Sabato 28 Maggio 2022 - Anno XX
Binari famosi, per un turismo dai ritmi lenti

Binari famosi, per un turismo dai ritmi lenti

Treni per tutti i gusti, in ogni angolo del mondo. L’escursione finale ci porta dal lusso del Palace on Wheels, alle comodità dei treni turistici dell’Asia Orientale, per finire con i treni “spartani” del Sud America, ricchi però di panoramici percorsi davvero unici

In Perù binari sotto il Macchu Picchu

In Perù binari sotto il Macchu Picchu

Ha un lieto fine la rassegna dei Treni Turistici che hanno contrassegnato un’epoca d’oro del turismo internazionale. (Vabbè, viaggiavano in pochi, ma se la godevano per davvero, in un lusso più ‘colto’ e meno pacchiano dei tanti esclusivi e costosi posti per Vip d’oggidì). Un lieto fine, perché a fronte della scomparsa di alcuni treni, altri continuano a operare sia pur debitamente ‘ripittati’. Altri ancora sono apparsi in un mercato di nicchia che continua a trovare pochi ma sufficienti aficionados. E non si tratta solo di quelli che hanno paura dell’aereo ma anche, e soprattutto, di chi preferisce girare il mondo senza stress, non amando i logoranti tempi dei viaggi moderni.

In treno sul Ponte del Fiume Kwai

binari L'"Eastern and Oriental Express sul Fiume Kwai

L’ “Eastern and Oriental Express” sul Fiume Kwai credit Von Nomad Tales 

A Butterworth una escursione per ammirare Georgetown, capitale della magnifica Penang. Un’isola davvero magica (forse a torto poco nota nel firmamento turistico mondiale). E a Kanchanaburi meno fascino della natura ma quanti ricordi storici. Anzi no, solo cinematografici, ma vuoi mettere che film fa venire in mente? Per esempio andando a vedere il Ponte sul Fiume Kwai (che poi non è quello ‘del film’, che ti aspetti di vedere, trattandosi invece, sembra ovvio, di un normale e pure bruttino ponte di ferro, ma la fantasia, si sa, fa aggio sulla realtà). Dopo cotanto viaggiare nei treni (come precisato “turistici” e più o meno chic quando non deluxe) prevalentemente nati e operanti nelle infinite terre, colonie e/o dominions del British Empire, è il caso di indagare se esistono treni ‘non solo vettori’ (ma pure dispensatori di bei panorami e amene visioni) su cui viaggiare senza dover parlare inglese.

Il treno indiano dei Maharajah

Il "Palace on Wheels" in India

Il “Palace on Wheels” in India

Anche nel caso del favoloso, conturbante “Palace on Wheels” (davvero un palazzo sulle ruote, invece di saloni e stanze 16 carrozze di cui 3 per bar, ristorante, biblioteca, 3 di servizio e 13 vagoni-letto); le origini, per non dire il merito, risalgono all’Impero Britannico. E il treno che nell’aprile del 1853 (!) partì dalla Stazione Victoria di Bombay può essere definito a ragione l’antenato del “Palace”, non mancando bagno, doccia e wc (comfort che – scrisse nel 1880 un grande viaggiatore francese – se li sognavano i clienti dei treni notturni in partenza da Parigi). A dimostrazione del lusso e della raffinatezza di questo treno basti ricordare che i treni “personali” che si fecero costruire i tanti Maharajah regnanti nell’India vittoriana, non differivano molto dal “Palace”.

binari L'Interno del treno

L’Interno del treno

Per i principi e dignitari indiani la pacchia di cotanto lusso ferroviario durò fino agli anni ’70, quando Indira Gandhi diede una ‘regolata’ ai privilegi dei potenti (trovatisi in ristrettezze i Maharajah fermarono i treni e trasformarono le loro magioni in alberghi 5 stelle). Qualche lustro dopo anche il “Palace on Wheels”, resasi necessaria una ristrutturazione, cedette un po’ di sfarzo pur restando elegante e oggidì porta da Delhi nelle più fascinose città del Rajastan; in una settimana si ammirano Jaipur, Udaipur, Jodhpur per finire a bocca aperta, poche ore prima del ritorno a Delhi, davanti al Taj Mahal di Agra.

