Lunedì 4 Marzo 2024 - Anno XXII

La Lombardia che si muove su rotaia

Il sistema ferroviario lombardo verso la riqualificazione e il ringiovanimento della flotta con 63 nuovi treni in arrivo entro il 2016. In vista di Expo 2015 ma, soprattutto, in funzione delle esigenze dei pendolari lombardi

La Lombardia che si muove su rotaia

Puntualissimo, alle ore 14 di venerdì 28 febbraio, al binario 21 della Stazione Centrale di Milano, ha fatto il suo ingresso ufficiale il nuovo Vivalto di Trenord, primo dei 63 nuovi treni acquistati per i pendolari lombardi. Ad attenderlo sul binario Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, Maurizio Del Tenno, Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Mauro Moretti, Amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Vincenzo Soprano, Amministratore delegato Trenitalia e Presidente Trenord, Luigi Legnani, AD Trenord. Insieme, naturalmente, ai vertici e tecnici di Ansaldo Breda, ai numerosi operatori dell’informazione e alle presenze insostituibili in ogni stazione: ferrovieri e agenti Polfer.
Il Vivalto che entrerà in esercizio entro metà marzo sulla tratta Mantova- Cremona-Milano, tratta sicuramente tra le più problematiche della Regione e che sarà interessata a breve da un piano di rilancio, è composto da 6 carrozze doppio piano climatizzate, realizzate da AnsaldoBreda, mosse da una locomotiva E464 Bombardier (la velocità massima è 160 km/h). Il treno è accessibile alle persone con disabilità ed è dotato di 724 posti a sedere, con poggiatesta, braccioli, tavolini ribaltabili, prese elettriche da 220 volt. La carrozza semipilota ospita un’area multifunzionale predisposta per il trasporto di sci, biciclette, bagagli e piccoli colli e la toilette attrezzata per l’utilizzo da parte dei passeggeri a ridotta mobilità.

La tempistica

La Lombardia che si muove su rotaia

L’intera commessa di 63 nuovi treni sarà completata nei prossimi 24 mesi, quando entreranno progressivamente in servizio 30 treni Coradia a un piano, Alstom, 19 treni TSR a elevata capienza a due piani, AnsaldoBreda, 4 treni Flirt, monopiano, Stadler, 5 treni diesel GTW, Stadler, destinati alle linee non elettrificate. Convogli che saranno distribuiti sull’intero territorio regionale per soddisfare le esigenze specifiche di ogni tratta. Dopo la Mantova-Cremona-Milano, i Vivalto entreranno in servizio anche sulla Bergamo-Milano via Treviglio e sulla Brescia – Milano. Entro maggio 2015 saranno disponibili 39 nuovi treni, ulteriori 14 entro dicembre 2015 mentre le consegne da parte delle aziende saranno ultimate nei primi mesi del 2016.

LEGGI ANCHE  In treno con la carta di credito convenzionata

Verso l’Expo 2015

Da sinistra, Roberto Maroni e Mauro Moretto
Da sinistra, Roberto Maroni e Mauro Moretto

In definitiva sulle rotaie della Lombardia circoleranno complessivamente 302 nuove carrozze per complessivi 21.600 nuovi posti a sedere. È la premessa per un cambio sostanziale del servizio ferroviario in Lombardia, come annunciato da Vincenzo Soprano, ed esempio unico in Italia per capacità di investimento, considerando che altre regioni hanno effettuato tagli sul trasporto pubblico dal 10 al 20%. Con l’entrata in servizio dei nuovi treni nei prossimi due anni, il servizio ferroviario lombardo potrà contare su una flotta con un’età media di 20 anni (era 28 anni nel 2008), grazie a un investimento di oltre 500 milioni di euro da parte di Regione Lombardia, Trenitalia, Gruppo FNM e Trenord.
I treni regionali devono d’altra parte integrare il sistema di trasporti italiano e garantire standard di efficienza e pulizia elevati, come già accade per l’alta velocità. Se, come è stato sottolineato in conferenza stampa, Expo rappresenta l’obiettivo prossimo col quale ci si deve misurare, sono i pendolari lombardi i reali destinatari di un processo graduale di riqualificazione del sistema: sono infatti 670.000 i passeggeri che ogni giorno, per ragioni di lavoro e di studio, utilizzano i treni regionali. È proprio a loro che si vuole offrire un servizio che sia all’altezza della Lombardia. Mauro Moretti ha infine sollecitato una riflessione sui tempi della città postmoderna: bisogna evitare le “punte di utilizzo”, ripensare i servizi e le loro modalità di fruizione. La Lombardia potrebbe essere un bel laboratorio sperimentale da questo punto di vista avendone i requisiti politici e culturali.

(04/03/2014)

Condividi sui social: