatore Pedro II soffoca il sogno secessionista del Rio Grande e del Santa Catarina. A nulla è servito l’eroismo di Garibaldi. A sud c’è l’Uruguay e visto che anche lì c’è da menare le mani ‘Josè’ vi spedisce la famiglia via mare. Lui raggiungerà Montevideo (racconta Dumas, nella biografia di questa sorta di Chè Guevara ‘de noantri’) trasferendovi 1000 buoi, donatigli dal governo sconfitto, dopo aver percorso 600 chilometri di sconosciuto e infido territorio in 50 giorni. Al termine del trasferimento arriva solo metà della mandria e Garibaldi, pessimo ‘businessman’ come tutta la gente onesta, si accontenterà del modesto importo ricavato dalla vendita di sole 300 pelli.

A Montevideo, senza buoi ma con tanto da “fare”

Montevideo
Montevideo

Anche se eternamente alle prese con la miseria (a quei tempi si faceva politica e si combatteva per passione) al Nizzardo piacque Montevideo: cosmopolita, 50.000 abitanti (più del 10% italiani) nella capitale del giovane Uruguay stava spuntando un benessere che sarebbe valso al Paese la definizione di Svizzera del sud America.

Ma anche sul Rio de la Plata scoppiavano con facilità le endemiche guerre civili tra Caudillos e l’arrivo di un combattente come Garibaldi non poteva che far esultare chi lottava per la libertà. Nominato colonnello, Josè allestisce e comanda una spedizione che, risalendo i fiumi Paranà e Uruguay (delimitanti una regione curiosamente chiamata Mesopotamia, dal greco antico trasferito tra gli Indios dell’altro emisfero) naviga tra insidie e imboscate per portare aiuto ai ribelli argentini del Corrientes.

Con la Legione Italiana, sbaraglia gli argentini

Garibaldi a cavallo
Garibaldi a cavallo

Compiuta la missione e ritornato nella assediata Montevideo, gli viene assegnato il comando di una Marina militare, che però, come accadde in Brasile, non esisteva. Garibaldi la inventa dal nulla, non senza organizzare la difesa della città e creare la Legione Italiana con esuli ed emigrati; poi, prima della fine delle ostilità, torna a quella “Guerra di corsa” che costituì il modo di guerreggiare da lui preferito. Al comando della ‘Maipù’ risale il Paranà, naviga sul Rio de la Plata, attacca, affonda o cattura navi argentine e rilascia quelle neutrali.

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