Martedì 21 Maggio 2024 - Anno XXII

Lanzarote, figlia dei vulcani

A poche miglia marine dall’Africa, ma profondamente europea. Lanzarote è meta turistica di primo piano, ma legata alle tradizioni di vita e di lavoro vecchie di secoli. In più, un paesaggio scolpito dalla lava

La spiaggia di Famara
La spiaggia di Famara

 

Emana un magico esotismo Lanzarote – dichiarata dall’Unesco ‘Riserva della Biosfera’ sin dal 1993 – per le sue particolari condizioni climatiche e le sue bellezze naturalistiche. Quest’isola dell’arcipelago delle Canarie si trova ad appena un centinaio di chilometri dalle coste del Marocco. Lanzarote deve il suo nome a Lanzerotto Malocello, il navigatore genovese originario di Varazze, che per primo la scoprì nel 1312. La superficie è di 806 chilometri quadrati e gli abitanti assommano a circa 140mila persone. Il principale centro è Arrecife e l’isola fa parte della provincia di Las Palmas. Tutti i periodi dell’anno sono indicati per un soggiorno a Lanzarote e in particolare, da giugno fino ad ottobre, è piacevole immergersi nel suo fantastico mare blu. Le temperature dell’isola variano da un minimo di 14 a un massimo di 28 °C. Fra le numerose spiagge, spiccano Playa Blanca, la suggestiva Playa de Papagayo con sabbia rosa, Famara, ideale per i surfisti, La Cerita e Playa Negra con rocce laviche.

Paesaggi fantastici

Il parco nazionale di Timanfaya
Il parco nazionale di Timanfaya

Oltre a spiagge e sole, Lanzarote offre un paesaggio di forte suggestione nel Parco Nazionale di Timanfaya per la varietà delle formazioni vulcaniche, dei fiumi di lava nera pietrificata e in alcuni punti ancora fumanti, che disegnano un paesaggio fantastico e surreale. Sono circa 200 i coni vulcanici raggiungibili anche a dorso di cammello, oppure con un autobus turistico. Il territorio del parco, formatosi in pochi giorni durante l’eruzione del 1730, è ricoperto da circa cento specie vegetali, adattatesi al clima torrido del mare di lava, che a pochi metri di profondità ancora ribolle, incandescente. Un’altra meraviglia è la laguna verde venutasi a creare all’interno del cono vulcanico affacciato sulla spiaggia di El Golfo, immortalata da Pedro Almodóvar nel film “Gli abbracci spezzati”. Qui il mare si fonde e si mescola con la lava, entrando e uscendo dalle bocche che il magma ha scolpito, nella località di Los Hervideros, dove gorgogliano sorgenti di acqua spumosa. E’ un mosaico bianco di sale con venature di rosa. Suggestivo anche lo spettacolo offerto dalle Saline de Janubio con le vasche digradanti verso l’acqua con colori pastello sfumati.

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Natura e cultura a braccetto

Il punto panoramico di Mirador Del Rio. Foto: Wikimedia, by afrank99
Il punto panoramico di Mirador Del Rio. Foto: Wikimedia, by afrank99

A Lanzarote i contadini diventano ‘rabdomanti’, in grado di scovare l’acqua dai lapilli della cenere e catturarne l’umidità notturna necessaria per far crescere cipolle, squisite patate e soprattutto l’uva fatta maturare nei socos, basse mezzelune di pietra lavica sistemate a forma di ferri da cavallo. Il paesaggio de la Geria produce una malvasia delicata, degustabile nella Bodega de La Geria o nella Bodega Stratus.

Lanzarote vanta molte altre attrattive come i Jameos del Agua e Cueva de los Verdes (lunghe vie sotterranee create dalle colate laviche), il punto panoramico Mirador del Rio e il più grande Giardino di Cactus del mondo. E inoltre la Fondazione Cèsar Manrique, la villa Lagomar di Omar Sharif, vigneti e cantine, mercatini e tanto folclore, gallerie d’arte, musei, negozi, locali e strutture sportive, tra cui il Lanzarote Golf. Di interesse la Casa-Museo e Biblioteca del Premio Nobel della letteratura (1998), José Saramago. che vi trascorse l’ultimo periodo della sua vita. Morì nel 2010 e qui scrisse i “Quaderni di Lanzarote”, di oltre mille pagine di vita vissuta in Italia, pubblicati in un estratto per Einaudi.

 

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