Sabato 28 Maggio 2022 - Anno XX
L’amore, oltre i confini della Terra di Dio

L’amore, oltre i confini della Terra di Dio

Anche nei luoghi Santi vivono persone in sintonia con Dio e altre in confidenza col peccato. Non è comunque un caso che sia una donna dalla vita semplice a scoprire (e insegnare) le radici dell’amore

Terrasanta La Cupola della Roccia si erge sopra la città di Gerusalemme

La Cupola della Roccia si erge sopra la città di Gerusalemme

Cosa ci si aspetta da un viaggio compiuto nei luoghi che conoscono l’amore divino e insieme la miserie degli uomini? Forse il dono della scoperta di sé. Ed è già molto. Non esistono parole per spiegare il fascino che l’Oriente ha sempre esercitato su di me, con la sua atmosfera da Mille e Una Notte. Il vento caldo del deserto, le notti stellate, il profumo di spezie, tutti i colori dei suq e dei bazaar che rapiscono i sensi e la cui bellezza stordisce il visitatore occasionale, accogliendo coloro che ne abbracciano il mistero.

Dall’Egitto alla “Terra Promessa”

Terrasanta Nazareth, la Basilica dell'Annunciazione

Nazareth, la Basilica dell’Annunciazione

Con questo spirito inizia il viaggio che dall’Egitto che mi porterà in Israele e Palestina. A mezzanotte, l’aria fresca di gennaio è carica dell’elettricità che sprigiono aspettando il bus; sono emozionata, da tempo desidero attraversare la Terrasanta e visitarne il cuore. Una decina di pullman sono in coda davanti a noi al confine, e l’odissea inizia: ci vorranno quasi cinque ore per attraversare la dogana, passare lentamente i controlli, far fronte alle molte domande che le autorità israeliane snocciolano senza apparente ragione e rimetterci in viaggio, finalmente, dall’altro lato della frontiera. La notte insonne è presto ripagata; guardo in trepida attesa fuori dai finestroni del bus, come per registrare ogni minuto di un sogno, quasi a bere ogni granello di polvere e fare miei tutti i raggi del sole che sta per sorgere.

Le “emozioni” dei Luoghi in Terra Santa

Terrasanta Insenature salate costeggiano il Mar Morto

Insenature salate costeggiano il Mar Morto

Arrivo elettrizzata alla prima sosta, un’insenatura del Mar Morto, quello specchio d’acqua che abbiamo costeggiato per chilometri. Il sole è basso e pallido, tutto si è bagnato di luce ma l’aria non è ancora tiepida; la mia meraviglia è assoluta nel vedere l’effetto di quella concentrazione di minerali sulla pelle che annulla il peso del corpo, mi coglie inaspettata la sensazione di essere immersa nell’olio. Riparto con il cuore in festa e mi fondo con la terra che attraversiamo, di cui mi affascina ogni angolo. Bastano poche ore per arrivare a Gerusalemme, scultura del deserto; le prime abitazioni rompono i fianchi dolci dei pendii sabbiosi già da una certa distanza, e tutto è vento, tutto è polvere. Il rispetto dell’ambiente circostante ha portato a costruire una città in piena armonia con i colori e i materiali di cui la terra abbonda, tra cui argilla e sabbia; attraversata la cintura esterna, siamo nel cuore spezzato di una città contesa, ricca di un’umanità varia e colorata.

Terrasanta: Gerusalemme, l’Eterna

Terrasanta Gerusalemme, la chiesa del Santo Sepolcro (Photo by Mordagan)

Gerusalemme, la chiesa del Santo Sepolcro (Photo by Mordagan)

Abbandoniamo subito il caos di traffico e turisti per raggiungere Betlemme nel momento migliore e visitare la Basilica della Natività; tutto è indimenticabile e suggestivo, anche se non riesco a percepire quell’aura di spiritualità che pensavo avrei sentito con forza, forse anche a causa dell’enorme massa di turisti accorsi per i festeggiamenti del Natale ebraico. Rappresentanti di diverse religioni si incontrano nella piazza, molte aree sono interdette a causa delle celebrazioni e forse è proprio quel fiume umano l’esperienza più travolgente: in ogni senso. La vicina Gerusalemme ci accoglie al ritorno, e proprio lì camminerò sulla Via Dolorosa, di cui l’immagine che più colpisce è senza dubbio un’impronta che si crede essere quella della mano del Cristo, su un muro qualsiasi al lato della strada. Muri ricchi di storia – la storia di un popolo e di tanti credenti – che seguiamo alla volta del Santo Sepolcro. Difficile da descrivere, credo sia riservato all’intimità di ognuno il diritto di interrogarsi sulle sensazioni e sulle tante questioni che possono sorgere non solo in questo luogo e che accompagnano la vita di ogni essere umano.

Terrasanta: Messaggi nel Muro del Pianto

Terrasanta In preghiera davanti al muro del pianto

In preghiera davanti al muro del pianto

La stretta via che percorreremo all’uscita, passando tra negozi e botteghe, anziani con il volto segnato dal tempo che tessono al lato della strada, si apre su uno dei luoghi più spettacolari della città, il Muro del Pianto. Diviso in due sezioni, una per gli uomini e una per le donne, il Muro è il custode di speranze e preghiere per migliaia di persone ogni giorno; mi ritiro nella parte cui posso accedere e osservo i molti modi di pregare che ogni individuo ha, a seconda del proprio credo; non riesco a contare gli innumerevoli biglietti infilati nelle fenditure e negli anfratti, quelli caduti ai piedi del confessore di pietra. Rabbini, cattolici, musulmani e non solo, sfilano davanti ad occhi pieni di rispetto. Non lo sapevo, ma il momento più toccante di tutto il viaggio doveva ancora arrivare.

continua a pagina 2

© RIPRODUZIONE RISERVATA