Venerdì 2 Dicembre 2022 - Anno XX
Il buio oltre la Serra

Il buio oltre la Serra

Nel cuore della Calabria, un luogo dedicato al silenzio e alla preghiera. Misterioso il giusto, per le storie che l’accompagnano, ma dispensatore di “luce” interiore. Solo a volerlo, beninteso

La Certosa di Serra San Bruno

La Certosa di Serra San Bruno

Più si sale lungo la tortuosa e meravigliosa strada nel verde che porta a Serra San Bruno, più lo spirito si alleggerisce. La strada è lunga fino alla Certosa.

Quando arriviamo è quasi buio e il grande edificio è immerso nel silenzio. Nella Certosa non si può entrare. Nessuno può entrare. Pensavo che l’ingresso fosse interdetto alle donne, invece è chiuso per tutti. Per farsi un’idea è stato allestito un museo, che mostra la storia e la vita quotidiana del certosino. Una vita di clausura, governata dal lavoro e dallo studio, ma soprattutto dalla preghiera. I monaci (qui ne sono rimasti meno di dieci) si alzano a mezzanotte e mezzo ogni notte per partecipare alla solenne funzione notturna, che è la più importante della giornata perché il buio favorisce la concentrazione e la riflessione.

Tablet e orticello

L'ingresso alla Certosa
L’ingresso alla Certosa

I certosini studiano e scrivono, ma pubblicano in modo anonimo, perché “non bisogna studiare con l’ansia di scrivere”. Parole sante. Non hanno internet (a parte il priore per comunicare con l’esterno) ma possono usare il computer e il tablet. Non possono fare apostolato, ma possono fare qualche giretto in paese. Ognuno di loro ha una casetta e un piccolo giardino, che coltiva a suo piacimento. Quando muoiono vengono seppelliti nel piccolo cimitero della Certosa, nella nuda terra. Vivono in semplicità, “conformi a Colui che non venne per essere servito ma per servire”, manifestano in vario modo le ricchezze della vita totalmente consacrata a Dio nella solitudine.

Rifugio sicuro per l’anima

Ettore Majorana
Ettore Majorana

Si dice che qui abbiano trovato e trovino ospitalità persone che hanno la necessità di cambiare vita. Lo spazio c’è, visto che la certosa è gigantesca e i monaci sono pochissimi. Si favoleggia che qui abbia trovato rifugio il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima, che Ettore Majorana non sia scomparso, ma si sia nascosto qui.

Il bello di questo posto è l’atmosfera. Qui si realizza quella strana magia che fa sì che per credere tu non debba vedere. Sì, in questo è magico. Oppure si dovrebbe dire mistico. Certo, bisogna avere la predisposizione giusta, per capire certi luoghi. Non bisogna opporsi al tempo o volerlo governare, quando si entra qui. Non bisogna avere la necessità di controllare, di verificare. Basta abbandonarsi al buio che c’è fuori e concentrarsi su quello spiraglio di luce che eventualmente si riesce a percepire dentro di sé.

È così. Credete: si impara più dello spirito del pellegrino e del mondo claustrale arrivando in questo edificio che non si può visitare che analizzando mille monasteri cella per cella.

© RIPRODUZIONE RISERVATA