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Cultura, arte, danza, moda, musica, cucina, architettura, fiori…
Un tema, e tutto si lega. Quello che non era fruibile, perché staccato dalla realtà si rende accessibile. Ciò che era quotidiano, funzionale, come la cucina o la moda, diventa cultura. Il fenomeno mix è sempre più diffuso. Raccontarlo non è facile, si immaginano forzature, si ironizza. E poi quando ci si è in mezzo non si può che esserne piacevolmente stupiti. La condizione è la cornice. Non deve essere neutra o essenziale, ma ben delineata senza essere prevaricante. Anche una chiesa barocca, enfatica per definizione, può essere una quinta valorizzante. Così la cattedrale di San Nicolò a Noto che per “Notte in fiore” del 22 maggio è stata il fondale di una sfilata, della quale la maestosa scalinata ha interpretato la passerella.
Passerella internazionale

Per i giochi di patchwork e ricami di Loredana Roccasalva, per i caftani e le borse-carretto siciliano di Ottavia Failla, per gli abiti nero lutto di vedova o bianco salina di Eugenio Vazzano. Oltre alle creazioni degli stilisti siciliani, le connotate mises maschili del tedesco Sasa Kovanevic, le giacche e i tubini in cotone biologico di Bazemo Zita Sebastian del Burkina Faso e i lunghi coloratissimi di Francesco Martini Coveri per Enrico Coveri, che hanno chiuso il defilé.
Sul palcoscenico-piazza, anche il ventenne sassofonista di Comiso, Giovanni Di Giacomo, Silvana Torregrossa immaginifica autrice di romanzi pieni di sicilianità come “Il conto delle minne” e “Manna e miele, ferro e fuoco”, e un gruppo di danza multietnico di Berlino.
A completare il quadro nei cortili e nei palazzi di Noto installazioni, architetture in cartone, i gioielli evocativi di Liliana Stimolo. E nelle fascinose sale del circolo Val di Noto il couscous con petali di rose dello chef Carmelo Chiaramonte, di Modica. (26/05/2011)