Da Macchu Picchu all’Infiernillo: cartoline peruviane

binari Un piccolo passeggero sul treno delle Ande

Un piccolo passeggero sul treno delle Ande

Ed eccoci su Los Trenes de los Andes, laddove di deluxe, de lujo ce n’è davvero poco, anzi niente, e più che per parlare spagnolo vi si viaggia per godere quei panorami che i mezzibusto tivù e approssimativi cronisti turistici paciosamente definiscono “mozzafiato”.

Siamo nel Perù e non occorrono molte descrizioni, bastano i nomi a spiegare cosa non si perdono i renitenti che non viaggiano in questo (vabbè, un filino montagnoso, sennò mica si godrebbe il volo del condor) angolo del sud America. Da Puno, lago Titicaca (siamo sui 3.800 metri sul livello del mare: attenti a respirare bene) il Tren porta a Cuzco (500 metri più ‘basso’, ma c’è pure un ‘passo’ a 4000 e rotti) per giungere ai 2280 metri di Macchu Picchu. Per i più ‘osè’ (ma nel senso turistico della parola) nel Perù c’è anche un altro Tren intrigante, ancorché sovente carico di problemi (un tempo c’erano i ribelli di Sendero Luminoso, da sempre possono spuntare problemi tecnici).

Ponte el infiernillo peru

Ponte el infiernillo Peru

Da Lima si arriva a Huancayo, non prima di essersi infilati in 68 gallerie e aver superato 61 ponti. Il più ‘audace’ (e quindi celebre) si chiama Infiernillo, mini Inferno. Questa rassegna dei Treni Turistici nel mondo potrebbe concludersi con due (signori) treni che portano turisti vip a vedere il sud e il nord della Spagna. Ma citando “Al Andalus” e “El Trranscantabrico” si fa della cronaca, non della storia. I due benemeriti treni stanno infatti gioiosamente percorrendo la penisola iberica e le loro gesta sono riportate nei comuni depliants reperibili in qualsiasi agenzia viaggi.

Un treno “viaggiatore”. Dalla Nuova Zelanda alla penisola malese!

La stazione di Bangkok
La stazione di Bangkok

Nell’estremo sudest dell’Asia, l’ “Eastern and Oriental Express” (1993) si differenzia dal “Palace on Wheels” per l’età (più ‘vecchio’ di 140 anni, il treno dei Maharajah può definirsi il matusa dei convogli ferroviari turistici) e vicende curiosamente diverse (tali da ritenere che i vagoni che attualmente collegano Bangkok a Singapore abbiano viaggiato più sul mare che in terra). Costruito in Giappone nel 1972 il ‘giovane’ treno venne infatti trasportato fino in Nuova Zelanda e dopo aver operato per la Orient Express Hotels nel cuore dell’oceano Pacifico con il nome di Silver Star, fu nuovamente impacchettato (non senza aver subito trasformazioni per le differenze di scartamento ferroviario) e spedito alle Railways di Malaysia e Thailandia.
E ristrutturarlo, beninteso rendendolo elegante e deluxe, leggasi una moderna copia del fu Orient Express, non fu difficile per la Compagnia hotelera che del mitico treno porta lo stesso nome non solo casualmente. E mentre un albergo può essere bello fin che si vuole ma risulta difficilmente spostabile, il treno, invece, può essere mosso a piacere. A tal punto che l’”Eastern and Oriental Express” può offrire ben 9 itinerari turistici ai quali aggiunge un percorso programmato e ben definito: parte il giovedì alle 11,20 dal Woodlands Trains Checkpoint di Singapore e arriva a Bangkok, Hua Lamphong Station, il sabato alle 14,35 dopo aver offerto due (dicono gli yankees) “Highlites”, attrazioni di differente appeal e di tutto rispetto.

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